Interviste Cinema

Astrosamantha: il documentario sull'astronauta Cristoforetti presentato a Roma

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Presenti il regista Gianluca Cerasola, Giancarlo Giannini e e la stessa Samantha via Skype.

Astrosamantha: il documentario sull'astronauta Cristoforetti presentato a Roma

È stata ed è tuttora uno dei motivi di orgoglio del nostro paese. Abbiamo seguito a distanza Samantha Cristoforetti durante la sua permanenza nello spazio a bordo della ISS per ben sei mesi, prima donna europea ad arrivare a questo traguardo nell’ambito della seconda missione di più lunga durata dell’Agenzia Spaziale Italiana. Nel documentario Astrosamantha di Gianluca Cerasola, possiamo conoscere non solo la lunga e metodica preparazione che Cristoforetti ha dovuto affrontare prima del lancio, ma anche il lavoro, la vita e le nuove abitudini che fanno parte della quotidianità di un astronauta all’interno della Stazione Spaziale Internazionale.

La Casa del Cinema di Roma ha ospitato l’incontro con l’autore del film accompagnato da Giancarlo Giannini, voce narrante. Un problema di salute ha impedito a Samantha Cristoforetti di essere presente fisicamente. Avendola conosciuta meglio grazie al documentario, e avendo capito la stoffa fatta di determinazione, coraggio e affidabilità che deve avere un ingegnere spaziale, non è stata una sorpresa trovarla partecipe alla conferenza stampa via Skype sullo schermo della sala. L’idea che ci si fa di lei è quella di una persona che non ti lascia a terra (a parte quando decolla oltre atmosfera).

“Quando pensi di aver visto tutto dopo duecento giorni che sei nello spazio, all’improvviso scopri cose che ancora ti sorprendono” scrive in chat Cristoforetti, non potendo parlare perché senza voce. Ed è per questo motivo che dice che concentrarsi sul presente e sul futuro, non tanto sull’esperienza passata, proprio per coltivare la speranza di poterci tornare un’altra volta sulla ISS. “Mi aspettavo di aver paura al momento del lancio, all’accensione dei motori. Invece ho provato sollievo. Ho accettato i rischi di questo lavoro e di questo lancio, un po’ come quando si accende il motore di un’automobile e ci si mette in viaggio”.

Il regista Cerasola, che ha trascorso tre anni a stretto contatto con l’astronauta seguendola negli Stati Uniti, in Europa e in Russia fino alla partenza dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan, spiega che “gli astronauti che sono persone selezionate tra migliaia e sono estremamente preparate a livello psicofisico. Le emozioni sono forti sotto tutti i punti di vista, ma non ho mai visto timori sui loro volti”. Anche Giancarlo Giannini ci sarebbe partito senza pensarci due volte, “se avessero scelto me io ci sarei andato con gioia, è una cosa unica, il senso di scoperta, la sperimentazione, la conoscenza è una delle cose più gioiose della vita”. L’attore racconta di aver desiderato da piccolo una carriera da pilota dell’aviazione “ma alla fine ho fatto l’attore, usando la fantasia in modo diverso”.

Dalla sala arriva una domanda curiosa per Samantha: ti mancava la pioggia nello spazio? “No, ma un giorno abbiamo messo il suono della pioggia nella stazione spaziale. Però, mi mancava qualcosa di molto simile, la doccia!”. Astrosamantha è un evento cinematografico che sarà in più di centoventi sale soltanto l’1 e 2 marzo, distribuito da Officine UBU.

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