Interviste Cinema

Cesc Gay e Javier Cámara raccontano Truman - Un vero amico è per sempre

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Film spagnolo vincitore di quattro premi Goya che uscirà nelle sale italiane il prossimo 21 aprile.

Cesc Gay e Javier Cámara raccontano Truman - Un vero amico è per sempre

Sul biglietto da visita di Truman - Un vero amico è per sempre, ci sono premi Goya come miglior film, miglior sceneggiatura e migliori attori protagonisti e non protagonisti, e con un titolo del Pais che strilla “Il film dell'anno.”
“Non davvero sappiamo il perché,” dice un frizzantissimo Javier Cámara, che del film è appunto uno dei due interpreti, al fianco di Ricardo Darin, volto internazionale del cinema argentino. “Di più,” dice  Cámara, serio. “Darin è un simbolo per tutto il mondo ispanico, un attore ammiratissimo e dotato di un'empatia incredibile. Lavorare con lui ha avuto del miracoloso: volevo conoscere il suo segreto, e ho scoperto che sta nel condividere con una facilità incredibile i suoi sentimenti, e nella sua generosità con chiunque sia sul set. Durante le riprese abbiamo pianto e riso tantissimo, e spero di diventare come lui quando avrà la sua età,” torna a scherzare lo spagnolo che di Darin (che equipara ai nostri Toni Servillo o Silvio Orlando, sic.) è praticamente coetaneo.

Pianto e riso sono ingredienti fondamentali di questo film diretto dal catalano Cesc Gay, che racconta – con toni che sono più spesso quelli della commedia, magari amara, che del dramma – della manciata di giorni trascorsi assieme da due amici quando uno viene a sapere che l'altro è malato terminale e ha deciso di rinunciare alle cure che non farebbero altro che allungare di poco la sua vita.
"Mi è capitato purtroppo di avere un parente che ha avuto lo stesso percorso di malattia, e che ho accompagnato fino alla fine," racconta Gay, "e in quel periodo ho iniziato a tenere un diario, non sapevo nemmeno bene perché. Pensavo, forse, mi sarebbe servito a ordinare i miei sentimenti. Poi ho girato un film, e solo dopo sono tornato su quel materiale, con una nuova distanza emotiva dal mio lutto, e l'ho trasformato in questo lavoro."
Nonostante il tema, e le decisioni del personaggio di Darin, Truman - Un vero amico è per sempre non è però un film sulla malattia o l'eutanasia ("nonostante pensi che ognuno debba avere la possibilità di scegliere come morire tanto quanto deve essere libero di scegliere come vivere," dice il regista), anche perché "noi non raccontiamo una fine, lanciamo una possibilità sulla quale però poi chiudiamo il sipario." Ma prima di tutto per Gay "Truman è un film sugli uomini, e sulla difficoltà di esprimere quello che provano, della nostra incapacità nel parlare dei sentimenti.”

Non si diranno quello che si vogliono in realtà dire, i due protagonisti del film, ma i loro interpreti mostrano un'ottima intesa, che secondo Cámara “è stata spontanea e immediata.” “Conoscevo bene Javier, non così bene Ricardo, e loro due non avevano mai lavorato assieme,” aggiunge Gay, “ma noi registi lavoriamo molto con la nostra intuizione, e sentivo che avrebbero trovato la giusta alchimia, e che erano le persone giuste per i loro personaggi. Dopo aver stabilito assieme il tono, tra comico e drammatico, hanno fatto tutto da soli, e non non mi hanno più dato retta.”
C'è però una cosa che Javier Cámara cita come fondamentale indicazione avuta dal suo regista: “Quando ho letto la sceneggiatura per la prima volta, ho notato che non c'era un conflitto: la possibilità del conflitto tra i due protagonisti si spegne infatti nella prima scena che abbiamo assieme,” spiega. “Ma Cesc che mi spiegato come il conflitto del mio personaggio sia con sé stesso: perché lui vorrebbe scappare via, tornare dalla sua famiglia, ma non può, perché deve stare vicino al suo amico. Io incarno il disagio che tutti, anche gli spettatori, hanno di fronte alla malattia.”

Oltre a  Cámara e Darin, però, il film di Cesc Gay ha anche un altro protagonista, che spicca addirittura nel titolo e nella locandina: Truman è infatti il cane del personaggio di Darin, al quale il padrone cerca di preparare una vita sicura dopo la sua morte. “Mentre scrivevo il copione il personaggio del cane è cresciuto da solo,” racconta il regista. “Mi sono reso conto che serviva a rompere un connubio tra Javier e Ricardo, creava un terzetto, rifletteva la solitudine di Darin e gli dava possibilità di agire.”
Darin, che come racconta il collega spagnolo ha quattro cani (“ci parlava su Skype”), e sul set ha passato tutto il suo tempo assieme a questo bullmastiff, è rimasto molto male, come tutti, quando pochi mesi dopo la fine delle riprese “Truman” è morto di lesmaniosi.  “Mi è sembrato allora doveroso farlo figurare nel titolo e nel poster,” racconta Gay. “Anche perché ci aiutava ad accentuare l'idea della commedia e donava più leggerezza all'immagine del film.

Un film che il catalano ha detto avere avuto due ispirazioni principali: Amour di Haneke e i due film sul lutto di Nanni Moretti, “anche per l'ironia sempre presente nei film del regista italiano.”
Chissà se Moretti apprezzerà.

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