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A Mano Disarmata: Federica Angeli e Claudia Gerini su un film di impegno sociale, civile e politico

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E’ stata presentata oggi a Roma la storia della giornalista di Repubblica sotto scorta dal 2013 che ha lottato contro la mafia di Ostia.

A Mano Disarmata: Federica Angeli e Claudia Gerini su un film di impegno sociale, civile e politico

Federica Angeli voleva fare la giornalista da quando era una ragazzina. Voleva scrivere, non di costume, spettacoli o previsioni del tempo, ma di cronaca e di politica, per denunciare abusi e ingiustizie e aiutare i più deboli. Per farlo, e per "salire sulla bilancia alla sera per rispondere unicamente alla propria coscienza", ha messo in pericolo la propria vita e quella dei suoi cari. Da cronista, ha lottato contro la criminalità organizzata di Ostia. Ha indagato, visto e denunciato, ed è stata minacciata, e dal 2013 vive sotto scorta, priva di quella libertà che profondamente amava, libertà di uscire, girovagare con le amiche, camminare in riva al mare. Grazie al suo lavoro, però, 32 persone del clan Spada sono state arrestate, e la sua cittadina ha potuto almeno in parte rialzare la testa. Federica Angeli ha raccontato la sua storia nel libro "A mano disarmata", che Claudio Bonivento ha portato al cinema girando un film con protagonista Claudia Gerini. Arriva in sala domani, 6 giugno 2019, ma noi lo abbiamo visto in anteprima e oggi ci troviamo di fronte al regista, ai suoi attori e alla stessa Federica Angeli, che incontrano la stampa.

Il primo a parlare è Claudio Bonivento, che spiega il suo approccio alla vicenda della giornalista di Repubblica: "Non volevo mandare messaggi, per me l'importante era raccontare la vita della 'donna' Federica, perché le tante cose che si sanno pubblicamente su di lei hanno già una loro evidenza. Mi interessava narrare ciò che Federica provava, spero di essere stato all'altezza cinematografica di quello che lei ha fatto, cioè dare tantissimo alla sua comunità in termini di impegno sociale, più che civile. Forse non ci sono riuscito, forse nemmeno Spielberg sarebbe stato in grado".

E’ poi la Angeli a dire la sua e raccontarci cosa la abbia convinta a veder trasformato il suo vissuto in un film: "Quando ho incontrato Claudio, che mi ha spiegato il senso del suo lavoro, mi sono tranquillizzata. Bonivento mi ha fatto capire che era giusto metterci la faccia, il suo taglio mi sembrava importante, credo che abbia raccontato una storia da un punto di vista diverso da quello di Gomorra, Suburra, eccetera. In A Mano Disamata il male viene rappresentato attraverso la sofferenza, invece che tramite l'esaltazione delle gesta dei personaggi anche negativi, e questo è molto bello".

La giornalista scherza quindi sul fatto di aver realizzato solo all'ultimo di essere diventata il personaggio di un'opera di finzione: "Qualche giorno fa sono andata a prendere i miei figli a scuola: Ma vi rendete conto? - ho detto loro - hanno fatto un film sulla nostra storia! E loro: sì, mamma, lo sappiamo da mesi. Io invece so che non tutti avrebbero fatto la mia stessa scelta. Attraverso il film spero che arrivino a comprendere il mio dilemma e la mia motivazione forte, mi auguro che si capisca che ce la possono fare davvero tutti".

Federica Angeli ha attraversato più di un momento di difficoltà dal 2013 a oggi. La cosa più terribile è stata per lei dover dire alla famiglia di essere sotto scorta. Quando è arrivato il momento della verità, ad aiutarla è stato, guarda caso, il cinema: "La vita è bella di Benigni mi ha dato l'ispirazione. E’ successo tutto molto in fretta, non sapevo come comunicare ai miei figli che ci stava cambiando la vita, ho pianto molto, sono andata al mare, ho detto ai bambini, come si vede nel film, che avevo fatto una bellissima inchiesta e che, come premio, mi avevano messo a disposizione due autisti. Da lì abbiamo cominciato a trasformare tutto in un gioco, ogni cosa brutta che accadeva (dalla benzina sotto la porta agli spari) era una crocetta per arrivare a ottenere una villa. Quando ci mandano alla villa? - mi chiedevano i mei figli. Quanti punti si vincono?".

