Interviste Cinema

Cinque star internazionali per Sights of Death

Danny Glover, Rutger Hauer, Michael Madsen, Daryl Hannah e Stephen Baldwin interpretano il film di Alessandro Capone.

Cinque star internazionali per Sights of Death

Va bene, diciamolo: Danny Glover non sarà più quello di Arma letale, Michael Madsen non è più lo psicopatico che faceva accapponare la pelle ne Le iene, Rutger Hauer e Daryl Hannah si sono lasciati da un pezzo Blade Runner alle spalle, e sono passati quasi 20 anni da quando abbiamo visto Stephen Baldwin ne I soliti sospetti. Ma quale produttore o regista italiano non vorrebbe dirigere tutti insieme gli interpreti di questi film cult tanto amati dal pubblico? C'era un clima festoso oggi alla Casa del Cinema di Roma, dove i produttori Monika Bacardi e Andrea Iervolino della Ambi Pictures assieme al regista Alessandro Capone e al cast hanno presentato S.O.D.Sights of Death, giunto alla seconda settimana di lavorazione sulle 10 previste Ambientato nel 2047, parla di un mondo in cui esiste un governo unico militarizzato per un pianeta ridotto ai minimi termini, e dove chi non si è adeguato è stato distrutto. Esistono ancora sacche di ribellione e un gruppo di militari ha il compito di estirparle. Nel film, alla sua seconda settimana di lavorazione, Baldwin e Glover sono i buoni, Hauer è un terribile colonnello, Hannah un maggiore alle sue dipendenze e Madsen il capo dei mercenari di cui si serve.

Mentre Rutger Hauer arriva con una Smart direttamente sul prato davanti alla Casa del Cinema e rilascia qualche dichiarazione frettolosa prima di partire alla volta dell'aeroporto per festeggiare il suo 70esimo compleanno a casa, tutti gli altri sono presenti. Danny Glover confessa di aver apprezzato soprattutto due cose in questo suo primo film girato interamente in Italia: "Considero un onore essere coinvolto in qualche modo con il cinema italiano, io che ho avuto il privilegio di crescere guardando i film di alcuni dei più grandi registi al mondo come Fellini e Visconti e le grandi commedie del vostro paese. E mi piace moltissimo il fatto che il film parli di quello che sta succedendo oggi al mondo, l'idea che i la distruzione che subisce non è colpa di qualche forza aliena ma di noi stessi. Siamo noi a distruggerlo con lo sfruttamento esasperato delle sue risorse, coi rifiuti, ma se ci guardiamo intorno vediamo che ci sono anche persone che lottano contro tutto questo. Se non facciamo qualcosa per risolvere questa situazione prima o poi ci troveremo in guai molto seri, ricordiamoci che noi non esisteremmo senza la Madre Terra su cui camminiamo, non avremmo arte, né film, niente di quello che diamo per scontato. Ricordiamoci che l'uomo esiste solo da poche centinaia di migliaia di anni mentre il pianeta esiste da miliardi di anni".

Michael Madsen con la sua celebre voce roca commenta  "E' un mio privilegio di attore  poter vedere posti in cui altrimenti non sarei mai potuto andare e mi piace lavorare in un altro paese perché il mio non se la passa tanto bene in questo momento. Come artista è bello potersi allontanare dalle proprie radici e conoscere altre culture. Ho sempre desiderato lavorare qui e questo film ha un copione interessante e un bel personaggio in cui cerco di mettere un po' di umorismo e di non farne solo un violento. Regista e produttore sono fantastici, sono circondato da talenti meravigliosi, mi sento davvero fortunato a essere qua e vi ringrazio per avermi fatto sentire il benvenuto oggi".

Gli fa eco Stephen Baldwin: "Innanzitutto l'Italia è una delle star più grandi del mondo e per noi è davvero una fortuna poterci venire a girare un film. Sono tutti molto dediti e concentrati e abbiamo l'opportunita di fare qualcosa di meglio del solito, qualcosa di eccitante e positivo. Per quanto mi riguarda, mi sono sempre piaciuti i film che esprimono  speranza e redenzione e in parte questo film parla della resistenza dello spirito umano contro il male. Poi è stata la seconda volta nella mia carriera - l'altra è stata  I soliti sospetti  - in cui mi è bastato conoscere il cast per sapere che volevo fare il film, perché sono persone che ho sempre ammirato. L'altro giorno ho fatto una scena con Rutger Hauer che è stato gentilissimo e mi ha fatto molti complimenti e io gli ho risposto "devo ringraziare te per le lezioni di recitazione che mi hai dato negli ultimi 25 anni".

Ultima, ma tanto dolce e gentile da farsi immediatamente perdonare, fasciata in un miniabitino di velluto che poche ventenni potrebbero permettersi ma che a lei sta alla perfezione, arriva e si siede a chiacchierare con noi Daryl Hannah, che all'aspetto mozzafiato unisce un'intelligenza acuta e un appassionato impegno per l'ambiente che la vede schierata in prima persona. L'attrice parla del suo amore per La dolce vita, visto da giovanissima sotto le stelle su un'isola greca durante le riprese di Summer Lovers, e del suo sogno di essere "proprio come Giulietta Masina, la mia attrice preferita in assoluto", racconta di adorare l'Italia, di cui conosce soprattutto il Sud, e di essere affascinata dal fatto che in un paese così piccolo esistano tante differenze nella cultura, nella lingua e nel cibo. Grande camminatrice e notoriamente atletica, scherza sull'incidente avuto durante Kill Bill e sugli scontri che anche in questo film ha col personaggio di Michael Madsen. Però, tiene a dire, "anche se adoro il cinema e l'ho sempre amato in tutti i suoi aspetti e la sua creatività, come regista e come attrice, condividere certe informazioni ed essere solidale con coloro che soffrono alla mia età è la cosa più importante ed è così che passo la maggior parte del mio tempo".

Più volte in manette per le dimostrazioni a cui ha partecipato, anche davanti alla Casa Bianca, confessa che "sì, Obama sembra una persona affascinante, ma io non mi fido più dei politici, hanno le mani in troppe tasche, non hanno il coraggio di prendere provvedimenti necessari ma impopolari per paura di non essere rieletti. E' un mestiere dettato da troppi interessi, che non rispecchia più le esigenze dei cittadini. In America la politica è espressione delle corporation economiche, che per legge possono finanziare in modo illimitato le campagne elettorali. Quanto allo stato disastroso del nostro pianeta, dobbiamo iniziare ad adottare dei comportamenti più etici, ad avere un atteggiamento diverso nei confronti della terra, della natura, degli animali, senza pensare di poterne sfruttare le risorse come se fossero infinite. Dobbiamo proteggere l'acqua e gli ambienti naturali ancora incontaminati, rifiutare i cibi OGM, far sentire la nostra voce".

In conclusione dell'incontro in cui sviscera con contagiosa e competente eloquenza gli aspetti sociali, economici e politici del mondo globalizzato, che rimandano sempre al necessario impegno collettivo, Daryl Hannah ride e scuote la zazzera bionda quando un'incauta collega male informata le chiede se sarà lei la nuova Bond Girl "No, assolutamente. Io? Alla mia età? No, non farei una bella figura in bikini". Impossibile non smentirla e non desiderare di vedere più spesso al cinema questa donna che è un un role model positivo per le ragazze, anche per come preferisce fare la differenza nella vita invece che sullo schermo.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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