Interviste Cinema

7 donne e un mistero: la complicità femminile raccontata dalle protagoniste

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Arriva al cinema il giorno di Natale un film dalle molte sorprese, la commedia gialla 7 donne e un mistero, diretto da Alessandro Genovesi e interpretato da sette bravissime attrici, che ci hanno parlato del loro rapporto sullo schermo e nel film.

7 donne e un mistero: la complicità femminile raccontata dalle protagoniste

Uscirà proprio il giorno di Natale una singolare commedia gialla italiana tutta al femminile. Si intitola 7 donne e un mistero, è diretta da Alessandro Genovesi e interpretato da un gruppo di attrici di diverse esperienze e generazioni: Margherita Buy, Luisa Ranieri, Micaela Ramazzotti, Sabrina Impacciatore, Diana Del Bufalo, Benedetta Porcaroli e la cantante Ornella Vanoni, che torna al cinema con tutta la verve dei suoi 87 anni, buona parte dei quali trascorsi sulle scene artistiche. Nel più classico degli scenari del genere, una madre, due figlie, la sorella, la nonna e la cameriera si trovano alle prese col cadavere del capofamiglia: chi l'ha ucciso e perché? Tutte loro hanno un segreto da nascondere e sono potenziali sospettate. Manca il detective, ma saranno loro stesse a ricostruire la loro storia.

Totalmente rielaborato dal regista assieme alla sua co-sceneggiatrice Lisa Nur Sultan, il film, prodotto da Wildside e Warner, che lo distribuisce, prende le mosse dalla pellicola di Ozon 8 donne e un mistero e dalla pièce che l'ha originata, 8 Femmes di Robert Thomas. Quello che gli autori hanno voluto fare è stato evidenziare il lato giallo ma soprattutto la commedia di questo whodunit in costume, insolito per il nostro cinema. “Bisognava portarle in un mondo che non esiste – dice Alessandro Genovesi - è stato un viaggio per tutti noi e loro mi hanno molto aiutato. Io ho cercato di indirizzare le energie, più che negli schiaffi che sarebbero potuti partire, nel divertimento, nel fatto che eravamo fortunati a trovarci in una scenografia così bella, con quei costumi e quelle acconciature meravigliose, con un copione che aveva delle grosse potenzialità, per cui non rimaneva che suonarlo tutti insieme”. Lisa Nur Sultan sottolinea proprio come l'idea alla base della loro versione - in cui azione è trasportata dagli anni Cinquanta agli anni Trenta – sia stata quella “di renderlo un film di Natale divertente per le donne e per gli uomini italiani che arrivavano da un anno pesante, quindi abbiamo cercato di farlo più agile, più compatto e meno cupo di quello francese, con una forma di amicizia diffusa all'interno di questi personaggi che poi si è creata anche tra le attrici. La combinazione un po' giocosa e gioiosa che volevamo si è realizzata anche partendo da un copione che era come un canovaccio su cui loro potessero giocare durante le riprese e cercando di creare un ambiente in cui la gente avesse voglia di passare il pomeriggio di Natale e divertirsi”.

Le attrici presenti (assenti Diana Del Bufalo per prove teatrali e Ornella Vanoni per le conseguenze di una caduta) sono tutte concordi sul grande affiatamento che si è creato sul set e che era necessario per un film del genere. A partire da Sabrina Impacciatore che nel film è Agostina, la sorella zitella del personaggio di Margherita Buy, romantica d'animo ma mai sfiorata da mano d'uomo:

“È un'esperienza che non dimenticherò mai più perché mi ha arricchito tantissimo. All'inizio, come mi succede sempre per motivi diversi, ero terrorizzata. Stavolta lo ero per il fatto che non sapevo come mi sarei trovata, perché siamo state cresciute con l'idea che le donne siano sempre in competizione, invece la cosa magica è che le donne quando riescono a creare un terreno di ascolto e di gioco, di osservazione reciproca, hanno una complicità che è inarrivabile anche per gli uomini. Noi donne ci capiamo su tanti piani differenti. Sul set prima ci siamo osservate, studiate, a volte anche fraintese e progressivamente questa relazione tra di noi è cresciuta sempre più nella dimensione della complicità, del sostegno reciproco e del gioco. (…) Noi adesso abbiamo una chat che cambia nome ogni settimana e il fatto che esista questa chat dove ci sentiamo e ci confrontiamo anche sulle cose quotidiane dà la misura della chimica che si è sviluppata su questo set”.

