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Cuori Puri: Roberto De Paolis presenta il suo film che sarà a Cannes nella Quinzaine

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Simone Liberati e Selene Caramazza sono due ragazzi di periferia che si incontrano e si amano.

Cuori Puri: Roberto De Paolis presenta il suo film che sarà a Cannes nella Quinzaine

Fra i titoli italiani della sezione Quinzaine Des Résalisateurs del prossimo Festival di Cannes c’è, oltre a L’intrusa, Cuori Puri, prima regia di Roberto De Paolis e immersione in una periferia romana dove coesistono un campo rom, una comunità religiosa cattolica e una fascia di popolazione disagiata che o lavora onestamente o vive gdi espedienti. In un simile ambiente si incontrano Stefano e Agnese, anime a loro modo candide che cercano una via di comunicazione fra parcheggi, chiese e strade polverose, quasi sempre ripresi da una macchina a mano. A interpretare questi personaggi sono due volti poco noti: Selene Caramazza e Simone Liberati, che insieme al regista e al resto del cast hanno presentato oggi il film a Roma, contenti di poterlo accompagnare in Costa Azzurra il 23 di maggio. De Paolis era piuttosto emozionato e, mentre dondolava avanti e indietro il piede seduto al fianco dei suoi collaboratori in un cinema di Roma, ha spiegato come tutto abbia avuto inizio: "Questa storia è capitata nelle nostre mani grazie a una serie di fatti di cronaca, cose realmente accadute in contesti che prima non conoscevamo. Avevamo un materiale difficile su cui lavorare e al principio la strada più semplice ci è sembrata quella di ricorrere alla nostra immaginazione, ma era un atto di superbia, e così ognuno di noi ha cominciato un lungo e dettagliato percorso di ricerca. Siamo entrati nel mondo di Agnese, frequentando messe e parrocchie, e nell’universo di Stefano, che è più legato ai palazzi, alla povertà e alla criminalità".

Il regista ha poi spiegato perché i cuori del titolo siano "puri": "Forse Stefano sembra l’unico personaggio puro del film, ma in fondo tutti cercano in un modo o nell’altro la purezza, che assume anche una valenza negativa. Agnese, per esempio, vuole rimanere incontaminata, non vuole entrare veramente in contatto con un universo che non le appartiene. Stefano, dal canto suo, da guardiano di un parcheggio, desidera che il luogo in cui lavora resti protetto".

Cuori Puri può apparire come il solito film ambientato in una periferia degradata e caratterizzato da personaggi stereotipati. Non è così, è il merito è anche del lavoro che De Paolis ha fatto con i suoi attori: "Alcuni luoghi comuni in effetti c’erano nella sceneggiatura, almeno all’inizio. Ero al primo film e cercavo di capire come costruire i personaggi, volevo che anche gli attori dessero il loro contributo e che la persona e il personaggio si incontrassero a metà strada. Simone ha messo molto della sua emotività in Stefano, rendendolo originale perché lontano dal cliché del coatto di periferia".

"Per me tutto è cominciato fra i palazzoni di Tor Sapienza" - interviene Simone Liberati. "Ben prima di girare, ho iniziato a frequentare i ragazzi di quel quartiere e mi sono accorto di avere qualcosa in comune con loro. Nel mondo e nei silenzi di Stefano c’erano anche i miei silenzi. C’era un comune desiderio di riscattarsi e di avere una vita diversa".

Anche Selene Caramazza, alla sua prima esperienza dietro alla macchina da presa, si è avvicinata ad Agnese con un discreto anticipo rispetto al primo ciak: "In Cuori Puri c’è tantissimo di me. Ho dato un po’ di Selene ad Agnese. Il mio è stato un percorso abbastanza lungo in cui Roberto mi ha molto aiutato. Ho ripreso in mano la Bibbia e il Vangelo, sono entrata in una comunità evangelica e ho seguito un cammino di fede perché non disideravo simulare l’amore per Gesù. Mi sono presa il mio tempo e i miei momenti di preghiera".

Il personaggio meno simpatico di Cuori Puri è Marta, la mamma di Agnese, che ha un rapporto morboso con la figlia e la controlla continuamente. A interpretarla è Barbora Bobulova, che ha detto: "L’incontro con Marta è stato conflittuale, è una donna molto distante da me, per questo a metà riprese sono entrata in crisi: io non mi sarei mai comportata come lei. Però per me Cuori Puri è stato un lavoro nuovo, anche bello in un certo senso, perché ha rappresentato un percorso interessante. Mentre giravamo, si è creata un’atmosfera magica, autentica".

Sul set, oltre al gruppo degli attori, c’era un’altra comunità di cui tenere conto: i rom, che si sono ben mescolati a De Paolis e alla sua troupe ispirando persino qualche cambiamento alla sceneggiatura: "I rom sono sempre sullo sfondo nel film" - ha detto il regista. "Sono andato nel campo di Via Salviato e sono diventato anche un po’ amico di alcuni di loro. I ragazzi che recitano in Cuori Puri sono persone che abbiamo conosciuto là. Sono stato bene accolto, ogni tanto qualcuno mi spillava 20 euro, ma tutti avevano voglia di condividere dei momenti con noi, il che è stato utile per il copione, perché ci ha fatto capire il rapporto fra la loro comunità e Stefano, che sviluppa una paura sempre crescente di diventare come gli zingari".

Prima di salutare i giornalisti dando loro appuntamento sulla Croisette, Roberto De Paolis ha parlato di Cannes e di quanto si senta agitato all’idea di partecipare al festival: "E’ normale che ci sia l’ansia di andare a Cannes, unita alla trepidazione per l’imminente uscita in sala, ma quando un film va a un festival dopo tanti anni di lavoro, capita anche di sentirsi scomodi a lasciarlo andare. E’ un percorso emotivo che si conclude, e un po’ fa male". 



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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