Interviste Cinema

Al via le riprese di Una donna per la vita: parlano i protagonisti

Una sola giornata di riprese e già sono tutti conquistati da Maurizio Casagrande. Al suo primo film da regista, l’amico del cuore di Vincenzo Salemme, dice senza arroganza di non avere paura della nuova sfida.

Al via le riprese di Una donna per la vita: parlano i protagonisti

Al via le riprese di Una donna per la vita: parlano i protagonisti

Una sola giornata di riprese e già sono tutti conquistati da Maurizio Casagrande. Al suo primo film da regista, l’amico del cuore di Vincenzo Salemme, dice senza arroganza di non avere paura della nuova sfida. “Semmai ho qualche lecita preoccupazione, ma non paure, perché quando si fanno le cose col cuore e con impegno non si sbaglia mai completamente”.
Il film, in lavorazione, si chiama Una donna per la vita e sarà principalmente una storia d'amore: “la storia di un'amore storico e di un incontro sconvolgente con la perfezione”, dice Casagrande in conferenza stampa. Dopo tanti anni passati con dedizione a calcare le scene, il regista napoletano inserisce nel suo progetto, di cui è anche interprete, un pizzico di vita propria, i desideri inconfessati, gli amici a lui più cari e gli interpreti con cui aveva voglia di lavorare.

Pochi ciak, una scena in cui Sabrina Impacciatore è completamente zuppa e Maurizio comincia a dare corpo al progetto che “volevo fare da tempo, era nel cassetto da anni. Ma non ho mai avuto tempo per pensarci davvero. Non sono un protagonista, sono una spalla, ma proprio perché sono abituato a gestire la scena dal punto di vista di chi guarda, mi sembrava fosse giunto il momento di tentare la strada della regia”.
Per sentirsi a casa Maurizio Casagrande ha scelto di ambientare la storia a Napoli e di coinvolgere gli amici di sempre, primo tra tutti Vincenzo Salemme: “le nostre carriere sono cominciate nello stesso momento, con il primo film che abbiamo fatto con Cecchi Gori. Da quel momento abbiamo portato avanti molte cose insieme e, anche se col tempo le strade si sono divise, siamo rimasti molto legati”.
Nonostante l'amicizia sia meno datata, non si sente meno in sintonia con Maurizio un altro interprete di questa commedia, Neri Marcorè. “Ho conosciuto Maurizio lo scorso inverno e abbiamo cominciato immediatamente a prenderci in giro, a sfotterci. Amo le persone dotate di ironia e di autoironia. Quando ho letto la sceneggiatura mi è piaciuta subito, per gli ottimi tempi comici, l'andatura generale e per la qualità degli sketch. E poi ho pianto...”.

Sì perché il divertente tormentone dell'incontro è che questa sceneggiatura comica ha commosso tutti quanti. Chi lo dice per prima è Margareth Madè, miss Baarìa, sempre elegante e delicata, che di questo suo ruolo non da femme fatale, ma comunque da donna perfetta, ha apprezzato molto l'onesta di scrittura: “mi ha trasmesso il cuore ed è fondamentale per il film avere un'anima forte”.
Dello stesso parere è l’eclettica e trascinante Sabrina Impacciatore che tuttavia aveva un'altra priorità: “ho accettato esclusivamente perché mi hanno promesso che sarò la figa del film, la più bella. Nemmeno l'ho letta la sceneggiatura... ovviamente scherzo. Il mio personaggio mi diverte davvero, mi offre tante possibilità espressive, ma ho accettato soprattutto perché mi è sembrata una commedia sincera, un film puro, non pensato a tavolino per fare successo. Inoltre Maurizio ti trasmette la serenità di un regista navigato e, a differenza di tanti altri registi, ama davvero il mondo femminile”. S
abrina confessa che la lacrimuccia, in un finale (non svelato) sorprendente, è scappata anche a lei e alla sua imperturbabile insegnante di francese a cui l'ha raccontata, cogliendo finalmente una sua reazione.  “Per me tutto il cast, tutti gli attori che volevo e hanno detto sì: questa è la vera magia. Evidentemente far bene il proprio lavoro porta buoni frutti”, così continua il regista che dice di essersi ispirato a tutti e a nessuno: “non ho modelli, né un genere preferito, anche nella musica è così. In base agli stati d'animo c'è una musica, un film o un regista che prediligo”.

Proprio la musica è la grande passione di Maurizio Casagrande, che ha iniziato come batterista e avrebbe voluto continuare “se non avessero inventato le batterie elettroniche...quelle hanno infranto i miei sogni di gloria”. Da giovane insieme al suo gruppo, i Tetra Neon, Maurizio aveva composto un'opera rock il cui tema era il ritorno di Cristo sulla terra che rimproverava l'uomo di aver sprecato il grande dono che gli aveva fatto duemila anni prima: “se avessi adesso l'occasione di farne un'altra? Ma, forse sceglierei la stessa, mi pare sempre attuale e quasi quasi ci metto pure Neri Marcorè – dice scherzando - che fa la parte di Maria”.
Accomunati dalla passione per la musica e dal portare in scena un divertimento sano e non superficiale, Marcorè e Casagrande già pensano a un eventuale futuro in una band. Rimanendo però ben saldi a Una donna per la vita, il regista napoletano dice di aver fatto tesoro delle parole dette da von Donnesmarck quando, ringraziandolo per la su partecipazione in The Tourist, gli disse che il vero cinema 3D è quello in cui tutti i personaggi del film hanno una loro vita, non sono piatti. “Ecco. Io quel che mi auguro è che la mia commedia faccia ridere e abbia personaggi umani, profondi. Non trattati come delle figurine.”
 



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