Margherita Buy nel film è... Margherita, la moglie dell'uomo ucciso e madre delle due ragazze. A un certo punto il personaggio ha una battuta sulla necessità delle donne di sostenersi tra di loro: “È una frase importante che dico a una figlia nel film e che contiene un messaggio giusto: basta con questo fatto che le donne devono sempre farsi la guerra, se siamo unite saremo tutte più forti. Siamo andate molto d'accordo e per me è stata un'esperienza quasi surreale perché sono una che sta molto per conto suo e mi ha fatto bene stare insieme a tante donne, ero molto impaurita all'inizio, ma è stata anche un'occasione per osservare il lavoro delle altre”. Luisa Ranieri è Maria, la “nuova cameriera”, anche lei tra le sospette assassine. “Mi sono approcciata a questo progetto con l'entusiasmo di fare un film con sole donne. Non avevo paura perché le stimo tutte e sapevo che avrei trovato delle professioniste. Come in tutti i film all'inizio ci si annusa, si prendono le misure, bisogna trovare una sintonia, noi dopo una settimana abbiamo fatto un lavoro di squadra, ci consigliavamo a vicenda, era quasi un lavoro a tavolino come si fa a teatro. Ci siamo incontrate sia sul piano professionale che personale, sono nati dei rapporti tra di noi.

Micaela Ramazzotti è Veronica, l'altra donna, in più di un senso: “Nel film ci sono delle attrici pazzesche con dei tempi comici geniali, mi piace il tocco alla Agatha Christie che ha saputo dargli Alessandro e la musica, ma soprattutto la nostra coesione. Per quanto mi riguarda mi ha attratto lo stare tutte insieme, l'idea di un film di sole donne al cinema dà molta forza. Io ho un'inclinazione asociale che sfiora la misantropia, per cui per me a livello umano è stata una grande esperienza. Volevo davvero conoscerle e interagire con queste colleghe così brave e intelligenti, Sono convinta che un cast di soli uomini dopo tre giorni sarebbe arrivato alle mani”. Conclude Benedetta Porcaroli, nella storia la figlia minore di Margherita, Caterina, che è effettivamente la più giovane o, come dice lei, la più piccola del cast: Per me è stato più un onore che altro lavorare con queste attrici e anche se sembra inverosimile sono una grande fan di Ornella Vanoni, per cui mi sono chiesta “e quando mi ricapita di lavorare con lei?”. Ho letto questa sceneggiatura molto brillante e mi sono lanciata in questo esperimento più che altro antropologico, che è stato molto divertente, molto sereno. Eravamo sempre tranquille, anche nei momenti più difficili, compatibilmente coi nostri caratteri diversi, con le scene che erano lunghe e impegnative e in un teatro di posa dove c'erano 130 gradi (era estate) e solo dopo tre giorni si sono accorti che avevano acceso l'aria calda... Ci siamo ammazzate dalle risate, ogni sera tornando a casa raccontavo battute ed episodi capitati sul set, è stato un miscuglio di gente veramente strana. Sono fiera di questo progetto, contenta che ci sia un film così e che esista questa chat su whatsapp dove pubblichiamo anche cose sconvenienti. E se perdiamo il cellulare e le pubblicano, fine carriera per tutte!"

Per scoprire i personaggi e soprattutto le sorprese della trama di 7 donne e un mistero che (miracolo) riesce a raccontarli in soli e lodevoli 82 minuti – potrete andare al cinema dal giorno di Natale.

(le foto sono di Loris Zambelli)

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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