Interviste Cinema

Cenerentola torna al Festival di Berlino 65 anni dopo

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Kenneth Branagh, Cate Blanchett, Lily James, Richard Madden e gli altri parlano della nuova versione.

Cenerentola torna al Festival di Berlino 65 anni dopo

Cenerentola torna a casa. A 65 anni dalla presentazione del celeberrimo cartone della Disney, una nuova versione in live action diretta da Kenneth Branagh viene presentata alla Berlinale, proprio dove l'originale vinse un Orso d’oro per il miglior film musicale. Una versione in linea con il nuovo corso della tradizione di favole Disney, alla ricerca di mantenerne lo spirito pur inboccando direzioni diverse, più adatte ai tempi, come nel tratteggiare le figure femminili che, come dimostra questo Cenerentola, sono più decise e artefici del proprio destino.

A presentare il film, accolto con applausi e sorrisi da giornalisti tornati bambini, oltre al regista la nuova Cenerentola, Lily James, nota per la sua interpretazione in "Downton Abbey" e il principe azzurro Richard Madden, già re del Nord ne Il trono di spade. Consensi unanimi per la grandiosa Cate Blanchett nei panni della matrigna, che insieme a Helena Bonham Carter (la fata madrina) hanno catalizzato l’attenzione della stampa internazionale a Berlino, con battute e ironia a piene mani.

La parola in conferenza stampa l’ha presa subito Kenneth Branagh, grande signore degli adattamenti shakespeariani, che ha elogiato la sceneggiatura di Chris Weitz, compiacendosi di alcuni riferimenti a grandi della letteratura britannica come Dickens e lo stesso bardo. “Mi ha colpito la visione della Disney su cosa fare con le loro favole e la possibilità di dare al mito di Cenerentola toni e atmosfere diversi, lavorando sulla modernità psicologica insita nella favola che inneggia al coraggio e alla gentilezza. La sfida era utilizzare una leggerezza di tocco che non fosse superficiale, senza cinismo, ma senza essere sdolcinata o immatura. È questo che mi ha convinto, leggendola e commuovendomi, come fosse possibile dire ancora tanto di attuale. In fondo si parte della prima esperienza di perdita di una bambina. E la Disney di padri ne uccide tanti, da sempre”.

Tra i temi che hanno conquistato Cate Blanchett c’era la crudeltà fra donne, il racconto di persone non sempre buone per magia. “Abbiamo fatto in modo che la gelosia fra donne si creasse col tempo, scena dopo scena, evitando che fossi subito palesemente perfida nell’approcciarmi a Cenerentola.”
L’attrice ha molto scherzato sulla sua età, sul fatto che fosse troppo vecchia per interpretare la protagonista e non sufficientemente spiritosa per la fata madrina e che quindi si sia dovuta accontentare del ruolo della matrigna. Ironia a parte, è un ruolo da cattiva e come conferma lei stessa, “quando fai questo tipo di personaggi non devi preoccuparti di piacere alle persone, quindi sì, sono i più divertenti”.

Branagh, supportato da tutti i presenti, ha poi ricordato con emozione il momento in cui hanno girato la scena del ballo, il clou emotivo della fiaba. “C’erano seicento comparse, Lily James in un vestito blu che le impediva quasi di respirare che scendeva le scale e si lanciava in un ballo molto fisico, con sempre la stessa leggerezza e freschezza, senza mai controfigure. È successo qualcosa di magico, tutti volevano esserci a quella scena, i tecnici, la troupe, in un luogo magnifico creato da Dante Ferretti con i costumi di Sandy Powell. È stato qualcosa di simbolico, ci siamo sentiti tutti parte di questa avventura.”

Una favola che presenta dei personaggi che rispondono alle circostanze in maniera diverse, si evolvono. È una delle esigenze che Branagh e il suo gruppo di lavoro sentivano molto vive. “Volevamo riconoscere che anche se è una favola, con i suoi momenti tipici come la zucca che diventa carrozza, mostra la vita nella sua complessità, nei suoi grigi, non tutta in bianco o nero, di come possa essere difficile trovare la felicità”.

Una protagonista che dimostra, a tenuto a precisare la produttrice, artefice anche di Hunger Games, come ci si possa far strada e reagire alle avversità anche senza una spada o l’arco e la freccia, con la chiarezza del coraggio di quello che si vuole fare per se stessi e per gli altri.

Grandi elogi anche per gli splendidi e variopinti costumi di una delle grandi artiste del settore, Sandy Powell, che ha cercato di “non deludere ogni bambino di sei anni del mondo. È il sogno di ogni costumista lavorare a Cenerentola, devo però dire che i costumi dei cattivi sono i più belli da disegnare.

Un po’ intimiditi dal palcoscenico e dai carismatici colleghi i giovani Lily James e Richard Madden si sono limitati a ricordare con emozione e qualche banalità la grande gioia di lavorare a un film così iconico. La James ha poi avuto il piacere di indossare quei costumi molto belli, anche se molto stretti e dolorosi da portare. Come ha chiosato una frizzante Helena Bonham Carter, “Sandy è un genio, ma il comfort non era la sua massima priorità. Io avevo nel vestito 4000 led, alimentati da 15 batterie in mezzo alle cosce e c’era un tipo belga, molto simpatico, che veniva ad accendermi prima di iniziare a girare”.

La versione di Kenneth Branagh di Cenerentola arriverà nei cinema italiani il prossimo 12 marzo.



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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