Interviste Cinema

"Cantare senza talento può essere divertente": Meryl Streep protagonista di Florence

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Il film di Stephen Frears in uscita a Natale.

"Cantare senza talento può essere divertente": Meryl Streep protagonista di Florence

Una folla di giornalisti particolarmente caloroso e talvolta più vicina al fan club, ha accolto oggi Meryl Streep, ospite d’onore di giornata alla Festa di Roma. Prima di incontrare il pubblico per parlare della sua carriera e delle grandi attrici italiane del passato, ha presentato il suo nuovo film, Florence di Stephen Frears, in uscita a Natale. La storia vera di una ricchissima donna dalla grande passione per la lirica e il canto, ma senza alcun talento. Le sue stonature inorridivano chi le ascoltava, ma venivano tollerate da chi sperava di ottenere favori, vista la sua ricchezza, mentre il marito (Hugh Grant) la proteggeva dalla verità e la condusse fino a un’esibizione alla Carnegie Hall.

“Il film parla della passione per tutti i tipi di lavoro”, ha detto la Streep, a suo agio e sempre pronta al sorriso e alla risata. “Ognuno di noi fa qualcosa che deve essere fatto con amore, in nome del quale ci supportiamo a vicenda. Per il ruolo mi sono preparata ad ascoltare il suono che Florence sentiva in testa. Cantare senza talento può essere divertente, ho lavorato con un importante coach della Metropolitan Opera House e nelle ultime due settimane ci siamo davvero molto divertite a rovinare tutto, a stonare”.

Il carisma della Streep non sempre l’aiuta nel suo lavoro, mettendo in soggezione i colleghi più giovani. “Sento subito l’obbligo di far cadere qualsiasi inibizione. Non aiuta il lavoro avere un grande muro che ti separa, la recitazione è connessione, pensano mi faccia sentire bene ottenere reverenza, ma sono tutte stronzate. Mi dimentico anche io le battute e vado dal lato sbagliato tante volte.”

Riguardo alla necessità di fare un ulteriore appello sul sessismo della campagna elettorale presidenziale americana, l’attrice ha ironizzato. “Non credo siano necessari altri pronunciamenti sul sessismo, Trump sta già facendo un ottimo lavoro. Tra venti giorni avremo Hillary Rodham Clinton come nuova presidente degli Stati Uniti e sarà una gran bella notizia.”

Ha poi speso qualche parola per raccontare la sua passione per il cinema, la genesi e un risultato ottenuto per aiutare le sue colleghe. “Ho iniziato imitando mia nonna, ho sempre voluto vivere una vita diversa. Camminavo come lei, con la curiosità di essere qualcun altro: quando entri in un personaggio le sue pene diventano le tue e lo stesso con le gioie. Dopo tanti anni di carriera amo sempre allo stesso modo il mio lavoro, sarà che soffro di perdita di memorie a breve periodo. Ogni donna merita il suo posto, io ci sarò sempre fino a che mi sceglieranno. Forse ho aperto una via per le attrici dopo i 40 anni. Ai miei tempi sparivi letteralmente, riapparendo dopo i 60 o 70 anni, quando ti facevano interpretare persone orribili. Adesso ci sono molte più opportunità anche a cinquant’anni, anche in televisione.”

Richiesta di un parere sulle attrici che potrebbero ripercorrere le sue orme, ha svicolato elegantemente facendo solo il nome di Alba Rohrwacher, sua collega nella giuria della scorsa Berlinale. In quell’occasione, come noto, ha contribuito a premiare con l’Orso d’oro Fuocoammare di Gianfranco Rosi, ora candidato italiano per l’oscar straniero. “Sono molto orgogliosa che sia stato scelto all’unanimità, non senza controversie trattandosi di un documentario. Almeno negli Stati Uniti quel dramma ci tocca solo quando vediamo emergere dal mare un bambino pieno di sabbia, solo se sentiamo delle storie individuali. Il film ci getta addosso un dramma, ma ci mostra anche come uscirne: una prescrizione utile per molti mali del mondo. Lo fa in maniera umana e credo che le persone del comitato per i film in lingua straniera lo vedranno con interesse e abbia molte possibilità.”

“Non leggo recensioni per evitare delle imboscate, non si sa mai”, ha poi aggiunto. “Il giornalismo degli spettacoli ormai ti attacca per il corpo o l’età che hai. Anche io come Florence sono stata protetta da chi mi ama. Mi dicevano che le recensioni erano tutte positive, quando poi erano terribili. Grazie al cielo: è così che sopravviviamo. L’arte è illusione, prendiamo la realtà e la filtriamo con la nostra sensibilità per dire qualcosa senza tempo. Io sono stata pessima in molte cose, e anche se me lo dimenticassi, ci sono i miei quattro figli per ricordarmelo”.


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