Interviste Cinema

Aspromonte - La terra degli ultimi: Mimmo Calopresti racconta una storia antica e di grande attualità

Presentato a Roma da regista cast al completo il film che sarà nelle sale a partire dal 21 novembre.

Aspromonte - La terra degli ultimi: Mimmo Calopresti racconta una storia antica e di grande attualità

Dopo alcuni anni di lontananza dai lunghi di finzione - ma non dal cinema tout court, avendo girato corti e documentari, oltre ad aver assunto la direzione artistica del Nuovo Cinema Aquila a Roma - Mimmo Calopresti si prepara a tornare nei cinema italiani con un nuovo film che è un atto d'amore nei confronti della sua terra natale, la Calabria, del Sud in generale e di tutti i sud del mondo.
Si chiama Aspromonte - La terra degli ultimi, ed è nato a partire dal libro "Via dall’Aspromonte" di Pietro Criaco, edito da Rubbettino Editore, che lo stesso regista ha sceneggiato assieme a Monica Zappelli.
Siamo ad Africo, paese storicamente simbolo della Calabria, con tutte le sue difficoltà e delle contraddizioni. La Africo di fine anni Quaranta, quella racconta in un celebre reportage pubblicato da Tommaso Besozzi su L'Europeo, un paesino che vive nell'arretratezza e nell'isolamento.
Dopo l'ennesima tragedia figlia di questa condizione, la morte di parto di una giovane donna, gli abitanti, guidati da Peppe, decidono di mettersi da soli a costruire una strada che colleghi il loro paese ai centri più vicini, come Marina, mentre una maestra venuta dal nord tenta di portare ad Africo i miglioramenti che può, e tanto la burocrazia statale quanto i signorotti locali vedono di cattivo occhio le iniziative di Peppe e dei suoi.

"Quando ho incontrato il libro di Criaco," spiega Calopresti, ho subito pensato che contenesse una storia che mi sarebbe piaciuto raccontare. E mentre lavoravamo per raccontarla attraverso il cinema, ci siamo resi conto che, da sola emergeva la sua grande attualità. Un'attualità che diventava sempre più evidente anche mentre giravamo, in mezzo a paesini nei quali le maestre scioperavano perché non c'erano più bambini a sufficienza per formare le loro classi, mentre lì vicino non si stavano facendo attraccare navi cariche di bambini; in mezzo a centinaia di comparse a piedi scalzi che ci ringraziavano per quell'esperienza che gli stavamo regalando. Questa è una storia di ultimi, e gli ultimi continuano a essere fra noi: sono coloro che non hanno la possibilità di scegliere, di esistere, di vincere."

"La storia di Aspromonte è emblematica," rincara la dose Francesco Colella, bravissimo nei panni di Peppe. "Può raccontare di tante comunità che ancora oggi vivono nella miseria, senza diritti, senza speranze. Comunità del nostro sud, o che oggi arrivano dall'Africa. Sono molto grato a Mimmo perché conducendo questa barca ha avuto il coraggio dei poeti, quello d'inseguire la semplicità, l'innocenza che è del pane, raccontando una Calabria piena di dignità. Questo film suggerisce l'importanza di apprendere i sentimenti in vita, e contribuisce a farlo."
D'accordo col collega e col regista è anche Sergio Rubini, che in Aspromonte interpreta in poche ma significative pose il ruolo di un cattivo, del boss locale che vuole mantenere Africo nella sua arretratezza. "Il film è indubbiamente molto attuale, e va controcorrente: in un mondo che erige muri, racconta di questa comunità di bifolchi che vuole aprire una strada. Interpretare qui il ruolo del cattivo mi è piaciuto, perché io non ho le palle per fare il cattivo nella vita: per fortuna il mestiere dell'attore è compensativo."
"Dobbiamo difendere con forza il bisogno di sognare da parte degli ultimi, e il bisogno che questi sogni non vengano infranti. Lottare per avere la possibilità di realizzarli," spiega Calopresti.

Per realizzare questo film, il regista si è rivolto a una istituzione del cinema italiano come Fulvio Lucisano, anche lui calabrese d'origine, che appare anche nelle scene finali del film. "Non avevo alcuna intenzione di apparire nel film, è stato il regista che ha insistito ripetutamente," ha detto il produttore, che ha ricordato come la nonna fosse di Santo Stefano in Aspromonte, e che quella "è una terra che mi ha sempre attratto e che ho molto frequentato con uno zio."
"Che Lucisano abbia deciso di fare questo film è una cosa bellissima," sottolinea Rubini. "Voleva raccontare una storia che lo riguarda nel momento in cui è all'apice della sua carriera: seguire questo suo bisogno di raccontarsi, e farlo producendo un piccolo film, invece di di comprarsi una squadra di calcio, è segno del suo grande amore per il cinema."



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming