Interviste Cinema

Anatomia Invisibile: i Visual Effects del Ragazzo Invisibile 2

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Gabriele Salvatores e Victor Perez ci hanno presentato a Lucca Comics and Games grosse anticipazioni sul film che uscirà l'anno prossimo.

Anatomia Invisibile: i Visual Effects del Ragazzo Invisibile 2

Gabriele Salvatores è un regista unico nel panorama cinematografico italiano anche perché ha sempre amato sperimentare, soprattutto nel campo delle nuove tecnologie e degli effetti speciali. E' così che, due anni dopo Il ragazzo invisibile, è tornato a Trieste per girare il sequel. Ai visual effects c'è Victor Perez, che ha all'attivo film come Il Cavaliere Oscuro - il ritorno, Harry Potter e I doni della morte, Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare, John Carter, Les Misérables, 127 ore, Rogue One - A Star Wars Story, il nuovo Transformers e moltissimi altri. Insieme i due hanno parlato del lavoro su Il ragazzo invisibile 2 a Lucca Comics and Games. Si è trattato di un'anteprima molto interessante con molte ghiotte anticipazioni, visto che il film uscirà più o meno tra un anno ed è ancora in fase di lavorazione. Su molte delle cose che abbiamo visto non possiamo dire nulla per non spoilerare troppo, ma vi assicuriamo che stavolta ne vedremo delle belle e a livelli mai visti nel nostro paese.

Perez non è l'unico artista di fama internazionale coinvolto, ma ci sono anche altre professionalità, italiane e inglesi. Gabriele Salvatores ha parlato della difficoltà intrinseche nel dare un sequel a un film: Sono sempre un grosso problema, non solo in termini narrativi ma anche perché bisogna fare qualcosa di diverso, Nel primo film il protagonista aveva 14 anni, ora ne ha 16/17 e cerchiamo di inserire gli effetti nella storia e nella psicologia del personaggio, perché per lui cambia la visione del mondo. Abbiamo provato a fare qualcosa di nuovo nel cinema italiano, anche ricreando dei personaggi in carne e ossa in 3D e avevamo bisogno per questo di uno veramente bravo.

Victor Perez, che oltre a essere un genio nel suo campo è dotato di una simpatia e una comunicativa rare perfino per uno spagnolo, ci parla di una di queste novità: “C'è una sequenza molto complessa per cui per una questione di sicurezza – si rischiava di ammazzare l'attore facendolo dal vero – ci siamo lasciati andare a un attacco di creatività e di pazzia e abbiamo deciso di fare un'inquadratura al 100 per 100 in computer graphic ma non ve ne accorgerete. All'inizio doveva essere piccola, breve, e integrata nella sequenza dal vero e invece poi abbiamo detto 'facciamola durare tanto, cerchiamo di fare qualcosa mai vista al cinema, almeno dobbiamo provarci'. Cerchiamo di provare anche cose in apparenza fuori di testa, anzi, è proprio per quello che le proviamo.

Ancora Salvatores sui cambiamenti in questo sequel: Ho detto spesso quello che disse Miles Davis quando ha chiamato Coltrane per il suo quartetto: “io non cercavo solo un sassofonista ma qualcuno che mi cambiasse la musica”, ed è quello che ho voluto fare con Victor. Il film è molto più complesso del primo: prima c'era solo un supereroe, stavolta ne arrivano altri, è un film più spettacolare, più adulto e anche più dark e anche se devo ancora girare 3 giorni a Malta (le immagini finora sono bellissime ma bisogna metterle insieme e vedere che vita ha questo film), trovo che siamo andati più in profondità a livello di contenuti, temi e rapporti tra i personaggi. Stavolta l'eroe si deve confrontare con due madri, quella biologica che lo cerca e lo vuole e quella che lo ha adottato, poi arriva addirittura una sorella.

L'approccio di Victor Perez, oltre che di rara professionalità, è colmo di passione: La prima volta che ho letto la sceneggiatura ero come un bambino in un negozio di caramelle, avevo una lista di post-it lunghissima quando siamo arrivati a fare i test, lui è stato molto coraggioso a darmi retta, io non mi fiderei! Vi mostro il primo test in assoluto che abbiamo realizzato per il personaggio di Natascha, che ha il potere del fuoco (segue bellissima dimostrazione realizzata con lampada Ikea e oggetti di Bricolage, ndr). Di norma questo è un elemento che si deve girare sul set, ma noi abbiamo creato la distorsione dell'aria, la luce, abbiamo fatto un lavoro molto più intenso in preproduzione. Nei film americani ci sono proprio specializzazioni apposite, artisti che lavorano solo sull'acqua o solo col fumo o col fuoco. Un mio carissimo amico ha lavorato su Avatar per 4 anni facendo solo acqua, era l'addetto alle cascate.

