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Cars 3: una nostra intervista esclusiva al regista del film Brian Fee

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Il nuovo film Disney Pixar arriva nei cinema italiani il 14 settembre.

Cars 3: una nostra intervista esclusiva al regista del film Brian Fee

La saga di Cars si è sempre distinta per l'attenzione al realismo e al naturalismo dei paesaggi, e il terzo episodio supera addirittura i precedenti in questo senso. Come avete lavorato per ottenere un simile effetto?
È principalmente una questione di rendering, che nel corso degli anni è diventato sempre più potente e preciso. Non trattandosi di live-action ovviamente il processo di riproduzione è lungo, ma alla fine ti rendi conto che il risultato ottenuto è notevole. In Cars 3 siamo stati soddisfatti soprattutto dalla sequenza nella spiaggia, era uno scenario mai esplorato i precedenza. Il mondo è sempre lo stesso degli episodi precedenti, ma è come se lo vedessimo attraverso una lente migliore.

Cars 3 è anche il primo capitolo ad avere un personaggio femminile veramente convincente. Come avete sviluppato la figura di Cruz Ramirez?

Abbiamo lavorato al film per sei anni, in questo periodo molti di noi hanno avuto dei figli, delle bambine, e ci siamo accorti che il franchise era molto più orientato verso i ragazzi. In Cruz abbiamo inserito molte delle idee ma soprattutto della vulnerabilità dell'universo femminile più giovane, vedendo il film dal punto di vista dei genitori può essere importante che esprima le insicurezze di quell'età.

I bambini che hanno amato il primo Cars probabilmente ora sono adolescenti. Come avete aggiornato l’estetica della serie per catturare sia il pubblico del passato che quello più giovane di oggi?
Ci siamo appoggiati soprattutto al tema principale della serie, che in fondo è quello del confronto tra generazioni diverse. I nuovi personaggi Jackson Storm e Cruz Ramirez appartengono alla generazione più giovane, Saetta è adesso invece più maturo e stenta a tenere il passo dei tempi. E nel film ci sono anche i grandi vecchi del passato, quelli che correvano negli anni 40 e 50. E semplicemente li amiamo tutti! Alla Pixar siamo ovviamente entusiasti riguardo il futuro e le nuove tecnologie, ma al tempo stesso siamo sempre coscienti che senza le radici del passato tutto ciò che creiamo non sarebbe veramente convincente. Abbiamo esplorato tutte queste idee per raccontare la storia di Cars 3.

Proprio a questo proposito il film rende ancora una volta omaggio a Paul Newman, che ha dato voce a Doc nel primo…
Non potevamo non inserirlo. Abbiamo provato a riprodurne la voce al computer, ma non era la stessa cosa. Per fortuna John Lasseter ha lasciato molte volte il microfono aperto e il registratore in funzione quando Paul aveva doppiato il primo Cars, così avevamo molto materiale inedito a disposizione, il quale ne testimoniava non soltanto l'amore per le corse e le auto ma soprattutto la grandissima umanità. Così avevamo queste battute, alcune dello script originale che poi non erano state montate, altre improvvisate dallo stesso attore. Dal momento che il rapporto tra Doc e Saetta è sempre stato quello di padre/figlio, e dal momento che tutti alla Pixar amiamo Paul Newman, abbiamo trovato il modo di farlo tornare ancora una volta. È stato per tutti assolutamente commovente.

Cosa vorrebbe che il pubblico imparasse vedendo Cars 3?
Mi piacerebbe che arrivasse l’idea che diventare mentore di qualcuno, in particolar modo se più giovane, è una grande responsabilità ma anche qualcosa di magnifico. E che spesso ascoltare le storie di persone più sagge di noi è fondamentale per crescere. I personaggi delle vecchie glorie del passato nel film sono ispirati a vere leggende della NASCAR, uomini e donne che hanno sfidato e abbattuto barriere razziali e sessuali per affermarsi e affermare ciò in cui credevano. Volevamo che Cars 3 fosse un film che può mostrare ai giovani un mondo senza barriere e differenze tra le persone.

Ci sono film di corse che l'hanno ispirata quando ha iniziato a lavorare a Cars 3?
Abbiamo visto ogni possibile film di corse, non soltanto automobilistiche. I primi titoli che mi vengono in mente sono Rush, Grand Prix, Secretariat.

E invece una scena che l'ha particolarmente emozionata nella realizzazione?
Senza dubbio quella di confronto tra Saetta e Cruz, quando scopriamo il punto debole di lei, il fatto che non ha sempre voluto essere un trainer ma sognava di gareggiare. A livello tecnico la scena della corsa del fango che vedrete, non voglio anticipare nulla ma è stata una vera sfida!

Chiudiamo con Jackson Storm. In un eventuale Cars 4 potrebbe diventare il nuovo Saetta McQueen per un'eventuale nuova trilogia di Cars?
Al momento non ci sono piani per un altro episodio, ma mai dire mai, soprattutto quando si lavora con John Lasseter.



  • Critico cinematografico
  • Corrispondente dagli Stati Uniti
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