Interviste Cinema

A Roma con Le Belve di Oliver Stone

Lo abbiamo atteso davvero tanto (anche con una certa sincera trepidazione), oggi a Roma, il trio formato da Oliver Stone, Salma Hayek e John Travolta.

A Roma con Le Belve di Oliver Stone

Lo abbiamo atteso davvero tanto (anche con una certa sincera trepidazione, ndr), oggi a Roma, il trio formato da Oliver Stone, Salma Hayek e John Travolta, giunti per presentare alla stampa il thriller Le belve.
Una sedia rimasta vuota accanto a loro sottolinea la già evidente assenza di Benicio Del Toro, mentre la sala gremita da “posti in piedi” l’aspettativa su questo incontro.
La stessa che Salma Hayek racconta di aver provato prima di iniziare a lavorare con  Stone: “Se lui mi avesse chiesto di fare l’albero, avrei fatto anche quello. Mi è sembrata una cosa così bella che prima di iniziare le riprese pensavo continuamente al fatto che il film si sarebbe rivelato un incubo, avrei scontato la mia fortuna lavorando con qualcuno di spietato, invece Oliver è stato magnifico”.
Per il film di Stone, adattamento di "Savages" - romanzo dalle tinte criminali sul narcotraffico messicano scritto da Don Winslow e recensito dal New Yorker come uno dei 10 migliori libri del 2010 - Salma però non ha dovuto diventare albero, ma “La Reina”, risoluta boss narcos, spietata quanto sola: “Un ruolo bellissimo, di estrema solitudine, risultato di infinite sfumature, cupe quanto materne”.

Il ruolo di John Travolta, ben più ampio nella trasposizione cinematografica, appare altrettanto controverso e portato avanti con il massimo dell’impegno.
“Avrei fatto qualsiasi cosa per lavorare con Oliver, che chiede sempre il massimo”, dice Travolta, che in conferenza è il più sorridente e generoso di parole, “ogni giorno sono emersi aspetti sempre più interessanti, e mai neanche un luogo comune”. Rifacendosi ad una battuta di Un tram che si chiama desiderio, di Tennessee Williams, dice “io dipendo sempre dalla gentilezza degli sconosciuti, ciò per dire che io dipendo dalla creatività degli scrittori. Non avrei mai saputo scrivere neanche un solo dettaglio dei personaggi che ho interpretato nella mia carriera.” “Però”, scherza Stone, “io non ho fatto Hairspray!”.
Ha fatto Assassini nati, U-Turn e poi Le Belve, catturato dalla potenza e dall’originalità stilistica di questo romanzo, “un noir dalla luce e atmosfera accecante, bruciata dal sole come quella dei western, di cui in altri i film ho cercato l’estetica. Lo abbiamo ridotto a 20 scene, davvero un bel taglio, con una sola voce narrante” (quella di Blake Lively, l’Ophelia californiana, che forma insieme a Taylor Kitsch e Aaron-Taylor-Johnson il triangolo amoroso di coltivatori di marijuana).

E’ una storia di sopravvivenza questa, che torna su un discorso da tempo portato avanti da Oliver Stone, quello su “la guerra”, con cui è cresciuto, “in Vietnam, ai narcos o quella in Afghanistan che sia”. Un’altra guerra in cui come sempre nessuno è salvo, quella che da 40 anni gli Stati Uniti combattono contro i cartelli del traffico di droga, in cui il giusto e l’ingiusto si confondono drammaticamente.
E la Hayek incalza: “Se questo film è troppo violento, come ha detto qualcuno allora che cos’è la realtà? Assumere droga significa assumersi una grande responsabilità, in questa catena della droga chi la compra partecipa alla morte di qualcuno.”
“In questo film emerge che chiunque può essere belva, perché questa è la dura realtà dell’essere umano”, continua il regista, “sono diventato sempre più consapevole in questi tanti anni di vita, un lungo viaggio, partendo da un’educazione molto tradizionale, e cerco di condividere film dopo film questo con il mio pubblico”.

E mentre attendiamo le 350 copie del film in arrivo il 25 ottobre, Stone ci annuncia di aver raggiunto un gran traguardo, il culmine della sua carriera: un documentario di 10 ore sulla storia degli Stati Uniti, in arrivo in America il 10 novembre, e in Inghilterra ad inizio 2013: “Ho impiegato 4 anni a realizzarlo, parlerò anche di Obama, se restasse lui qualche minima speranza potremmo ancora averla, se vince Romney sarà come tornare nell’era Bush.”

Qui sotto il video con le nostre interviste a Oliver Stone, John Travolta e Salma Hayek:

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