Interviste Cinema

Boys: l’amicizia, la musica e la voglia di sognare ancora aprono il Taormina Film Fest 2021

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Ha inaugurato la sessantasettesima edizione del Taormina Film Fest Boys di Davide Ferrario. Insieme al regista e al musicista Mauro Pagani, hanno accompagnato il film in Sicilia Giorgio Tirabassi, Giovanni Storti e Marco Paolini.

Boys: l’amicizia, la musica e la voglia di sognare ancora aprono il Taormina Film Fest 2021

Non racconta una reunion Boys di Davide Ferrario. La band che dà il titolo al film, infatti, nella finzione ancora si diletta a suonare, nonostante sia nata negli anni Settanta e abbia la fortuna/sfortuna di incappare in un trapper e della sua manager che vorrebbero riarrangiare un pezzo storico del gruppo.
Non è un'operazione nostalgia il film d'apertura del Taormina Film Fest 2021, ma una riflessione ironica e insieme amara sull'oggi con quattro protagonisti che, come strumenti, suonano benissimo insieme. Li interpretano, in una storia che dal nord arriva a Capracotta, Giorgio Tirabassi, Giovanni Storti, Marco Paolini e Neri Marcorè. Solo i primi tre hanno accompagnato Boys in Sicilia, insieme a Ferrario e a Mauro Pagani, che ha curato le musiche del film. Il regista ci ha tenuto subito a spiegare che la sua ultima "creatura" non è un film sugli anni '70 e la loro eredità: "Non c'è la politica in Boys, il film è soprattutto una storia di amicizia, e l'amicizia non si basa su concetti astratti, ma sulla quotidianità. Insomma ci tenevo molto che questi Boys fossero, come dice Neri Marcorè a un certo punto, una banda di cazzoni, il che non significa che siano un gruppo di stupidi. Semplicemente, non vogliono rappresentare altro che sé stessi".

Di un'epoca in cui c'era ancora posto per la speranza e per la voglia di cambiare, ha parlato invece Mauro Pagani: "Nei gruppi anni '70 era importante il legame diretto che c'era fra quello che si faceva e la capacità di sognare. Abbiamo attraversato un periodo nel quale eravamo veramente convinti che avremmo visto un mondo sostanzialmente migliore di questo. Il giorno per me più doloroso, all'inizio degli anni '80, è stato quando mi sono reso conto che da vivo non avrei mai visto un mondo più bello di quello in cui mi trovavo a vivere. Alle generazioni successive alla mia è stato insegnato a non sognare troppo, e oggi sognare sembra una debolezza. Sognare è doloroso, certo, perché possono arrivare le delusioni, però sognare tiene vive le persone".
Pagani ha anche provato a confrontare la musica di un tempo con il trap, delizia per il giovane pubblico, croce per tutti gli altri: "Non dobbiamo commettere l'errore che hanno fatto i nostri nonni, che erano abituati al liscio e odiavano il rock, i capelloni, e che liquidavano tutto ciò che era di difficile comprensione. Oggi si fa più fatica a trovare dei validi musicisti, perché la diffusione della musica è sempre più legata al potere commerciale, e questo è un fastidio che subiamo un po’ troppo, però non è che è partito il gas esilarante e l'umanità è diventata scema. C'è la trap buona e la trap cattiva, però noi dobbiamo imparare ad ascoltare di più e a scegliere".

Il cast di Boys: Neri Marcorè, Giorgio Tirabassi, Giovanni Storti, Marco Paolini

Il cast di Boys è molto interessante e variegato, e unisce attori con percorsi differenti e metodi di lavoro differenti. Per Davide Ferrario era una scommessa, e ci sembra che la scommessa sia stata vinta. Sia il regista che Tirabassi, Storti e Paolini hanno tratto forza dal gruppo. Quanto a Marcorè, presente alla conferenza solo virtualmente, si è divertito ad autointervistarsi, ma anche lui era felice dell'esperienza.

