Interviste Cinema

Con chi viaggi: arriva al cinema per 3 giorni la black comedy con Lillo mattatore

Sarà al cinema il 23, 24 e 25 maggio la divertente black comedy Con chi viaggi, un "finto" road movie, remake di un film spagnolo, presentato a Roma dai registi You Nuts! e dagli intrepreti Lillo, Fabio Rovazzi e Michela De Rossi.

Con chi viaggi: arriva al cinema per 3 giorni la black comedy con Lillo mattatore

All'origine di Con chi viaggi, come spesso accade ultimamente, c'è un film spagnolo, Con quéin viajas. Ma stavolta valeva davvero la pena di rifarlo, perché il risultato è un film breve, dritto al punto ed esilarante, grazie soprattutto ai protagonisti: da un Lillo Petrolo qua vero e proprio mattatore, in grado di passare dal registro comico a quello più inquietante in un batter di ciglia, ad Alessandra Mastronardi, Michela De Rossi e Fabio Rovazzi. Sono loro gli interpreti di una black comedy che tocca anche spunti di attualità e che il pubblico potrà trovare al cinema solo il 23, 24 e 25 maggio, prima del futuro approdo su piattaforma streaming. Noi vi consigliamo di vederlo, perché spesso sono proprio film come questi, che escono senza tante fanfare, magari come evento, a divertirci come non sempre il cinema italiano riesce a fare.

La storia è semplice: per un viaggio da Roma a Gubbio in car sharing si presentano tre passeggeri, anche se l'autista sembrava aspettarsene solo uno. Durante il viaggio si scoprirà che due di loro si conoscono da tempo e che il simpatico e logorroico guidatore nasconde inquietanti dettagli che seminano il panico tra i passeggeri. Ma, davvero, non tutto è come sembra... fino all'ultimo.
A parlarci del film sono i registi, YouNuts!, all'anagrafe Antonio Usbergo e Niccolò Celaia, videomaker già autori al cinema di Sotto il sole di Riccione e Altrimenti ci arrabbiamo, Lillo, Michela De Rossi e Fabio Rovazzi.

I temi della black comedy Con chi viaggi

Uno dei temi che emerge naturalmente dalla storia è quello dell'incomunicabilità, o meglio come, proprio in un mondo in costante connessione, le persone in realtà non si conoscano ma proiettino l'uno sull'altro i propri pregiudizi. Lillo conferma che si tratta di un tema che gli sta molto a cuore come autore e porta come esempio la trasmissione radiofonica di Rai Radio 2 Lillo e Greg 610, dove "su 50 personaggi, 30 non si capisce cosa dicano e non si capiscono tra loro, una forma di nevrosi tipica dei nostri tempi, su cui noi giochiamo parecchio. La cosa bella del film è come viene raccontato l'incontro tra quattro persone che non si dovrebbero conoscere, anche se due si conoscono bene e c'è la facciata, il primo impatto in base al quale scattano le impressioni e il giudizio, tutti quei meccanismi mentali che si azionano quando incontriamo qualcuno per la prima volta, e anche le sorprese che magari hai nello scoprire che la persona in questione è diversa da come la pensavi, o forse che la prima impressione era quella giusta. Nella realtà tendiamo sempre a giudicare, a creare la vita di una persona con cui magari dobbiamo passare del tempo, a farci un film invece di provare a conoscerla. Il film è una commedia molto ricca di situazioni e reazioni tipicamente umane".

Per Fabio Rovazzi, che nel film è uno degli (sfortunati?) passeggeri, il film parla anche del tema dell'identità, o meglio, "di quanto è facile fingere di essere qualcuno che non siamo". Michela De Rossi riflette su una cosa accaduta su un set dove sta lavorando: "Un po' di giorni fa eravamo in un luogo isolato da tutto, dove nessun cellulare aveva campo, quindi siamo stati costretti a parlare 9/10 ore al giorno in mezzo al nulla, e ieri facevamo questa riflessione, che ci troviamo seduti sulle sedie nei momenti di pausa, ci guardiamo e cominciamo a chiacchierare perché non abbiamo il telefono. Sicuramente è una tematica chiave di questi giorni".

