Interviste Cinema

Attack the Block è la mia risposta al cinema inglese di Ken Loach e Mike Leigh: parla il regista Joe Cornish

Comico televisivo e radiofonico, conduttore di programmi, attore e sceneggiatore, il 43enne Joe Cornish, con Attack the Block, è diventato anche regista. Dimostrando con questa sua opera prima un talento niente affatto trascurabile.


Comico televisivo e radiofonico, conduttore di programmi, attore e sceneggiatore, il 43enne Joe Cornish, con Attack the Block, è diventato anche regista. Dimostrando con questa sua opera prima un talento niente affatto trascurabile.
Dopo essere stato notato da Aurelio De Laurentiis al Torino Film Fest dello scorso anno, dove era presentato in concorso, Attack the Block esce finalmente nelle sale cinematografiche italiano distribuito da Filmmauro, e Cornish ha pensato bene di fare un salto nel nostro paese per presentare ancora meglio il suo film.

Era da tanto che
Cornish sperava di esordire dietro la macchina da presa. “D’altronde,” racconta con un sorriso sincero e autoironico che non lo abbandonerà mai per tutto il corso del nostro incontro, “sono diventato un comico solo perché la gente rideva sempre di me e allora ho pensato di sfruttare questa cosa per fare soldi. Ma ho sempre voluto fare il regista.”

La caratteristica fondamentale di Attack the Block, storia di un gruppo di baby-teppisti che si trova a fronteggiare un’invasione aliena, è senza dubbio quella di mescolare la commedia, l’azione e l’horror, ma anche di raccontare una storia fantastica in un contesto che, solitamente, il cinema britannico fotografa diversamente.
“L’idea di combinare racconto fantastico e realismo sociale nasce in prima battuta dai film che ho amato da ragazzo, negli anni Ottanta,” racconta il regista e sceneggiatore del film. “Pensate a Gremlins, a Critters, a E.T.: tutte storie fantastiche però fortemente calate in un contesto sociale ben preciso. E dato che si trattava di film realizzati negli Stati Uniti ho presto iniziato a desiderare di vedere una storia di questo tipo ambientata nel mio paese, nella mia città. Credo che in Gran Bretagna siamo molto siamo molto bravi a raccontare il realismo, grazie al cinema di persone come Ken Loach, Mike Leigh, o Andrea Arnold. Ma io volevo vedere quegli stessi ambienti proletari come cornice di una storia diversa: e allora possiamo dire che Attack the Block nasce anche come una risposta a quel tipo di cinema.”
Una risposta che, secondo Cornish, non arriva solo da lui: “Il cinema inglese di genere, che nei decenni precedenti era molto forte, ha subito una forte battuta d’arresto a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta. Ma ora le cose stanno nuovamente cambiando, c’è un revival, grazie a registi come Duncan Jones, Edgar Wright, Neil Marshall e Gareth Evans.”

Proprio con
Edgar Wright, Cornish ha scritto la sceneggiatura de Le avventure di Tin Tin di Steven Spielberg, film nel quale Simon Pegg e Nick Frost (quest’ultimo anche nel cast di Attack the Block) recitavano nei ruoli di Dupond e Dupont. Ma Cornish, pur non negandola, ironizza su una possibile definizione del gruppo come nuova factory creativa del cinema britannico: “Siamo prima di tutto un gruppo di amici. Però, certo, non mi dispiacerebbe avere una fabbrica [traduzione letterale di factory, n.d.R] con loro: potremmo tutti avere una divisa uguale e sfornare dei mash-up & sausages [gioco di parole con mash and sausages, piatto tipico britannico, n.d.R].”
Ma quando gli chiediamo se può dirci qualcosa sulla sceneggiatura di Ant-Man, l’attesissimo cinecomic che ha scritto con Edgar Wright, che lo dirigerà, si fa più categorico: “No, non posso. Posso dire che è stampata ed è lunga circa 113 pagine. Se è finita? È finita quanto lo può mai essere una sceneggiatura cinematografica.”

Nessuna dichiarazione da parte di
Cornish nemmeno riguardo il suo prossimo film da regista, al quale sta già lavorando: se non che si tratterà di un altro film fantastico.
D’altronde, di attesa ce n’è già molta. E con Attack the Block Cornish si è fatto notare anche oltreoceano. Non solo da Spielberg ma anche da JJ Abrams: “Sì, è vero, è un fan del mio film e mi ha fatto un sacco di complimenti,” confessa Cornish. “Per me è un onore che nel commento audio di Super 8 citi lusinghieramente Attack the Block in più di un’occasione.”
E a proposito di Stati Uniti, il regista sorride ulteriormente quando qualcuno gli chiede cosa ne penserebbe di un remake americano del suo film: “Perché no? Mi piacerebbe. Penso sarebbe eccitante vedere qualcuno altro lavorare mentre io non faccio nulla e intasco soldi per i diritti. A dirigerlo mi piacerebbe fosse Walter Hill. E se potessi dare corpo alla mia fantasia, mi piacerebbe che assime a Hill ci lavorassero Spielberg, Dante, Carpenter. E Terrence Malick: lui si occuperebbe del catering.”

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