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Brave Ragazze: la commedia rock di Michela Andreozzi femminista in modo gentile

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La regista presenta il film insieme a Ilenia Pastorelli, Luca Argentero, Ambra Angiolini, Serena Rossi, Silvia D'Amico, Max Vado.

Brave Ragazze: la commedia rock di Michela Andreozzi femminista in modo gentile

E’ una commedia rock Brave Ragazze, come ama definirla Michela Andreozzi che l'ha diretta, e infarcita d’azione com'è, e di scene di rapina, appartiene a pieno titolo al genere heist-movie, proprio come quell’Ocean's 8 che era la riposta femminile alla trilogia di Danny Ocean di Steven Soderbergh. Le quattro protagoniste del nostro film, però, non rubano un prezioso gioiello durante il Met Gala a New York, né raggiungono il caveau del casinò Bellagio di Las Vegas. No, Anna, Maria, Caterina e Chicca impugnano pistole (finte) e svaligiano banche nella più piccola e meno scintillante Gaeta degli anni '80, seminando panico e smarrimento. Lo fanno per necessità e non per un'insana attrazione per la trasgressione o per il bisogno di adrenalina, e questo, naturalmente, le rende simpatiche e perdonabili. Madri, sorelle o mogli scontente, sono ispirate a persone vere: a un gruppo di impavide donne francesi chiamate le Ammazzoni della Vaucluse che ripulirono ben 8 banche prima di essere scoperte e imprigionate. Spinta dal desiderio di capire e scoprire come sia cambiata la condizione femminile dal decennio dei Duran Duran a oggi, la regista ha deciso di trasformare l'avventura di queste eroine in un film.

"Brave Ragazze nasce molti anni fa" - spiega durante la conferenza stampa di presentazione del film. "Con Alberto Manni abbiamo cominciato da un ritaglio di giornale con un'intervista a una delle rapinatrici che, uscita dal carcere, raccontava la sua esperienza. Avevamo a disposizione un'aneddotica pazzesca, in più, il fatto che quattro donne si fossero travestite da uomini per tentare cose che altrimenti non sarebbero state capaci di fare, mi sembrava un argomento perfetto per me, perché considero sempre la realizzazione femminile cruciale. Inizialmente abbiamo scritto una sceneggiatura “onlus”, cioè solo per noi. Poi, dopo Nove Lune e Mezza, abbiamo ripreso il soggetto e Vision mi ha detto: facciamo il film. Non era un'impresa semplice, dovevamo girare scene di rapina e ricostruire gli anni '80, in più, due anni e mezzo fa non c'era l'attenzione al femminile che c’è oggi".

Accanto a Michela Andreozzi, in una delle sale del Cinema Adriano di Roma, siede il cast quasi al completo, a cominciare dalle quattro bad girls del film. "Ho sedotto le mie ragazze" - dice ancora la regista. "Le ho viste tutte quante nella mia testa mentre scrivevo. Mi sono innamorata in modi diversi di ciascuna di loro: Ambra era mia amica da un'eternità, Silvia l'avevo vista lavorare, con Ilenia avevo avuto un primo incontro folgorante. Passando ai maschietti, Max ce l'avevo a portata di mano dentro casa ed è stato divertente dirigerlo in un ruolo abominevole. A Luca ero legatissima, per me rappresenta gli uomini positivi. Mi piaceva l’idea di un uomo buono che sceglie una donna senza dar retta a nessun pregiudizio”.

Non sappiamo se Luca Argentero abbia o meno qualche pregiudizio. Ci piace pensare di no, e comunque l'attore che ha appena conquistato le nostre sale con Io, Leonardo, di certo non è un maschilista: “Sono felice di aver fatto parte questo progetto, ho sostenuto il punto di vista di Michela sul cinema e sul modo di raccontare storie sia per il cortometraggio D.U.G.U. che per Brave Ragazze. Michela è bravissima a mostrare la realtà attraverso una prospettiva femminile. E’ importante che ci sia una donna così oggi su questo palco a presentarvi un film. Mi è piaciuto fare una piccola trasformazione, Michela mi ha dato delle foto di William Hurt e di Tom Selleck in versione Magnum P.I. per farmi capire a chi dovessi assomigliare. Io, però, nel commissario Morandi ho visto mio padre. Morandi era identico a mio padre negli anni '90".

Sempre in tema di familiari, sembra che il personaggio di Anna, che ha il volto di Ambra Angiolini, sia ispirato alla madre di Michela Andreozzi. Anna ha due bambini e di lei l'attrice che la interpreta spiega: "Anna è una donna abbastanza indipendente dalla formalità, da tutto ciò che ovvio e che si dovrebbe fare quando hai dei figli. E’ una che si inventa la vita senza renderla una fiaba e che non racconta ai suoi figli una favola a lieto fine".

Se Anna è l'unica mamma del gruppo, la cattiva ragazza che meno vedremmo fra giocattoli, costumi di carnevale e colloqui con le maestre è Chicca, il maschiaccio del gruppo. La interpreta Ilenia Pastorelli, che dice: "La mia Chicca è un personaggio bellissimo, ha molte sfaccettature, è diverso dagli altri che ho interpretato, io di solito faccio sempre l'amica di, la fidanzata di, insomma sono sempre subordinata a una figura maschile. Chicca è una donna che si impone e si ripropone, e che si fa tante domande su se stessa. Mi sono divertita perché non avevo tacchi o abiti aderenti".

L'opposto di Chicca, nel film, è Maria, donna remissiva che pian piano ricostruisce la sua autostima. A un certo punto la sentiamo cantare "Strada facendo" con una voce splendida, che poi è la voce di Serena Rossi: "Maria è una donna devota alla religione e a un marito terribile" - dice. "Sono le amiche a salvarla, e questa cosa mi commuove sempre. Ho amato molto Maria. Interpretandola, mi sono sentita tesa e impaurita proprio come lei, e mi sono venuti dolori dappertutto. Meno male che c'erano le mie favolose compagne di set. Eravamo un gruppo molto unito. Cenavamo insieme, facevamo colazione insieme, ci siamo scambiate confessioni, timori, delicatezze, abbiamo fatto shopping online insieme e ci siamo sempre rispettate".

"La cosa bella di noi quattro"- le fa eco Silvia D'Amico - "è che siamo molto diverse fra noi. Il messaggio che questo film vuole diffondere è che le donne, se si uniscono, diventano forti, realizzano qualcosa di importante. Di questo ci siamo rese conto stando a Gaeta. E’ nata una magia, e Michela è stata una bravissima direttrice d'orchestra".

Chiude la carrellata di dichiarazioni (e di complimenti a Michela Andreozzi), Max Vado, che è il marito della regista e impersona il perfido consorte di Maria: "Io in realtà vi voglio raccontare com’è la mia vera vita, io vivo in un film Marvel, sono sposato con Hulk, mi sveglio e Michela è già al lavoro e mi tempesta di notizie e nozioni. E’ lei quella con il trapano, mentre io cucino. Sono sposato con una donna in perenne tempesta che ha questa cosa in testa da un anno e mezzo e che mi ha regalato un personaggio completamente diverso da me. Per renderlo sgradevole e odioso al pubblico, lo abbiamo fatto ingrassare, gli abbiamo addirittura chiuso un occhio".



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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