Senza un'attrice come Claudia Gerini, che per Claudio Bonivento era l'unica in grado di portare sulle proprie spalle una storia così intensa e a suo modo dolorosa, A Mano Disarmata sarebbe stato un altro film. L'attrice rende infatti credibile e intenso il personaggio. A noi spiega il suo lavoro e l'intesa con il suo "modello": "Sono stata contenta di questa proposta, che ho accettato con una grande spinta emotiva, il libro mi ha rapito, colpito, motivato a essere una persona migliore, ho preso questo film come una missione. E’ stato un lavoro difficile, anche se Federica è molto seguita sul web, è un volto non ancora popolarissimo. Non dovevo fare un'imitazione, ho cercato di carpirla, tra me e lei è stato un vero e proprio colpo di fulmine, ci siamo capite, l'ho ammirata come donna, mamma e professionista, mi è stata simpatica fin da subito, se ci avessero messo al banco insieme a scuola, ci avrebbero separate subito".

Come Federica Angeli, Claudia Gerini è una donna che ama stare dalla parte dei deboli e che odia le ingiustizie. Francesco Venditti, che interpreta Massimo, il marito di Federica, non è invece così simile al suo personaggio: "Se fossi stato il suo vero marito, non so se le sarei rimasto accanto, forse avrei pensato più a difendere i nostri figli, forse avrei portato anche lei nel recinto familiare, ma me ne sarei pentito. Ho letto il libro quando è uscito, e una notte, a mezzanotte e mezza, ho ricevuto la telefonata di Claudio che mi proponeva di incontrarci. Dopo 8 minuti ho accettato, non conoscevo il vero Massimo, non ho nemmeno chiesto vederlo perché desideravo fare un percorso mio attraverso gli occhi di Claudia".

Ovviamente, in A Mano Disarmata, ogni riferimento a persone o a fatti realmente accaduti non è puramente casuale, eppure il clan malavitoso degli Spada ha cambiato il suo nome in Costa: "Costa, Spada… cosa cambia?" - dice Claudio Bonivento. "Ho pensato che tutto ciò che era politico andava ridotto, del resto in questo clima ridicolo, che giudico una schifezza per noi cittadini, avevo una storia di una donna, madre e giornalista talmente bella che mi andava bene anche solo così. Mi bastavano i personaggi, e comunque per me al cinema si fa politica anche quando non si parla esplicitamente di politica".

Nonostante le intenzioni del regista, la politica "quella vera" spesso irrompe con prepotenza quando meno ce lo aspettiamo. Durante l'incontro stampa succede nel momento in cui qualcuno domanda a Federica Angeli un commento sulla recente dichiarazione di Matteo Salvini a proposito della scorta a Roberto Saviano, che a suo dire andrebbe "riconsiderata". "Al ministro dell'Interno farebbe bene vedere questo film" - si infervora la giornalista. "Se lo vedesse, si renderebbe conto che lanciare simili provocazioni è una cosa vergognosa. Non mi sento protetta da un ministro dell'Interno del genere, vivere sotto scorta è orribile, e lo stato ha deciso di proteggerci perché non è in grado di sconfiggere la mafia, così gioca in difesa cercando di tutelarci. E’ vergognoso ciò che Salvini ha detto di Saviano, toccare una persona che fa una vita così difficile significa toccare tutti noi 19 giornalisti italiani sotto scorta. Matteo Salvini dovrebbe fare uno sforzo per capire perché viviamo così".

A Mano Disarmata è distribuito da Eagle Pictures. Il film ha appena vinto il Nastro della Legalità, uno dei premi del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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