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"Animare un personaggio è una magia": Lorenzo Mattotti presenta a Cannes La famosa invasione degli orsi in Sicilia

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Il regista parla della sua opera prima tratta dal libro di Buzzati, ispirata ai grandi film d'avventura e che al festival fa parte della sezione Un Certain Regard.

"Animare un personaggio è una magia": Lorenzo Mattotti presenta a Cannes La famosa invasione degli orsi in Sicilia

Dopo il mediometraggio di Luca Guadagnino The Staggering Girl, il settantaduesimo Festival di Cannes parla ancora italiano con un film di Un Certain Regard che potrebbe aggiudicarsi la Caméra d'Or, vale a dire il premio per la migliore opera prima, anche se colui che l'ha diretto sostiene che un esordio a 65 anni non meriterebbe un siffatto riconoscimento. Beh, noi non siamo assolutamente d'accordo, perché il lavoro di adattamento che il disegnatore, illustratore e fumettista Lorenzo Mattotti ha fatto con il breve romanzo di Dino Buzzati "La famosa invasione degli orsi in Sicilia" è notevole e bellissimo, e nel segno del rispetto con qualche piccola licenza poetica.

Mattotti ha incontrato la stampa nella giornata di Once Upon a Time in Hollywood di Quentin Tarantino e ci ha raccontato innanzitutto il suo "c'era una volta", però a Parigi, dove risiede: "Buzzati mi ha sempre influenzato nel mio lavoro, sia per la sua capacità di creare il mistero che per le sue immagini. Così, quando la produttrice Valérie Schermann mi ha chiesto quale lungometraggio avrei voluto fare se mai fossi passato al cinema, ho risposto: "La famosa invasione degli orsi in Sicilia".

Per Mattotti, la prima sfida è stata tramutare in una storia con un andamento narrativo semplice e lineare un'opera complicata, piena di rimandi e di personaggi sempre nuovi: "Nel libro di Dino, alcuni collegamenti sono fantasiosi, gratuiti se vogliamo. Per dare coerenza a una materia tanto articolata, ho creato il personaggio del cantastorie Gedeone, che gira per le montagne della Sicilia a raccontare grandi gesta. Grazie a lui siamo riusciti a entrare e uscire dalla vicenda, a tagliare, a commentare e a dare un ritmo forte al film, senza cadere nella lentezza e coinvolgendo così lo spettatore".

Accanto a Gedeone, Lorenzo Mattotti e i suoi co-sceneggiatori Thomas Bidegain e Jean-Luc Fromental hanno messo una ragazzina di nome Almerina: "Rileggendo il romanzo, mi sono reso conto che non c'era nemmeno un personaggio femminile, il che non andava bene. E' impossibile per me oggi inventare una storia destinata ai bambini che non contempli la presenza delle donne".

E’ democratico, à la page e pro-women, dunque, Lorenzo Mattotti, che non ha mai perso di vista la contemporaneità quando si è imbarcato nell'impresa di trasformare le parole di un grande scrittore in immagini: "Non ho mai pensato a ciò a cui Buzzati si riferiva nel '45, anche perché, quando ho letto il libro, era il '70 o l'80. Del resto, la forza di questa favola è la sua capacità di rinnovarsi continuamente e di essere sempre attuale, visto che si parla di cose universali". Queste cose universali sono certamente la corruzione che il potere porta con sé e le nefaste conseguenze della ricchezza e di un'ambizione smodata. Per il regista, però, il fascino contenutistico de "La famosa invasione degli orsi in Sicilia" sta anche in altro: "Ho sempre adorato la dolcezza degli orsi, creature ingenue e tranquille che prendono pian piano i vizi degli uomini. Anche la doppia natura del re mi interessava, da un lato Leonzio è tenero, dall'altra è molto morale, etico. Il suo dilemma non si risolve, la favola stessa non dà soluzioni a chi la legge, anzi riproduce la complessità della vita, mostrandoci per esempio personaggi che non sono mai completamente buoni o cattivi".

Da un punto di vista strettamente stilistico, Lorenzo ha voluto fin da principio distaccarsi dallo "stile Mattotti", e quindi via le matite, i pastelli, la nebbia, il gioco di sfocato. Il suo obiettivo era un film aereo e fedele ai disegni dell'autore del libro: "Buzzati mi ha dato i binari, il suo disegno è molto semplice, a volte perfino ingenuo, ho cercato di prendere tutto quello che potevo. Però volevo fare cinema, avevo bisogno di essere spettacolare e dovevo cercare di sfruttare il cartone animato nella sua sostanza. Buzzati era un minimalista con delle idee grafiche potentissime. Per me era fondamentale mantenere la felicità del suo disegnare e immaginare, e restituire la sua strana malinconia, la sua ironia aristocratica".

Fra le fonti di ispirazione del film ci sono Beato Angelico e Giotto, che hanno permesso al regista di inventarsi un'iconografia mediterranea, di creare un immaginario basato sulla nostra tradizione che fosse una cosa "altra" rispetto a quello americano o giapponese: "Forse un immaginario europeo c'è, solo che non siamo capaci di portarlo ai nostri ragazzini, forse per mancanza di coraggio. Comunque mi sono rifatto anche a Yellow Submarine per la fantasia, la gioia, la libertà e la grafica. Siccome desideravo dare grande profondità alle immagini, ho pensato infine a Lawrence d'Arabia, a quei grandi film d'avventura che non si fanno più perché costano troppo".

Ci sono voluti cinque anni per realizzare La famosa invasione degli orsi in Sicilia, co-produzione italo francese che vede coinvolte Indigo Film con Rai Cinema, Prima Linea Productions, Pathé e France 3 Cinema. Mentre si tuffava nella nuova avventura di collaborare con un'ottima squadra di animatori, Mattotti si sentiva quasi una figura d'altri tempi: "L'atmosfera che si vive in questi studi è quasi da amanuense, mi sembrava di essere una specie padre rettore che girava di qua e di là cercando di capire le cose. Ho tentato di fare il maestro della cattedrale, il direttore del lavori, o meglio degli incantesimi, perché sono convinto che animare un personaggio sia una sorta di magia".

La magia di Lorenzo Mattotti raggiungerà le nostre sale grazie alla BIM. Di sicuro, a crearla, almeno nella versione italiana, sono state anche 3 voci sublimi: Antonio Albanese (Gedeone), Toni Servillo (Re Leonzio) e Andrea Camilleri, che presta la voce al vecchio orso. Di lui il regista ha detto: "Siamo riusciti a convincerlo dicendogli: veniamo da te, non ti disturbiamo, ti rubiamo solo due ore, credo avesse paura di non essere in grado di doppiare, poi invece, quando ha cominciato a parlare, si è divertito un sacco ed è stato bravissimo".



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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