Schede di riferimento
Interviste Cinema

Christoph Waltz alla Festa del Cinema di Roma: "L'ammirazione non dovrebbe mai diventare un'ideologia"

83

Intervistato da Antonio Monda, l'attore è il protagonista del primo Incontro Ravvicinato.

Christoph Waltz alla Festa del Cinema di Roma: "L'ammirazione non dovrebbe mai diventare un'ideologia"

"Nelle pagine della storia, di tanto in tanto, il fato si ferma a guardarti e ti tende la mano", diceva il Colonnello Hans Landa, ufficiale nazista sadico e poliglotta, in Bastardi senza gloria. Lo diceva senza sapere che il primo a cui il destino aveva sorriso, inviandogli Quentin Tarantino, era lo stesso Christoph Waltz, che con quel personaggio sarebbe arrivato lontano, conquistando addirittura l’Oscar.
Nato a Vienna nel 1956 e abituato fin da bambino a calcare le tavole del palcoscenico, Waltz ha iniziato nei primi anni '80 a frequentare il cinema, ma il successo lo ha raggiunto solo grazie al regista di Pulp Fiction, che dirigendolo anche il Django Unchained lo ha portato nel 2013 alla vittoria del suo secondo Academy Award.

Protagonista anche di The Zero Theorem, Christoph Waltz è stato il nemico di James Bond, Blofeld, in Spectre, il marito impostore di Amy Adams in Big Eyes, il mafioso russo psicopatico di The Green Hornet e uno dei "quattro" di Carnage di Roman Polanski.
Fra gli interpreti di Downsizing, l’attore inaugura gli Incontri Ravvicinati della Festa del Cinema di Roma edizione 2017. A intervistarlo, di fronte al pubblico, è il direttore Antonio Monda, che ripercorre con lui le tappe fondamentali della sua carriera. Waltz si racconta volentieri. Ed ecco cosa racconta.

Quentin Tarantino
Con Quentin Tarantino il copione non prende mai forma sul set, tutto è già scritto. Lui crea i personaggi nella sua mente, poi li libera e lascia che succedano loro delle cose. Prima avviene tutto nella sua testa, dopodiché si passa alla pagina. Quentin è sempre un passo avanti rispetto a tutti, io fatico a stargli dietro, con lui ogni virgola è importante. Mi piace come gira, la sua regia è ineccepibile, il suo gusto per l’immagine straordinario, ma per me la cosa migliore del suo cinema è la scrittura. E’ nelle sceneggiature che colgo tutta la sua poesia.

Copioni e improvvisazione
Se mi arriva un copione, buono o cattivo che sia, ammiro sempre il fatto che sia giunto fino a me, perché conosco il percorso che deve fare prima di raggiungere un attore. Non ho la presunzione di voler migliorare una sceneggiatura e non credo nemmeno nell’improvvisazione, per me l’improvvisazione è sopravvalutata. D’accordo, puoi cambiare qualcosa se proprio hai un blocco creativo, ma in generale devi rispettare il lavoro degli altri.

Fare il cattivo
Ho lavorato per 35 anni prima di arrivare a Hollywood e non so dire quanti film abbia girato, quanti programmi tv. Ho lavorato anche in teatro, e se metto insieme tutti i lavori che ho fatto, arrivo a un totale di 150 parti. Credetemi, non sono stato sempre il cattivo. Se mi offrono il ruolo del villain, è anche per ragioni economiche. Molte volte i finanziamenti per un film non si ottengono sulla base dell’interesse per l’arte. Chi investe dice: questo attore è stato un bravissimo cattivo in quel film, se lo fa anche in questo, ci metto i soldi.

Fare il cattivo 2
E’ infinitamente più divertente fare il cattivo, il buono è buono e basta, il cattivo, invece, ha un’infinita gamma di possibilità. L’antagonista è l’elemento drammaturgico che fa andare avanti la storia, è l’anima del conflitto, per questo è necessario che sia il personaggio più interessante.

I critici e la commedia
I critici non capiscono le commedie, non arrivano a comprenderne il valore. Aristotele ha scritto della commedia e della tragedia, la parte sulla commedia è andata perduta, è stata bruciata, e quindi conosciamo solo il suo lavoro sulla tragedia. Forse tutti i critici sono aristotelici.

Il lavoro su un personaggio
Penso che il lavoro di ricerca per avvicinarsi a un personaggio sia sopravvalutato, questa storia che se per esempio faccio il nazista allora devo visitare un campo di concentramento, o se devo raccontare la follia devo calarmi negli abissi più cupi dell’animo umano, è ridicola. L’immaginazione è lo strumento migliore dell’attore. Se fai il panettiere, non devi lavorare in un forno, puoi semplicemente fantasticare di averci sempre lavorato.

Modelli di riferimento
Non c’è un attore che mi ha ispirato, i miei punti di riferimento variano sempre. Quando avevo 20 anni, pensavo che Marlon Brando fosse il più grade attore del suo tempo. Ora, invece, la maggior parte delle cose che ha fatto (magari non Il Padrino, ma film come Un tram che si chiama desiderio) hanno smesso di suscitare il mio incondizionato entusiasmo. Mi sembra un atteggiamento sano, va bene stimare qualcuno, ma l’ammirazione non dovrebbe mai diventare un’ideologia.

Attori e star
Io sono convinto che recitare ed essere una star siano due professioni completamente diverse, puoi essere un attore che è sempre rimasto fedele a se stesso, che rispetta la scrittura e il regista e rimanere nell’oscurità, oppure puoi essere un folle e diventare una star solo perché ti lasci trasformare completamente dagli altri. Non credo nel concetto di bravo o di cattivo attore, per me esiste una parte giusta per ogni attore, magari resta fra le stelle, in un angolino del cielo, e non la si afferra mai, ma se la si afferra, allora sì che si può diventare bravi.

Federico Fellini
Ho incontrato Federico Fellini a Zurigo, dove stava facendo il casting per E la nave va. Sono entrato nel suo ufficio e abbiamo parlato. All’epoca avevo 24 anni, ero un ribelle, ero ambiziosissimo. Avevo un mucchio di foto con me, in tutte avevo un’espressione fintamente cool. Ce n’era una, però, in cui sorridevo. Ebbene, Fellini l’ha presa e ha ritagliato il mio sorriso, perché quell’espressione, solo quell’espressione, gli sembrava autentica. Lui mi ha insegnato che l’unico modo per parlare a tutti è attraverso l’autenticità, che la sola maniera per avere una voce realmente universale è essere veri, sinceri.

Che film Porterebbe Christoph Waltz su un'isola deserta?
Morirei di fame e di sete, mentre ci penso. Se dicessi un qualsiasi titolo adesso, fra mezz’ora me ne pentirei. Sono uno che cambia continuamente idea. E’ giusto così. Noi dobbiamo vivere le nostre vite godendoci il cinema e senza stare là a valutarlo.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming