Interviste Cinema

Belén Rodríguez e Luca Argentero presentano I Gladiatori di Roma

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I due attori in veste di doppiatori hanno presentato a Roma il nuovo cartoon tutto italiano

Belén Rodríguez e Luca Argentero presentano I Gladiatori di Roma

Cinque anni di lavoro, 500 persone in un cast tecnico tutto italiano (se si esclude la puntata ai Pinewood Studios per gli effetti) e una distribuzione in oltre 400 copie a cura di Medusa Film. Caratteristiche decisamente insolite per l'animazione del Belpaese, ma non per il papà delle Winx Iginio Straffi, che ha presentato a Roma il suo scanzonato kolossal d'animazione 3D Gladiatori di Roma, in compagnia di Luca Argentero e Belén Rodríguez, doppiatori rispettivamente del protagonista del film e della sua proto-personal trainer Diana.

In una conferenza stampa affollata da entusiasti e scatenati bambini, Straffi ha tenuto però a sottolineare che il target della storia di Timo, gladiatore controvoglia innamorato di Lucilla (doppiata da Laura Chiatti), è più vasto di quello delle Winx, che lui colloca in un pubblico che va dai 4 ai 9 anni. Per essere all'altezza del compito, Straffi ha coinvolto in sceneggiatura Michael J. Wilson, già coautore del primo Era glaciale. Pare che la domanda iniziale di Wilson, foriera di un approccio realmente internazionale, sia stata: “Miriamo al PG come Shrek o al G come Nemo?” In altre parole: film con ammiccamenti al pubblico adulto (“Parental Guidance”) o film che i bambini possono assimilare da soli (“General audience”)? La presenza di Belén Rodríguez, sexy come il suo tenace personaggio, fa intuire la direzione intrapresa.

“Doppiare è complicato” - ammette la Rodríguez - “ma quand'ero piccola avevo l'idea un giorno di lavorare alla radio, e non appena ho potuto ho fatto una scuola per impostare la voce. Qui mi ha aiutato Francesco Vairano [direttore del doppiaggio, ndr]”. Alla domanda di un bimbo: “Ma perché hanno scelto proprio te per doppiare Diana?”, Belén non si scompone: “Non si capisce perché lavoro, ma continuo a lavorare!”
Pur con maggiore esperienza recitativa, Luca Agentero era comunque spaventato dal compito. “Doppiare è proprio un altro mestiere, fare l'attore e doppiare sono come due sport che hanno in comune la palla. Ma io sono avvantaggiato, perché una doppiatrice ce l'ho in casa [Myriam Catania, sua moglie, ndr]! A differenza del doppiaggio di un film dal vero, nel caso del cartoon puoi fare un po' quello che vuoi, hai qualche vincolo in meno, è divertente e il sync è meno rigoroso.”

Straffi non nasconde quanto tenga all'impresa portata avanti dal suo Rainbow CGI Animation Studio: la Paramount ha già selezionato il film per una distribuzione americana in tremila copie (grossomodo quelle della Vita è bella di Benigni), previa richiesta di alcune modifiche, come qualche inquadratura meno insistita sulle grazie di Diana, correzione eseguita anche per il mercato dell'Arabia Saudita. Il film ha goduto oltretutto di “sneak-preview” come si addice a ogni grande produzione, e i risultati di queste proiezioni-test hanno portato all'espansione di alcuni personaggi graditi.
Straffi affida alla storia del suo Timo, che diventa un vero gladiatore in nome dell'amore e rinunciando alla pozione “doping”, il futuro della sua azienda dopo le Winx. Qualcuno gli fa notare che Lucilla e Diana ricordano nel design proprio le protagoniste del suo fortunato franchise, ma Straffi nega e preferisce concentrarsi sulle citazioni volontarie: Batman, Superman, Hulk... “Questo film è un esame”, e Straffi vuole il suo diploma di maturità, qui in patria come all'estero.

Qui sotto il video con le nostre interviste:

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