Attenti al Gorilla: Frank Matano, Cristiana Capotondi e il regista Luca MIniero parlano del film

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Attenti al Gorilla: Frank Matano, Cristiana Capotondi e il regista Luca MIniero parlano del film

“L’ispirazione arriva da una storia vera in America in cui una sentenza giudiziaria aveva riconosciuto un gorilla come una persona non umana”. Così lo sceneggiatore e regista Luca Miniero esordisce in conferenza stampa, rivelando la genesi dell’idea per la sua nuova commedia. “In realtà è più un film per famiglie con una riflessione un po’ ambiziosa sul rapporto tra gli animali e gli umani” continua il regista, “c’è forse in questo gorilla la metafora di una diversità, quella con cui dobbiamo fare in conti sia dal punto di vista familiare sia sociale, ma lungi da me l’intenzione di fare riferimenti alla questione attuale dell’immigrazione”. 

La storia di Attenti al gorilla, dal 10 gennaio al cinema, presenta una coppia separata, entrambi avvocati, interpretata da Frank Matano e Cristiana Capotondi. Hanno tre figli e lei vuole risposarsi con il personaggio di Francesco Scianna. Per ripicca Matano intenta una causa allo Zoo comunale, la vince e si prende in carico il gorilla che nasconde a casa sua. “Il rapporto col gorilla è stata un’esperienza pazzesca” racconta l’attore, spiegando che un animatore inglese “era dentro il costume dell’animale a Salerno con 30 gradi, con un tubo per l’aria condizionata che non so da dove entrasse… era pazzesco, io avevo caldo ma vedere questa cosa mi ha insegnato a non lamentarvi più nella vita”.

Oltre ad essere “abitato”, il finto gorilla era controllato a distanza da un altro tecnico inglese per quanto riguarda i movimenti facciali. I suoi pensieri che ascoltiamo con la voce di Claudio Bisio “sono stati un lavoro molto lungo, in parte c’era un canovaccio, in parte le battute sono state cambiate per vie delle espressioni che vedevamo sul volto del gorilla e in parte grazie alle possibilità aperte da Bisio al doppiaggio” racconta ancora Miniero. Durante l’incontro con i giornalisti il tema tocca la commedia italiana e gli ingredienti che servono per farne una di successo. Il regista schiva la risposta con ironia, sottolineando quanto una risposta in effetti non ci sia, mentre Matano si lancia in un “se sapessi quali commedie portare al cinema sarei ricco. È impossibile prevederlo, devono incastrarsi mille cose. Checco Zalone non va preso come esempio, è un alieno, è un miracolo, sa parlare a tutti, invece bisogna prendere altri esempi e capire cosa ha funzionato”.

Attenti al gorilla, secondo la Capotondi, “è una commedia particolare che parla agli italiani degli italiani ed è sempre interessante quando si riesce a descrivere un quadro di chi siamo”. Subentra il regista dicendo che “i film vanno bene o male, non c’è una regola, ci sono periodi in cui la gente va al cinema, poi forse la sala non è più al centro degli interessi… insomma, ci sono varie riflessioni da fare. Per anni si è messo l’accento sui film, sui registi, sugli sceneggiatori, ma oggi forse si è capito che bisogna anche considerare il recupero della sala”. Con queste parole Miniero si riferisce all’esperienza fisica del luogo, che deve salire di livello come nella nuova concezione degli stadi inglesi.



Antonio Bracco
  • Giornalista cinematografico
  • Copywriter e autore di format TV/Web
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