Presentato L'amore fa male, film della quasi Miss Italia Mirca Viola

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Presentato a Roma L'amore fa male, film della quasi Miss Italia Mirca Viola

Qualcuno ricorderà ancora Mirca Viola per un episodio di oltre 20 anni fa: nel 1986, bellissima diciottenne, vinse il titolo di Miss Italia e venne in seguito squalificata perché – contrariamente a quanto allora richiesto dal regolamento – era già sposata e mamma. Sposata al produttore Enzo Gallo, da cui si è separata qualche anno fa (ma con cui è rimasta in ottimi rapporti, visto che è qui il suo produttore), e mamma di Nicholas che fa con lei il suo debutto da attore, Mirca Viola, nota al grande pubblico per il suo ruolo in Centovetrine, passa dall'altra parte della macchina da presa per firmare L'amore fa male, un piccolo ma ambizioso film corale.

E presentando alla stampa questa sua opera prima scritta a 4 mani con Cinzia Panzettini, Mirca ci tiene a precisare che la regia per lei non è un capriccio momentaneo, ma il sogno di una vita, coltivato sui set altrui: “Ho vissuto questo debutto con molta ansia, l'ho sempre desiderato fin da quando ero giovanissima, dai miei 20 anni. E ho fatto tutta la trafila:  l'assistente alla regia, l'aiuto regista... ho seguito dei film in produzione, perché questo è un lavoro che si impara stando sul campo. Quindi non è che sia arrivata al cinema senza aver mai fatto niente, ma ho fatto la mia gavetta con registi come Salvatore Piscicelli e Giuseppe Ferrara. Voglio ringraziare gli attori che mi hanno dato fiducia e sono sempre stati pronti alle mie esigenze, in un paese in cui a volte è difficile sconfiggere il pregiudizio”.

Realizzato in 20 giorni di riprese e con un budget ridotto, il film ha potuto contare infatti sull'apporto di attori noti e bravi, a partire da Nicole Grimaudo, che interpreta una donna seria e rigida, la cui vita “perfetta” viene sconvolta quando il marito (Stefano Dionisi) la lascia, e che riesce però a reinventare se stessa: “Quando si legge una sceneggiatura è molto importante ai fini della scelta un aspetto del personaggio in particolare. Io ho amato molto la conversione di Elisabetta, la sua capacità di cambiare totalmente e ricominciare da capo. E' una donna che ha preferito non vedere, ha vissuto sempre in una gabbia di vetro, e d'un tratto si rende conto che la sua vita non era quello che credeva. E mi è piaciuto molto anche l'aspetto dell'amicizia tra queste due donne molto diverse, che inizialmente si detestano, ma che poi diventa lo strumento reciproco per conoscersi davvero”.
E Mirca Viola sul set? “E' cresciuta durante la lavorazione. All'inizio mi faceva un po' tenerezza perché mi rendevo conto che era quasi timorosa nel dirci le cose, come se avesse paura che noi non l'avremmo accettata. Ma quando ha capito che non era così, ha preso sicurezza, è stata bravissima, è una donna che sa davvero il fatto suo, ha scritto il film e conosceva i personaggi, e ci ha dato veramente tanto”.

Stefania Rocca è Germana, un'aspirante e frustrata attrice che si innamora sempre degli uomini sbagliati, anzi, impegnati, una finta oca bionda che dietro le apparenze spumeggianti alla Melanie Griffith o alla Meg Ryan, nasconde molte fragilità: “Ho cercato di darle un po' di vivacità perché sulla carta quella che veniva fuori era la sua vita davvero amara. Mi sembrava di doverlo fare perché nella vita una donna, quando si trova in queste situazioni, tende ad alleggerirle. Germana vuole essere la protagonista del suo film, è come staccata dalla realtà. Mi piaceva poi che facesse o volesse fare il lavoro che faccio io,  che a volte diventa un'ossessione, poi che all'improvviso riuscisse a fermarsi, a guardarsi e a cambiare vita, forse anche attraverso gli occhi di sua figlia che diventa grande. E' un film molto reale che racconta la storia di tutti i giorni, di tutti noi”.
Ai nostri microfoni Stefania confessa che quello di lavorare sul corpo, mettersi in mostra, indossare abiti improbabili, è l'aspetto della sua professione che preferisce, e che anche se non si è ispirata a nessuna attrice in particolare, ha avuto presente le star americane che abbiamo citato, o anche la Sandrelli e la Milo d'altri tempi. “In fondo Germana vive la sua vita come un film, e ha sicuramente dei modelli cinematografici”.

