Interviste Cinema

Basilicata Coast to Coast - parlano Rocco Papaleo ed il suo cast

Fra tanti film americani di cassetta, la Eagle Pictures ha voluto scommettere su un piccolo film italiano insolito, originale e che appartiene indiscutibilmente al genere road-movie. Lo ha diretto il comico e cabarettista Rocco Papaleo, che lo ha presentato a Roma insieme agli interpreti e che ha voluto ambientarlo nella sua amata Basi...

Basilicata Coast to Coast - parlano Rocco Papaleo ed il suo cast

Basilicata Coast to Coast - parlano Rocco Papaleo ed il suo cast

In automobile, il viaggio da Maratea a Scanzano Ionico, sede del più importante Festival del Teatro-Canzone della Basilicata, non dura più di un'ora e mezza. Per trasformarlo in leggenda, fenomeno mediatico o più semplicemente momento di maturazione artistica, non resta che lasciare la macchina a casa e percorrere la distanza a piedi, accompagnati solo dagli strumenti e da un carretto trainato da un cavallo. E' la scelta che compiono i 4 protagonisti di Basilicata coast to coast, picaresco road-movie che segna l'esordio dietro la macchina da presa di Rocco Papaleo.

Visibilmente emozionato e contento di essere per la prima volta al centro dell'attenzione durante un incontro con la stampa, il neo-regista ci ha spiegato l'origine di questa sua opera che nasce da una collaborazione con Walter Lupo, con cui per anni ha scritto i testi di numerosi spettacoli di teatro-canzone. "Era da un po' che pensavamo a un film, ma mi mancava il coraggio. Quando fai il teatro, tutto è vero e poco costoso, puoi far piovere e nevicare, e il pubblico ti crede. Al cinema può piovere per davvero e non riesci a girare, così non ti resta che sfruttare ogni momento e accumulare materiale, nella speranza di trovare qualcosa che funzioni, perché su un set non puoi contare sull'evocazione, sulla magia, sull'assoluta finzione".

Forte del sostegno della Paco Cinematografica e della Eagle Pictures, Rocco Papaleo ha potuto contare anche sul valido aiuto di un cast di amici: Max Gazzè, Paolo Briguglia, Alessandro Gassman e Giovanna Mezzogiorno, che prima di andare in Sud America a girare L'amore ai tempi del colera, aveva letto un primo abbozzo di sceneggiatura. "Era poco più di un trattamento" - ci ha raccontato l'attrice - "ma mi è piaciuto immediatamente e ho cominciato a tormentare Rocco perchè volevo ne facesse un film. Io e lui siamo amici da tanti anni. L'ho conosciuto nel '98 sul set del film di Michele Placido Del Perduto amore. Era una lavorazione durissima e lui mi è stato vicino e mi ha insegnato molte cose. Da quel momento non ci siamo più persi di vista. Sono contenta di aver contribuito alla nascita di questa piccola opera d'arte". In Basilicata coast to coast la Mezzogiorno interpreta un personaggio molto diverso da quelli che solitamente impersona. La sua Tropea Limongi, che parla poco, è infatti un'aspirante giornalista senza particolari interessi né ambizioni. "E' una ragazza che mi fa tenerezza, una donna annoiata che non ha fatto nulla e non ha concluso nulla. E' una di quelle persone che da un momento all'altro possono cambiare completamente a causa di un evento inatteso, di un incontro".

A proposito di incontri, quello fra Rocco Papaleo e Paolo Briguglia, che interpreta l'ex studente di Medicina Salvatore, è stato davvero fortunato, perchè nel film del regista lucano l'attore ha ritrovato 2 delle sue grandi passioni, e cioè il canto e la strada (da percorrere rigosrosamente a piedi). "Mi è sempre piaciuto cantare ed è da quando sono ragazzo che mi diverto a strimpellare. Rocco mi ha portato con lui nei suoi spettacoli di teatro-canzone e, dopo avermi fatto cantare il brano che sentire nel film, mi ha chiesto di improvvisare qualcosa, così mi sono lanciato in una strana versione di una canzone di Johnny Cash. E ringrazio il mio regista anche per avermi dato l'opportunità di camminare, perchè quando si cammina, ci si riappropria di pensieri e ritmi naturali, umani". Paolo Briguglia, che viene dalla Sicilia, ha scoperto durante le riprese un nuovo Sud, altrettanto poetico e suggestivo, una terra dove, secondo lui, c'è del talento, della creatività inespressa che viene bloccata dall'arretratezza sociale. Di questo Sud Rocco Papaleo è sempre stato innamorato e non è un caso che, filmandolo, lo abbia trasformato in un non-luogo, in una quasi-realtà in cui o si crede o non si crede. "La Basilicata che ho scelto di mostrare non è quella che vedreste in un qualsiasi documentario, è un insieme di suggestioni, è come mi appariva nella mia testa di ragazzo. In Basilicata coast to coast ci sono i miei anni '70, Easy Rider, la Beat Generation, i miei sogni, sogni velleitari, perchè se nella vita non si sogna l'impossibile, non si arriva da nessuna parte".

Attraverso la Basilicata, però, Papaleo ha voluto rendere omaggio a tutta la terra del Meridione. Lo ha fatto attraverso un linguaggio che è quello del cinema ma che si avvicina a una canzone, un insieme di parole e di note che affiorano e si fondono. A considerare Basilicata coast to coast una partitura musicale, ma non è un musical, è il suo interprete più originale, e cioè Max Gazzè, a cui è toccato un personaggio che,in seguito a una delusione amorosa, ha scelto di non parlare. "Io e Rocco ci conosciamo da 20 anni" - ha detto - "e mi sono innamorato del ruolo che dovevo interpretare al solo senrirne parlare. E' stato bello essere un uomo che non si esprime attraverso frasi e periodi, ma tramite la musica del suo strumento. In fondo è così che funziona nelle mie tournée. Fra noi musicisti, parliamo di cose pratiche, di dove dormire, di dove andare a mangiare, ma attraverso le note tiriamo fuori qualcosa di più profondo, qualcosa che non abbiamo nella mente, ma nel cuore, nell'anima".

Chiude il quartetto di musicisti del film Alessandro Gassman, che da ex-celebrità televisiva, è il più sbruffone del gruppo. "Sono stato l'ultimo a essere contattato. Rocco lo conoscevo da tempo, avevamo recitato insieme ne La bomba e per un po' abbiamo abitato vicini e organizzavamo delle serate in cui cantavamo. Credo che questo sia un film anomalo, libero, che racconta un meridione che credevamo dimenticato, una terra in cui ho scoperto numerose delizie culinarie e i cui paesaggi mi hanno ricordato ora il Klondike ora i deserti africani. Inoltre, caticchiacchiando e suonando mi sono liberato di alcune piccole vergogne. Finalmente sono riuscito a fare, al cinema, cose che avevo fatto solo in teatro".


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