Un "finto" road movie

Con chi viaggi si svolge ovviamente on the road, ma in realtà è stato quasi interamente girato in studio, il che ne fa in un certo senso un "finto road movie" o, come lo definisce Celaia, "un road movie girato tutto nello stesso posto. Solo alcune scene, in Umbria, sono state girate on location". Le nuove tecnologie permettono infatti di rinunciare al poco realistico blue screen e di replicare l'esperienza di guida su una vera strada. Come? Non è facile spiegarlo ma lo lasciamo fare a Lillo: "Le strade che vediamo sono state girate prima, qualcuno il viaggio l'ha fatto. Abbiamo girato con questa nuova tecnica in cui ci sono dei led e tu hai la strada che ti scorre davanti, dietro e lateralmente, che è reale ed è frutto di riprese fatte prima".

Rovazzi prova a spiegare meglio: "In pratica hanno mandato a fare il viaggio qualcuno con 12 telecamere che riprendevano tutte le prospettive e poi in base a quello che giravamo in studio mandavano dietro la prospettiva giusta. La cosa che prendeva male è quando ad esempio io ridevo - succedeva spesso, perché purtroppo nel film c'è Lillo -, loro stoppavano e di colpo si fermava la strada. Le prime volte stavamo per vomitare. Poi mandavano tutto in reverse con la strada al contrario per tornare al punto di prima, agganciarsi e ripartire. È stato un rollercoaster per lo stomaco". "Ricordo quando lo schermo si fermava" - interviene De Rossi -  "che noi andavamo avanti solo da un lato della macchina e l'altro andava in retromarcia, come se fossimo in testa coda".

"Vero - continua Lillo - vedere il reverse è come andare sulle montagne russe, per cui stai malissimo, tutte le volte iniziavamo a girare con la nausea. Da questo punto di vista è stato impegnativo. È stato un film faticosissimo dal punto di vista attoriale e bellissimo perché è quasi teatrale. Hai quattro pagine da fare al giorno e ce le hai davvero, senza micropezzettini, quindi bisogna prepararsi come per una pièce teatrale, sapere tutto a memoria. Vi spiego perché lui rideva quando recitavo: non è che io sono particolarmente comico, è che non ricordandomi nulla del testo improvvisavo molto. Adesso lo posso dire: ai registi la vendevo come se così fosse più istintiva e naturale, in realtà non ricordavo nulla perché non c'era il tempo materiale per studiare. Loro erano bravissimi., Michela pazzesca, non sbagliava mai, non so quando studiasse, oppure aveva il testo dietro il sedile e lo leggeva, io non potevo perché avevo la camera davanti. A proposito di guidare, un'altra cosa bella di questa tecnologia è che quando c'è la curva c'è veramente, quindi tu guidi davvero, come in un videogioco, facendo le mosse giuste. Col blue screen la guida non corrisponde mai a quel che si vede dietro, mi sono rivisto in alcuni film girati in quel modo e ho visto che magari dietro e dietro c'erano salite e discese e io stavo sempre nella stessa posizione".

Ma al di là delle innovazioni tecniche, come si riesce a mantenere la tensione in un film del genere, senza essere troppo eccessivi? "L'intento" - dice Usbergo - "era quello di fare una black comedy e con attori come questi è normale non andare troppo oltre. È sempre bello farsi una risata dopo un momento di tensione. A volte non era nemmeno voluto, ma l'improvvisazione di Lillo e Rovazzi ci ha aiutato".

Dal momento che non possiamo svelarvi nulla sulla trama di Con chi viaggi, non vi resta che andarlo a vedere al cinema, dove sarà dal 23 al 25 maggio distribuito da Lucky Red, per poi approdare, non sappiamo ancora quando, su una delle maggiori piattaforme streaming (dal momento che il film è prodotto in collaborazione con Amazon e con Sky, ci sembra superfluo dire dove).

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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