Interviste Cinema

Batman v Superman: Jeremy Irons ci racconta il suo Alfred

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Nel film di Zack Snyder, il grande attore inglese interpreta il fidato maggiordomo di Bruce Wayne.

Batman v Superman: Jeremy Irons ci racconta il suo Alfred

Incontrare Jeremy Irons mette in uno stato di fascinazione totale: la sua presenza, non solo sullo schermo o sulla scena, è potente, e quando comincia a parlare, la sua voce inconfondibile prende davvero il sopravvento su tutto. Naturalmente cominciamo parlando di Alfred Pennyworth, il personaggio che interpreta nell'atteso Batman V Superman diretto da Zack Snyder.

"Penso che il 'mio' Alfred sia davvero ok, direi, e per quanto riguarda il film credo sia il corrispettivo di un pasto davvero luculliano.
Penso che sia davvero ben fatto, anche grazie ad un cast molto ben assortito.
Il mio personaggio - che lo chiamiate assistente personale o maggiordomo di Batman - non si vede molto nel film, ma io ne sono comunque soddisfatto. Sono una figura paterna per Batman e ne sono felice. Ne avevo parlato con Zack, e lui mi aveva detto che voleva per Alfred un passato militare, un ex SAS, una cosa che ho trovato davvero interessante. Io arrivo nella vita di Bruce quando lui ha già 10 anni, i suoi genitori sono morti, e avrebbero voluto qualcuno davvero in gamba a prendersi cura del figlio. E di tutto il resto anche, ovviamente.
Incluso fare il maggiordomo.
Ma questo Alfred è soprattutto la mia versione.
Ho guardato Michael Caine, certamente, ma volevo anche fare qualcosa di completamente diverso che andasse bene per me."
"Ho fatto molto teatro, e ovviamente ho interpretato molti personaggi che sono stati portati sul palcoscenico da molti attori prima di me, ma non cerchi mai di essere loro, sei tu e quel regista che in quel momento vuole te, non ci sono mai, almeno per me, fantasmi con cui confrontarmi. Per fortuna."

"L'industria del cinema segue sempre quello che pensa siano i gusti del pubblico. Se hanno fatto questo film significa che c'era una richiesta forte dietro, forse, non lo so, ma mi ha fatto piacere che mi abbiano considerato. Personalmente, non avrei mai interpretato un supereroe, non che me l'abbiano mai chiesto comunque!"

Il discorso vira sulle scelte professionali, e Mr. Irons ha le idee molto chiare:
"Sono fondamentalmente una persona molto soddisfatta, non ho bisogno di lavorare molto per fortuna, e mi piace avere il tempo da passare con la mia famiglia, mia moglie, i miei cavalli. Ogni progetto che mi offrono, deve sempre quindi rispondere a queste due domande, per quanto tempo e per quanto denaro... il tempo libero e la mia famiglia ora hanno la precedenza."
Non si può non parlare di alcuni film del suo passato professionale, e di un ruolo in particolare che gli fece vincere l'Oscar come miglior attore protagonista nel 1991.
"Per un attore, interpretare un personaggio complesso è una sfida incredibile, Von Bulow per esempio, aveva una reputazione terribile nella realtà, ma per me è stato un ruolo affascinantissimo. Poi, ho sempre lavorato tanto, facendo anche, soprattutto all'inizio della mia carriera, tante cose diverse, ho fatto il muratore, l'assistente sociale, l'artista di strada, il giardiniere, l'uomo delle pulizie.
Tutti lavori che se davvero vuoi fare l'attore, sono ancora disponibili, penso, e ti permettono di pagarti l'affitto mentre tu vai in giro a fare audizioni."

Come vive Mr. Irons le pressioni di Hollywood?
"L’ossessione dell'industria cinematografica per le giovani attrici sta rovinando anche i giovani attori che hanno davvero paura a cominciare una carriera che non ritengono possa dare stabilità, c'è un mercato che riguarda solo giovani donne e in generale attori molto giovani, che ha continuamente bisogno di essere ricambiato, personalmente lo trovo rivoltante."

Cambiando discorso, si parla di fama, di successo e del suo asset più riconosciuto, la sua inconfondibile voce. "Vengo ancora riconosciuto per Die Hard, e questo per me è davvero incredibile, mi lascia sempre stupefatto, mi ricordano soprattutto per la mia voce terrificante in quel film, pensate che in realtà non mi riascolto mai, una volta eravamo in un caffe con John Hurt, avremmo avuto una trentina d’anni all'epoca, e stavamo parlando del nostro lavoro, e delle nostre paure riguardo al futuro delle nostre carriere e lui mi disse che avevo una voce fantastica e se mi riascoltassi mai"
"Assolutamente no, John", risposi io
"Bene" continuò lui, "Non farlo mai. Chi si riascolta è all'inizio della fine della carriera."
Non lo facevo, ma quel momento non l'ho mai davvero fatto!

Batman v Superman: Dawn of Justice sarà nei cinema italiani a partire da mercoledì 23 marzo:

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