Interviste Cinema

Angela Finocchiaro in lotta contro la menopausa in Ci vuole un gran fisico

Abbiamo incontrato la protagonista e il cast del film di Sophie Chiarello in uscita il 7 marzo

Angela Finocchiaro in lotta contro la menopausa in Ci vuole un gran fisico

Con l’arrivo della festa delle donne sono in uscita in sala due film italiani al femminile: dopo Amiche da morire di Giorgia Farina, distribuito da 01, l’altra “major” italiana, la Medusa, presenta Ci vuole un gran fisico, altro esordio alla regia, questa volta di Sophie Chiarello. La regista ha presentato il film a Roma insieme alla protagonista assoluta, Angela Finocchiaro, Raul Cremona, il viscido e spregevole capo, e Laura Marinoni. Nel cast anche Elio, ex marito cialtrone e parassita, oltre a Jurij Ferrini, Rosalina Neri, e in piccoli ruoli Aldo, Giovanni e Giacomo.

Ci vuole un gran fisico racconta di una donna come tante che cerca di non farsi travolgere, in bilico fra lavoro e famiglia, con gli anni che sono passati in un attimo e i cinquanta ad un passo. Una vera donna in trincea che combatte a colpi di ginnastica facciale e creme di ogni tipo (lavora come commessa di prodotti estetici) contro l’incubo invecchiamento.

“La faccio veramente in macchina la ginnastica facciale-ha scherzato la Finocchiaro, aggiungendo come non abbia ancora ben capito il film, come stia ancora digerendo una pellicola che “voleva esplorare un nuovo territorio. Il desiderio di raccontare i 50 anni, che sono come una porta che ci si lascia alle spalle e provoca quello che alcuni chiamano choc da soglia. Il rischio è non avere il coraggio di aprire l’altra porta che poi ci troviamo di fronte, magari non crediamo neanche che ci sia. Diventare diversamente giovani può essere problematico.”

La conferenza stampa è diventata presto una conversazione sulla donna, fra battute da guerra dei sessi e seduta di analisi sulla condizione della donna che invecchia. Sull’argomento, sempre la Finocchiaro ha detto:” gli uomini diventano autorevoli, noi rimaniamo babbione. In televisione non ci sono mai opinioniste sopra i 50, è un problema culturale. Nei film sono sempre moglie di, madre di, ora ci andava di curiosare in qualcosa di diverso, mettere a fuoco quello che non si vede di solito al cinema”.

Questo film molto generazionale, termine usato per una volta per parlare di cinquantenni e non per gli adolescenti è, come detto, diretto da una donna, una timida e felice Sophie Chiarello: “è un’età che guardo con un po’ di timore, ma cercando di mantenere uno sguardo leggero e vitale, almeno questo ho voluto mettere nel film. Ho sentito molto la storia, la tematica. Sono entrata molto in contatto, pur essendo più giovane, con il personaggio. Credo ci sia uno sguardo benevolo e oserei dire poetico che guarda questo momento speciale della donna senza giudizi, andando oltre al luogo comune gettando via tutto quello che ci portiamo dietro culturalmente.” La Chiarello è passata alla regia dopo essere stata aiuto regista, fra gli altri, di Massimo Venier nei film con Aldo Giovanni e Giacomo.

Quasi accerchiato da tutte donne Raul Cremona, che nel film interpreta il perfetto bastardo pronto a tradire la moglie e illudere l’amante, per non uscire dalla parte ha esordito con una battuta maschilista accolta non proprio bene dalle donne in sala: “cosa ha una donna fra i capezzoli a 50 anni? l’ombelico. A parte gli scherzi è stato un problema grave girare un film con così tante donne, mi hanno fatto un culo che non potete neanche immaginare. Faccio una parte da stronzo, ma mi riesce bene e bisogna essere portati, non ho neanche dovuto studiare. Alla fine però pago dazio, ho preso un bel po’ di schiaffi”.

Il film è prodotto da Paolo Guerra, storico collaboratore dei comici Aldo Giovanni e Giacomo, che ha rievocato la genesi del progetto: “quattro anni fa Angela, per motivi vari, venne ad abitare a casa mia per un po’ e ogni notte andavo a dormire con lo sfinimento provocato dai suoi infiniti appelli a fare un film sulle donne. Ecco che ora lo abbiamo fatto insieme, ci siamo messi con cuore e passione a produrre questo film e Aldo Giovanni e Giacomo si sono innamorati della sceneggiatura e hanno voluto partecipare anche loro.”

A correre in aiuto della protagonista in preda alla crisi da invecchiamento nel film arriva addirittura un angelo della menopausa, dalle fattezze non proprio celesti di Giovanni Storti:”dai tempi di Capra in poi abbiamo in testa la figura dell’angelo che viene in soccorso- ha ricordato ancora Angela Finocchiaro- certo però che qui arriva Giovanni… c’ha pure pochi poteri, giusto un telecomando che funziona pure male.” Torna presto più seria dimostrando la passione messa in una storia che ha anche contribuito a scrivere: “la soluzione per questa età è non perdere le relazioni con gli altri, il piacere di stare insieme, non chiudersi nella solitudine. Poi le cinquantenni di ora non sono più quelle di prima, ma attenzione, il merito non è culturale, ma dell’autodeterminazione di chi vuole ancora essere protagonista. Non c’è, però, un modello di trasmissione culturale dopo i 50 anni, quello delle nostre mamme era tutto diverso, ma bisogna inventarcelo noi, il che è doloroso, ma secondo me anche affascinante e meraviglioso. Una volta il tabù era il lifting, ora è invecchiare. Ci piacerebbe molto che il film fosse vissuto come una festa tra amiche”.

Laura Marinoni interpreta un personaggio un po’ alternativo a quello di Angela, è una collega che vive la sua età in maniera aggressiva, vive la sua sessualità e finisce in una relazione con il perfido capo: “in teatro faccio tragedie qui ho avuto occasione essere me stessa. La menopausa somiglia molto all’adolescenza, ci sono sempre ormoni che si muovono, è pericolosa, provoca grandi dolori, ma anche grande bellezza, ci fa selezionare quelli che ci circondano. Io ho grande voglia di cambiare e trovare altre dimensioni, da un certo punto di vista sto sicuramente meglio, sono meno insicura.. La bellezza per me è la verità, poi le cinquantenni sono il fulcro delle nostre famiglie.”

Nel ruolo della figlia adolescente, amante della musica, ribelle ma non troppo, Antonella Lo Coco, reduce da X Factor 2012, che per il film ha interpretato due canzoni che faranno parte del suo primo album in uscita il 19 marzo: “io rappresento un’altra generazione, una ragazza ribelle che ama la musica, ho potuto portare la musica nel cinema, è stato molto bello e divertente per me. Angela poi è stata una vera mamma; nel film, ma anche sul set. Davvero una bellissima esperienza.”

Citando Sharon Stone la Finocchiaro ha divertito tutti: “fra cinque anni mi cadrà il sedere, speriamo che il cervello rimanga al suo posto”, ma ha anche espresso il desiderio che la figlia crescesse con il suo personale concetto di bellezza, sviluppando la propria originalità senza facendosi imporre dei criteri. Per dirla con la frase di lancio del film, certo che le donne possono fare tutto, però… Ci vuole un gran fisico, nelle sale il prossimo 7 marzo distribuito da Medusa in 300 copie.



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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