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Cha Cha Cha - presentato il Noir di Marco Risi con Luca Argentero e Eva Herzigova

Il film cche uscirà il 20 giugno prossimo piace e diverte

Cha Cha Cha - presentato il Noir di Marco Risi con Luca Argentero e Eva Herzigova

E' stato presentato alla stampa il nuovo film di Marco Risi, Cha Cha Cha, un singolare noir metropolitano, che usa il genere hard-boiled in un intelligente e divertente connubio col cinema politico. A interpretarlo nei ruoli principali sono la top model Eva Herzigova, Luca Argentero, Claudio Amendola e Pippo Delbono. Arriverà in sala dal 20 giugno in 180 copie, dopo l'anteprima mondiale al festival di Taormina.

Racconta Marco Risi: "la figura dell'investigatore privato mi ha sempre affascinato, fin da quando leggevo i libri di Philip Marlowe scritti da Chandler. Nel film di Altman Il lungo addio il detective di Elliott Gould vive da solo col gatto, di cui si prende estremamente cura. Mi piace questa figura romantica, sola. Corso ha un cane a cui manca una zampa e questo lo presenta subito come persona perché oggi, in questa società così attenta all'estetica, chi vorrebbe un animale così? Mi piaceva questo suo volere che le cose andassero in un certo modo e il suo accorgersi quanto sia in realtà difficile cambiarle. E c'è questo amore sotterraneo tra la donna e lui, mai dichiarato: si capisce che tra loro c'è stata una storia tanto importante che lui ha paura di sfiorarla, di toccarla. E poi ci sono dei bei cattivi: uno come Amendola, che con la sua battuta finale, "che cazzo di paese", sintetizza al meglio la nostra situazione, e Pippo Delbono che è uno di quegli individui a cui piace restare nell'ombra per tessere la sua tela e portare tutti dalla sua parte e che sa che il potere gestito in quel modo vale molto di più".

Cha cha cha è un film fatto anche di caratteristi. Ancora Risi: "Non sono mai personaggi secondari, come diceva non ricordo chi, "non esistono piccoli ruoli, esistono piccoli attori" e io avevo grandi attori anche per ruoli piccoli. A Delbono e Amendola aggiungo Marco Leonardi, che per me se stesse in America lavorerebbe continuamente, al contrario di qua. Mi ha divertito anche utilizzare Bebo Storti per il ruolo dell'intercettatore, e ci ho messo una piccola citazione del Muro di gomma: gli scricchiola una scarpa, una sola, quando cammina.

Pippo Delbono racconta che "non essendo attore strasberghiano, non ho bisogno di immedesimarmi in un personaggio e tirare fuori il peggio di me. Per me è tutta questione di sguardo, del modo di guardare, della direzione degli occhi. E ovviamente ci vuole poi un regista in grado di inquadrare e di cogliere questi particolari".

La top model mondiale Eva Herzigova, alla sua prima, convincente prova da protagonista, si commuove davvero ringraziando Marco Risi e i compagni per l'opportunità che le hanno offerto: "è caduta dal cielo, era una sceneggiatura davvero bella, dove tra l'altro non mi si chiedeva di far vedere nemmeno una spalla. E' un personaggio molto profondo, così pieno di dolore e rabbia che c'era molto su cui lavorare. Non essendo attrice non sapevo come sarebbe venuto e questo mi spaventava, ma al tempo stesso mi faceva volare. E' una cosa bellissima riuscire a far passare dei sentimenti tanto profondi".

Commenta Marco Risi: “Doveva essere un'attrice straniera perché aggiunge qualcosa al personaggio, è come se il personaggio di Delbono si autogiustificasse per il modo in cui la tratta. So che molte attrici italiane si chiederanno perché ho dovuto cercarla all'estero, ma io volevo una bionda hitchockiana. Quando sono andato a Londra per incontrare Eva, lei aveva studiato due o tre scene, abbiamo fatto un provino e ho capito la sua forza, ho capito che ce l'avrebbe fatta dagli sguardi, dall'attenzione che prestava a quello che stava succedendo e alle cose che dicevo. E' una donna non solo evidentemente bellissima, ma anche molto capace e molto intelligente”.

Al centro del film c'è una scena in cui il private eye Corso, interpretato da Luca Argentero, deve combattere nudo contro due aggressori. "Ci sono altre preoccupazioni, dice l'attore, rispetto all'apparire nudo: l'idea era di rendere dinamica una scena che doveva essere efficace e poi ovviamente non farsi male subito all'inizio delle riprese. Ero molto preoccupato dell'efficacia della scena, che invece funziona e regala un picco di adrenalina, di terrore, di buio". Dal punto di vista registico, aggiunge Risi, "John Woo insegna: abbiamo girato in 4 ore con 4 macchine da presa. Magari gli americani l'avrebbero fatta in 4 giorni, ma noi ci siamo dovuti limitare. Volevo che lui fosse colto nell'intimità più assoluta, solo in casa col suo adorato cane". Risi ammette poi di aver pensato a una sequenza del Maratoneta: "è una scena che avevo molto amato, nel libro e nel film, ho pensato a lui nel bagno, solo, che sente quei rumori ed è terrorizzato, anche se il mio personaggio in fondo è più preparato ad affrontare il pericolo".

Il film sposa il genere alla critica sociale e politica. Come dice Risi: "è un gioco che sta diventando sempre più sporco, difficile da capire fino in fondo, per quello mi piace la figura dell'investigatore, dell'eroe. Attraverso il cinema, io che sono un vigliaccone ho il coraggio di rappresentare un uomo che fa quello che io vorrei avere il coraggio di fare. Mi piace anche che questo Papa dica quello che sta dicendo, sono squarci di luce che si aprono in questa società. Mi da fastidio l'assuefazione ad un pensiero comune inutile, il dire "tanto niente cambierà" e per questo stare zitti. Ci sono dei segnali adesso, speriamo che questo paese, che è bello anche perché cialtrone, cominci da adesso a diventare un po' più serio".

Infine, Claudio Amendola esprime: "La gioia e il piacere di rifare un film con Marco tanti anni dopo Mery per sempre, in un periodo in cui per forza di cose sono molto lontano dal cinema ma con una grandissima voglia di ripropormi e capire se c'è ancora lo spazio per farlo. Del personaggio mi è piaciuto il suo essere doppio, il mistero, lo svelarsi sempre diverso, e trovo la scena finale una delle parti più sorprendenti del film. Inoltre con Luca ho scoperto un attore forte, bello, bravo, intelligente, con una voglia di fare questo mestiere che io ho perso da un po': è riuscito perfino a menarmi. E' stato bello lavorare con lui e avere la soddisfazione di essere dentro questo film, di cui percepivo l'importanza mentre giravamo".

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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