Salvatores sul tempo preso dagli effetti dai tempi di Nirvana a oggi: Si è dilatato per certi versi e si è ristretto per altri. In Italia abbiamo avuto due genitori importanti, il neorealismo e la commedia italiana ma in generale nella nostra cultura sono sempre stati presenti l'aspetto realistico e l'aspetto fantastico, pensiamo ad Ariosto, al Tasso, a Dante, a Calvino. Il primo grosso problema è stato rompere questo muro di diffidenza verso questo cinema. In realtà abbiamo persone, soprattutto giovani, che sono allo stesso livello degli artisti americani. La vera differenza è un'altra: parlavo ieri con Sorrentino che è legato a una sceneggiatura precisa scritta da lui, io magari non le scrivo ma per entrambi è la base di partenza ma il bello è poter improvvisare, cambiare sul set. Il cinema americano forse è ormai troppo rigido e lo impedisce. Per gli attori è un'altra maniera di recitare, devono immaginare che cosa ci sarà dopo ma lo devono fare in quel momento. Io ho cercato di non dimenticarmi mai gli effetti speciali più forti che abbiamo, che sono quelli della mente e del cuore, dei sentimenti dei pensieri, dei rapporti tra i personaggi.

Victor Perez ci mostra la pre-visualizzazione di quella che chiamano scena della caldaia, dove si svolge in pratica lo showdown del film: E' quando si tirano le fila di tutto. Nel film durerà 7 minuti, al massimo e abbiamo girato 265 inquadrature, non è possibile neanche montarle tutte perché sarebbe meno di un'inquadratura al secondo, questo ci permette di far sentire il pubblico dentro quella scena. In breve potremmo arrivare a progettare un film prima lavorando solo al pc in 3 o 4 persone prima di realizzarlo dal vero. Era un vecchio gasometro a Trieste, rotondo, di 60 metri di diametro e 40 di altezza, con le foto al pc abbiamo fatto questa pre-vis, una cosa che si fa di regola nei film di supereroi, ma molto costoso, che però permette di risparmiare molto tempo sul set dando chiaramente al regista l'idea di come sarà la scena e come la potrà girare, cambiando addirittura le ottiche. Se i nostri produttori cominciassero a pensare ai film in questa logica sarebbe possibile abbattere i costi tantissimo perché si potrebbe preparare il film in dettaglio e poi girarlo in molto meno tempo.

Salvatore e Perez sul cinema in realtà virtuale: Se metti lo spettatore al centro lui può guardare qualcos'altro, per me il cinema è lo sguardo di alcune persone che lo fanno.in un quadratino e non voglio dare allo spettatore questa scelta. Caravaggio ad esempio nel San Giovanni decollato, sposta l'azione sulla sinistra della scena ma due personaggi dietro una grata stanno guardando in quella direzione, c'è moltissima aria in testa e questo non si può perdere, lo sguardo di un artista su una scena, una situazione. Il cinema virtuale è più vicino a un videogioco ma non sarà più cinema.

Del senso di immersione se ne parla da quando è rimato il 3D con Avatar, io non sono d'accordo con la stereoscopia come modo di vedere le cose più reali o modo di starci dentro. Il cinema è immersivo quando la storia è costruita bene. Il mio film preferito è Inception, che è un'ode al cinema. Lo vidi in Imax, copriva tutto, non ricordo come era il cinema e le esatte parole che dicevano ma la sensazione perfetta e una collezione di ricordi nella mia testa tale che io mi sento parte della storia quando li metto insieme. Ma ci sarà sempre un distacco. Ho vissuto un terremoto e quella esperienza niente la può ricreare, quel senso di pericolo, la paura di morire. E' importante avere un distacco da quello che stai vedendo. La storia non c'entra niente con la percezione che hai della storia.

La libertà, conclude Salvatores, sta nello spazio vuoto tra l'immagine e quello che tu percepisci.

Anche Il ragazzo invisibile 2, infine, sarà un progetto multimediale, accompagnato da un graphic novel edito da Panini.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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