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Bruce Beresford: "In Ladies in Black racconto l'immigrazione in Australia degli anni '50"

Il regista di A spasso con Daisy inaugura il Taormina Film Fest insieme alla protagonista del suo nuovo film Julia Ormond.

Bruce Beresford: "In Ladies in Black racconto l'immigrazione in Australia degli anni '50"

Il Teatro Antico di Taormina ha appena ospitato la cerimonia di premiazione dei Nastri d'Argento che già comincia il Taormina Film Fest, che quest'anno festeggia la sua sessantacinquesima edizione. Ad aprila, rigorosamente fuori competizione perché una delle protagoniste del film (Julia Ormond) fa parte della giuria del concorso, è Ladies in Black, che porta in Sicilia un australiano: Bruce Beresford. Il regista di A spasso con Daisy, Rosso d'autunno e The Contract torna a raccontare un gruppo di donne, che non sono le inglesi, americane e australiane di Paradise Road, ma le commesse di un grande magazzino di lusso di Sydney che, sul finire degli anni '50, si incontrano e si scontrano con immigrati dell'Europa dell'Est, persone colte e dalla sensibilità raffinata che appaiono ora come "fenomeni esotici" e dal fascino irresistibile, ora come creature aliene. La fonte di ispirazione di Ladies in Black è un libro, intitolato "The Women in Black" e scritto nel 1993 da Madeleine St John. Ne parla lo stesso Beresford durante la conferenza stampa di presentazione del film, a cui partecipano anche la Ormond: "Il libro è stato scritto da una mia compagna di università. La prima volta che l'ho letto, mi è subito sembrato gradevole e affascinante, oltre che buffo. Raccontava di un periodo nel quale cominciavano ad arrivare dall'Europa molti immigrati, e l'impatto sulla società australiana era incredibile. Mi sembrava un argomento molto interessante da trattare e mi piaceva il fatto che il romanzo lo affrontasse in maniera leggera. Ho opzionato i diritti del libro quando è stato pubblicato, e mi ci sono voluti 23 anni per trovare i soldi per fare il film".

Per Bruce Beresford la parte più divertente dell’avventura Ladies in Black è stata il casting: accanto a Julia Ormond, il regista ha voluto mettere la giovane Angourie Rice, la bella e leggiadra Rachael Taylor e, nella parte di una donna trascurata dal marito, Alison McGirr. La Ormond racconta di aver accettato il ruolo senza esitazione: "Per me la telefonata di Bruce ha significato molto, perché amo il suo lavoro ed è sempre bellissimo quando una persona che stimi ti contatta. Quello che mi piaceva della sceneggiatura era che in qualche modo si ricollegava alla situazione degli immigrati e dei rifugiati di oggi, pur conservando un ottimismo di fondo. La storia ruota intorno a una ragazza che Angourie Rice interpreta in maniera magnifica, una sedicenne che durante le vacanze comincia a lavorare e mette via i soldi per comprarsi un vestito incredibile, il film narra il suo viaggio di crescita, il suo interagire con una comunità di immigrati europei ben integrata nella società australiana in cui i pregiudizi regnavano sovrani".

Ladies in Black è ambientato in un periodo, i Fifties, che il cinema ama descrivere attraverso un'iconografia ben chiara. Siamo abituati a vederlo nei film americani, dove donne dalle ampie gonne in colori pastello si dividono fra i fornelli e i supermercati. Qui si esce dalle case, e si entra in un reparto dove si vendono abiti d'alta moda in stile francese. Beresford lo ha ricostruito con cura, ma anche la fortuna ha giocato un ruolo importante: "Non sapevamo molto sulla Sidney del 1958, quindi abbiamo dovuto girare la città in lungo e in largo per trovare angoli che avessero un sapore antico. La maggior parte del film si svolge nel grande magazzino, che, pensate un po’, esiste ancora, c'è dal 1820, ma lo hanno modernizzato, però c'era un piano che era rimasto come ai vecchi tempi, il settimo, e dopo aver molto 'negoziato' con i proprietari, siamo riusciti ad averlo, ma solamente per un giorno. Per il resto abbiamo girato in teatro posa".

Il personaggio interpretato dalla Ormond, una donna della Slovenia a capo del reparto d'alta moda del grande magazzino, è un po’ lo spirito, lo sguardo del film, che invita all'accettazione e alla multiculturalità, e all'accoglienza della diversità. "E’ bello che Bruce abbia fatto un film sulle donne. Tutte le prospettive sono importanti, quella femminile come quella maschile. La mia Magda è molto elegante, leggiadra, forse sarebbe stata più adatta a un'altra attrice, ma Bruce ha insistito per affidarla a me. La diversità è importante a ogni livello: diversità di genere e anche… di taglia. Magda non è solo elegante, è passionale, ho voluto darle 1000 sfumature diverse".

Julia Ormond, che ricordiamo in Vento di Passioni e Sabrina, ha poi approfondito l'argomento immigrazione: "Negli anni '50 gli immigrati erano percepiti come dei diversi, delle persone strane, degli alieni, e perciò la gente tendeva respingerli. Questa stessa cosa accade oggi ed è una delle sfide che dobbiamo affrontare globalmente, insieme a molte altre, come quella del riscaldamento globale che rende il mondo un posto molto meno vivibile. Ladies in Black è un film che ha un profondo significato politico, nonostante il tono caldo, affettuoso, il che lo rende speciale".

"Il clima che circonda l'immigrazione non è cambiato poi così tanto" - aggiunge Bruce Beresford. "Dopo la guerra, molti europei sono emigrati in Australia, soprattutto molti europei dell'Est e molti inglesi, mentre adesso tanta gente arriva dall'Asia e il paese quindi è diventato ancora più cosmopolita. Ogni anno arrivano 2000 nuovi immigrati, non sempre vengono ben accettati".

Ladies in Black dovrebbe uscire nelle nostre sale il prossimo 20 settembre. Il film ha anche un cast maschile, di cui fanno parte Vincent Perez (presente a Taormina) e Ryan Corr.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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