Davide Ferrario

"Il cast è molto eterogeneo. Con Neri abbiamo fatto due film, mentre con Marco abbiamo lavorato tanto in tv. Giorgio Tirabassi l'ho portato in galera, perché insieme ad alcuni suoi colleghi ha aderito a una mia cosa a San Vittore. Comunque lo stimavo molto come attore di cinema. Questo cast si è creato anche per incastri, la pandemia ci ha messo del suo, però devo dire che per me era una sfida mettere insieme artisti con storie diverse e stili diversi, era come formare una rock band con strumenti insoliti, come si faceva una volta utilizzando i flauti o gli strumenti orientali. Giorgio, Giovanni, Marco e Neri si divertivano a invitarmi a sentirli quando provavano i pezzi. Avevano l'entusiasmo dei liceali quando si mettono a schitarrare. Nessuno prevaleva sull'altro ed era bello, perché per me il cinema è un lavoro collettivo. Non mi piacciono i narcisismi".

Giorgio Tirabassi

"C'è sicuramente qualcosa di me stesso nel film, il resto viene fuori dal rapporto con Davide e con i compagni di set. Ogni giorno abbiamo cercato l'affiatamento e dopo pochissimo eravamo già una classe di liceo di ripetenti, una compagnia teatrale. Siamo tutti attori con un orecchio disponibile, abbiamo anche improvvisato ma con grande misura, sempre sotto il fucile carico di Davide. Abbiamo cercato di capire il clima del film, la sua commistione fra ironia e nostalgia. Infine c'era il divertimento di un film musicale, sia io che Neri abbiamo una grande passione per la musica e gli strumenti. Ci siamo divertiti. Siamo riusciti a fare un film buono e ad avere un buon rapporto fra noi".

Marco Paolini

"C'è una foto di noi quattro giovani costruita con le nostre facce. Guardandola, pensavo: quanto sono brutto, sembro una Nicole Kidman dei poveri, con i capelli lunghi ma spelacchiati. Serve il physique du rôle per fare i musicisti, i musicisti sono degli alieni, e se non sai nemmeno suonare, come ti avvicini a tutto questo? Mi sono chiesto: perché non mettete Vasco Rossi al mio posto? Se non avesse avuto successo, Vasco sarebbe stato perfetto. Quando mi guardo sullo schermo, mi sento inadeguato. Forse sono riuscito non a raccontare la musica, ma una piccola parte di chi la fa, anche perché i nostri sogni vanno verso quei corpi, quelle icone. Nessuno di noi era un'icona, quindi abbiamo giocato di rimbalzo con gli altri, sperando che quello che ci rimbalzava addosso fosse buono".

Giovanni Storti

"Ho letto la biografia di Ringo Starr, ho studiato i suoi movimenti. Mi sono detto: lascio perdere tutto il resto, nemmeno io ho il carattere o il fisico del rocker, ma stando dietro alla batteria ed essendo più giullare degli altri, ho pensato che potevo cavarmela. Ho cercato il rapporto con gli altri. Non ci conoscevamo, non era scontato che andassimo d'accordo. Invece ci siamo subito trovati bene, e questo ha aiutato tantissimo la nostra band musicale".

Neri Marcorè

"Sono stato bene sul set, avevo già lavorato con Davide Ferrario. Mi è piaciuto suonare. Interpretare il componente di una band mi ha dato grande soddisfazione, così come lavorare con Mauro Pagani. Noi quattro non siamo diventati amici, non c'è qualcuno a cui voglio più bene, non ci mandiamo sms, ma ci scriviamo lettere formali. Mi sarebbe piaciuto essere là con tutti voi adesso e inventare qualche gag seduta stante, ma Lionello ha voluto far uscire il film il 1 luglio apposta per impedirmi di venire a Taormina".

Boys e la sala cinematografica

Boys arriva in sala il 1 luglio con Adler Entertainment. Per il produttore Lionello Cerri, anche lui a Taormina, era fondamentale debuttare al cinema: "Boys è un film per un pubblico cinematografico, che ha bisogno di ritrovarsi nelle sale e di essere fra persone che che non si conoscono ma che hanno sogni e gusti in comune. Uscire adesso, in contemporanea con il Taormina Film Fest, è per noi importante, perché crediamo che, in un momento dell'anno in cui normalmente al cinema non si va perché è estate, sia fondamentale dare un colpo di coda. Però c'è bisogno di un aiuto, perché dal punto di vista mediatico non mi sembra che ci sia stata una grande campagna per rilanciare il cinema in sala". 

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