Interviste Cinema

Anna Foglietta e i Genitori quasi perfetti: "Accettare l'imperfezione è saggezza"

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L'attrice fa parte del cast corale della caustica commedia diretta da Laura Chiossone.

Anna Foglietta e i Genitori quasi perfetti: "Accettare l'imperfezione è saggezza"

Genitori quasi perfetti è una divertente ma anche amara commedia corale, capitanata da Anna Foglietta nei panni di una mamma che organizza la festa di compleanno per il figlio di otto anni. Ormai una delle presenze più amate e richieste del nostro cinema, da quasi dieci anni Anna ha portato a casa numerose nomination ai David, le prime due come migliore non protagonista in Nessuno mi può giudicare e Noi e la Giulia, alle quali hanno fatto seguito quelle come migliore protagonista nel grande successo Perfetti sconosciuti e nel recente Un giorno all'improvviso. Prima di questa fase c'è stata una gavetta televisiva, specialmente per la sua partecipazione a La squadra dal 2005 al 2007, nel ruolo dell'agente scelto De Luca. Non che Anna abbia tralasciato la tv tuttora, avendo da poco partecipato a La mafia uccide solo d'estate. Il grande impegno dell'attrice è un preludio a una delle prove più impegnative della sua carriera: portare sullo schermo la vita di Nilde Iotti in Storia di Nilde.

In Genitori quasi perfetti, l'arrivo dei genitori dei bambini in casa della protagonista, in occasione della festa, causerà scompiglio e una resa dei conti collettiva. "Imperfezione è saggezza" - ci dice Anna - "bisogna concedersi il lusso di essere imperfetti. Altrimenti si cade nella frustrazione e i figli poi sono infelici. E' anche l'animale che abbiamo dentro, l'istinto, a doverci guidare." E' un film vivace che vive di diverse tonalità e generi differenti, compresi due raptus musical che hanno divertito molto l'attrice: "Volevo da sempre cantare e ballare in un film, sognavo il musical. A casa faccio scatenare i figli con le canzoni che mi piacciono, è bello." Sono scarti stilistici particolari, ma per la regista Laura Chiossonequi all'opera seconda dopo Tra cinque minuti in scena, sono piuttosto naturali, dati i temi trattati: "Noi siamo fatti di tanti toni diversi, questo è un film più sui generis che di genere: è una commedia che va in profondità, i personaggi non sono solo tipi ma esseri umani, mostruosi ma tenerissimi nella loro complessità."





Paolo Calabresi, che nel film è un padre un po' vile e succube di una moglie (Lucia Mascino) con la mania del controllo, ha forti dubbi sui genitori che usano "i figli come strumento di autodefinizione", anche se ammette di essersi raramente trovato nei guai come i protagonisti: "Facendo i calcoli e tenendo presente i figli che ho, i miei saranno andati a 500 feste, nemmeno i Queen ai tempi d'oro! Io comunque mi salvavo perché di solito li andavo solo a riprendere!". E le nevrosi dei personaggi sono anche quelle della regista Laura Chiossone: "Ho messo dei difetti di me stessa in tutti quanti. Alle feste dei miei figli mando il nonno, tendo ad andare nel panico o a fare da tappezzeria, quando non faccio proprio gaffes. Se devo organizzare la festa io, ci metto due settimane e l'animatrice sono io!" Un controllo totale! Quindi Genitori quasi perfetti racconta l'incubo dell'essere padri e madri? Assolutamente no, secondo Laura: "Dei bambini non diciamo proprio nulla di male nel film, che non parla solo dell'essere genitori, ma delle maschere sociali che ci autoimponiamo". D'altronde, come ricorda Lucia Mascino, per queste cose "Non ci sono istruzioni per l'uso. L'errore è l'accanimento nel voler fare sempre il meglio." Espande il concetto Elena Radonicich, inteprete di una mamma arcobaleno: "Nessuno riesce a rinunciare all'obbligo di identificarsi con la propria rappresentazione..."

Genitori quasi perfetti inquadra anche altre tipologie genitoriali: il padre single che non riesce a staccarsi dal lavoro (Paolo Mazzarelli:  "Questi sono mostri molto vicini a tutti noi, raccontarli è un bel compito per una commedia"); il padre "mammo" meticoloso e disoccupato (Francesco Turbanti: "Il mio Cesare è uno che almeno ci prova!"); una mamma svampita estetista, un po' mangiauomini (Marina Rocco ci dice: "In fondo è quella più in contatto con se stessa, rispetto agli altri"); la giovane animatrice della festa che ha appena scoperto di essere incinta (Marina Occhionero: "E' quella persona che esiste sempre, quella che si fa carico di nascondere i difetti dei genitori ai figli").



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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