Interviste Cinema

Army of the Dead: parla Zack Snyder, tutto orgoglioso della tigre zombie e del fucile sparasoldi

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Il regista Zack Snyder ha parlato del suo ritorno agli zombie movie in occasione della presentazione del trailer di Army of the Dead, in arrivo dalla metà di maggio su Netflix.

Army of the Dead: parla Zack Snyder, tutto orgoglioso della tigre zombie e del fucile sparasoldi

“Sopravvivere è una scommessa”. È questa la frase di lancio del nuovo e atteso blockbuster di Zack Snyder, reduce dl successo della sua versione di Justice League recuperata dalle ceneri. Nella produzione Netflix Original, Army of the Dead, in arrivo il 21 maggio (e forse prima in qualche sala anche in Italia), dopo un’invasione zombie a Las Vegas una squadra di mercenari si prepara per il maggiore azzardo di sempre: intrufolarsi nella zona sottoposta a quarantena e mettere a segno la rapina più grande mai tentata.

È Dave Bautista il solo nome noto al grande pubblico, almeno da questo lato dell’Atlantico, ormai decano delle produzioni Marvel nei panni di Drax il distruttore dei Guardiani della galassia, dopo essere stato wrestler di culto. Insieme a lui Ella Purnell, Omari Hardwick, Ana De La Reguera, in un film tutto azione, adrenalina e un disincanto ironico che caratterizza il cinema di genere secondo Snyder. Ma non solo, quando parla della sua nuova creatura, nel corso di un incontro con alcuni giornalisti di tutto il mondo, il regista è visibilmente entusiasta e divertito come un bambino in un negozio di giocattoli. Specie quando parla con un sorrisone di Valentine, la sua tigre zombie, o dei fucili sparasoldi che abbondano nel film.

“Volevo fare un film che potesse permettere al pubblico un viaggio in un altro mondo”, ha detto Snyder. “Sono ossessionato dal tono nei miei film e mi piace divertire, ma costantemente tenere in tensione il pubblico, in bilico in una realtà cinematografica che va in profondità e delinea un mondo concreto e credibile. Ho disegnato interamente il film con un iPad, ci sono davvero molti schizzi già solo della sequenza dei titoli. In Army of the Dead sono anche direttore della fotografia, dopo aver fatto come operatore per anni molte pubblicità, è un aspetto e un lavoro di squadra che mi ha sempre divertito. È da quando avevo 11 anni che ho iniziato a pensare che fare film sarebbe stata una ficata. A scuola e poi all’università ne ho fatti molti con amici. Ricordo un remake di Apocalypse Now, per esempio, ambientato nella mia scuola in Connecticut: mi piace dire, nella mia mitologia, di essere stato cacciato da lì perché era un lavoro troppo controverso, ma non è vero.”

La speranza, già diventata realtà, per Snyder è quella di continuare a raccontare storie in questo mondo postapocalittico, in un tentativo di "rinverdire e far evolvere il cinema di zombie". Basti pensare che sono già ultimate, lo scorso dicembre 2020, le riprese di Army of the Dead. The Prequel, diretto e interpretato da Matthias Schweighoefer, ambientato prima degli eventi di Army of the Dead e concentrato sul personaggio di Ludwig Dieter. Inoltre verrà realizzata una serie animata, in stile anime, Army of the Dead: Lost Vegas, che si concentrerà sulle vicende di alcuni dei personaggi di questo primo film, ma durante la fase iniziale dell’epidemia zombie.

Un genere che Snyder ama particolarmente, quello dei zombie movie, fin dal suo esordio al cinema, L’alba dei morti viventi (2004). “Amo decostruire chi sono i buoni e i cattivi, sovvertendo le aspettative e ponendoti di fronte a come ti senti nei confronti degli zombie in sé. Siamo arrivati al punto in cui era il caso di attualizzarli, evolverli, come con Valentine la tigre zombie, o gli animali colpiti dall’epidemia. Ora poi ci sono anche gli alpha zombie, oltre a quelli normali divisi per fasi di evoluzione. Sono ormai molto più veloci, possono arrampicarsi, hanno una mentalità comune che li fa agire insieme. Per intenderci, riescono finalmente ad aprire una porta da soli, grazie a Dio.

Con un budget da 90 milioni di dollari, Army of the Dead è stato girato fra il Messico e due casinò abbandonati di Atlantic City, dove è stata ricostruita una Las Vegas devastata dall’epidemia zombie. “Il team degli effetti visivi ha fatto un gran lavoro nel ricreare la città postapocalittica. L’invasione è iniziata proprio lì e il virus è stato contenuto, ma ora è isolata all’interno di alte mura. Il mondo in cui ci affacciamo è così da anni, la città mostra i segni di esplosioni e bombardamenti, ha vissuto una vera guerra, diventata parte importante della mitologia di quel mondo. Abbiamo girato tutte le scene d’azione lì, ad Atlantic City, con molti zombie, cannoni sparasoldi, decine e decine di barili di sangue finto, di sfumature diverse in base allo stadio di evoluzione degli zombie.”

Solo il primo capitolo, quindi, di un universo di cui Snyder è entusiasta e non vede l’ora di tornarci a vivere, mostrandolo in un altro film. “Sarebbe divertente continuare, magari la prossima volta sarà la volta di un'ostrica zombie”.

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