Bar Sport - incontro con i protagonisti del film

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Bar Sport - incontro con i protagonisti del film

Bar Sport - incontro con i protagonisti del film


Alla conferenza del Bar più famoso d'Italia c'era molta gente, si sarebbe anche potuto chiacchierare solo del più e del meno, del tempo, del derby del giorno prima...ma i protagonisti si erano riuniti e Bar Sport esce in 300 copie il 21 ottobre, quindi bisognava far tesoro del palco.

"Bar Sport è un libro di Stefano Benni del 1976" dice il tennico, ovvero Claudio Bisio, che in veste di tuttologo è stato uno dei primi a prendere la parola e a tenerla saldamente, con attenzione e ironia. "Per chi non lo sapesse Benni non è uno che si concede molto al cinema, anzi non si concede molto in generale - spiega il regista Massimo Martelli - infatti io l'ho inseguito. Avevo in mente questo progetto da molto tempo e non volevo rinunciarci. Convinto Stefano, scegliere il cast è stato molto più semplice, anche perché era facile suscitare entusiasmi con un materiale di base che amiamo tutti moltissimo".
Si domanda giustamente al regista non tanto il perché di questa operazione, quanto piuttosto come sia riuscito a persuadere l'autore bolognese, e se, in qualche modo, c'è la sua firma anche nel film. "Gli abbiamo giurato fedeltà - risponde - anche se portare un libro (anzi quel che nasce come un insieme di racconti) sullo schermo è sempre e comunque un tradimento. Alcune parti sono state citate alla lettera (vedi la descrizione della Luisona, la pasta esposta nella bacheca del bar dal 1959 ndr), per quanto riguarda i personaggi, anche laddove si è aggiunto o ampliato, abbiamo cercato di mantenere intatto il suo stile ironico, sagace e molto fantasioso. Benni è stato un collaboratore non invadente, e dopo aver visto il film ha apprezzato il fatto che tipi ed episodi non sono stati caratterizzati in maniera volgare".
Questa è una cosa che ci ha ripetuto anche Claudio Bisio, quando gli chiediamo del "maschilismo" verace presente al Bar Sport: "sì, indubbiamente è un luogo da uomini, considerando anche che il bar di Benni è degli anni Settanta, però i vari tecnici, playboy, nonni, professori esprimono la virilità o a parole, o con la sola immaginazione, vanitosa, ma anche tenera e comunque mai volgare". Esiste ancora il Bar Sport? "In provincia certamente sì, e proprio con quel nome, da altre parti magari hanno insegne diverse, tipo Zanzibar, un arredamento meno datato, la Luisona si chiama in un altro modo, ma quei tipi eccentrici, simpatici, noiosi, surreali per certi versi, sono assolutamente veri".

Al Bar Sport non si perde tempo in chiacchiere, si vive di chiacchiere, di qualunque genere, su qualsiasi argomento, è vita che scorre in un luogo quasi metafisico. "Al Bar Sport si recupera la dimensione della narrazione, dell'ascolto, dell'amicizia nata raccontando storie, siano vere o inventate non importa - dice Martelli - la magia avviene ugualmente". Avviene tra il tuttologo Bisio che incontra il proprietario del bar Battiston (detto Onassis): "ho riprovato molte delle emozioni che mi aveva dato il libro, ed è vero che quel luogo nella sua unicità e normalità ha la stessa funzione di un teatro, in cui l'umanità si esibisce. Ritornare a vivere gli spazi, con quella naturalezza, è molto poetico".
Battiston è innamorato della giovane cassiera Aura Rolenzetti: "è stata un'esperienza unica, estremamente divertente. Poi il bello è che durante le pause dal set eravamo già al bar, vuoi mettere la comodità?".
Insieme alla bella Aura, e solo dopo la Luisona, per importanza scenica, ci sono Lunetta (Savino) e Angela (Finocchiaro), le vecchiette, per nulla amabili. "Noi siamo un po' la tappezzeria del bar - dice sorridendo Angela - siamo lì da sempre, dall'inaugurazione, e sparliamo di chiunque entra, non ci sta simpatico nessuno. Come due bicchieri di assenzio che si alimentano con la cattiveria, se non fosse che ci teniamo compagnia, ci saremmo già fatte fuori". Le fa eco Lunetta Savino che ribadisce quanto i loro personaggi siano i più letterari della storia: "Martelli ama moltissimo le sue vecchiette (poche righe nel libro di Benni), le ha corteggiate. Noi abbiamo costruito il nostro ruolo cercando di diversificare i caratteri, renderli taglienti e riconoscibili nonostante il surreale".

I tratti più fantasiosi, le storie di ciclisti o calciatori leggendari (come Piva) fanno parte di quell'immaginario reso da Bar Sport attraverso l'animazione, quindi una commedia italiana che inserisce anche il cartoon e alcuni effetti digitali: "per ora un'innovazione, se vogliamo anche azzardata - dice Bisio - che spero non rimanga isolata. Incrociando le dita per questo film magari riuscirò finalmente a portare sullo schermo un libro di Pennac".

Non era in sala per la conferenza il playboy Teo Teocoli, lui va al bar una sera sì e una no per riferire agli amici l'avventura del giorno prima, lui racconta storie come nessuno. Ma oggi doveva essere la sera no.


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