Mirca Viola dice che questo film, una ronde di amori, tradimenti, infelicità rivelazioni, alla fine del quale, in Sicilia, i protagonisti si ritrovano trasformati ma non cambiati: “è nato in un momento della mia vita in cui avevo voglia di parlare d'amore, di quello che significa per noi, dalla delusione o dall'adattamento che dopo un po' in molti matrimoni subentra alla passione, del tradimento. Ognuno in questo film cerca qualcosa al di fuori della propria coppia, anche se alla fine non cambia nessuno perché in fondo è difficile cambiare veramente, per le varie difficoltà che la vita stessa ti presenta”.

E che per gli uomini sia più difficile chiudere col passato e con una situazione insoddisfacente, di quanto lo è per le donne, lo confermano due dei protagonisti maschili del film: Claudio Bigagli, l'amante sposato di Germana, e Paolo Briguglia, giovane padre di famiglia che non sa resistere al richiamo della passione sempre con lei. Bigagli scherza sul fatto che nella vita di un attore c'è sempre un momento in cui gli viene offerto il ruolo “dell'amante babbione, che può essere un bene o un male. E sono contento che per me sia stata un'esperienza positiva. Mi piace sempre essere diretto da una donna, c'è sempre qualcosa di nuovo. Con Mirca e con Stefania abbiamo lavorato sul fatto di trovare il legame affettivo tra questi personaggi, ed è quello che mi è piaciuto”.

Paolo Briguglia ci confessa che “dopo tanti ruoli di buono, che si sacrifica, sono contento di aver fatto per una volta la parte del bastardo. Certo, quando l'ho visto sullo schermo, in certi momenti l'ho proprio detestato per la sua falsità, soprattutto con Germana. E' sicuramente un uomo confuso, che tradisce non per cattiveria, ma per superficialità, incoscienza e leggerezza, cosa purtroppo diffusa tra gli uomini, e non dirà mai nulla di questo a sua moglie. Abbiamo lavorato molto con Stefania su questa attrazione tra di loro che continua fino in fondo, ad esempio la scena del bacio l'abbiamo creata noi, per sottolineare questa quasi impossibilità di staccarsi nonostante tutto”.

Tutti gli attori su una cosa concordano: “è un film che parla di noi, delle nostre storie, c'è sicuramente qualcosa in cui chiunque può riconoscersi e ricordare il male che gli ha fatto un amore finito, o un amore che l'ha fatto soffrire”.
E sulla differenza maschi-femmine nella capacità di sopportare il dolore, Stefania Rocca argomenta: “Le donne sono più abituate a cambiare, a evolversi, a lasciare, a modificare la propria vita, a viaggiare. A soffrire anche. E' sempre la donna che lascia quando c'è un malessere nella coppia. L'amore fa male  alla donna perché è più assolutista, più romantica. L'uomo tende a restare nella coppia, ma fa male anche a loro perché perdono quialcosa nella vita: tempo, passione, sentimento, e diventano anche  più superficiali”.
Alla fine di questa intensa esperienza Mirca Viola rivela che in futuro: “Mi piacerebbe continuare con la regia, che è quello che avrei sempre voluto fare. Io nella vita non mi fermo mai davanti a niente, come ho detto avevo un po' il timore che gli attori non avessero fiducia in me, ma alla fine non mi sono fatta condizionare dal mio pensiero e sono andata avanti. Sono contenta di aver vinto il pregiudizio, è bruttissimo sentirsi sconfitti in partenza senza avere la possibilità di provare”.

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