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Nel 1969 entra a far parte del Bainbridge Hospital, nel Bronx, il giovane dottor Malcolm Sayer, il quale, colpito dalle penose condizioni di un gruppo di malati cronici, considerati incurabili, scopre, dopo attento studio delle loro cartelle cliniche, che tutti hanno avuto, negli anni '20, un'encefalite letargica. Ridotti ad una vita vegetativa, senza poter parlare né comunicare in altro modo, i degenti vengono nutriti dal personale, in attesa della loro morte. Ma il dottor Sayer, che è un ricercatore, dopo aver consultato il dottor Ingham, esperto in materia, osserva in loro alcune piccole reazioni, e si convince che sono "vivi dentro", perciò pensa di sperimentare sui post-encefalici un nuovo farmaco, "L-dopa", già usato con successo sui malati di Parkinson. Sayer si interessa particolarmente a Leonard Lowe, che, ammalatosi quand'era bambino, ha vissuto trenta anni in questo stato. Superati con difficoltà l'ostilità e lo scetticismo del suo capo, il dottor Kaufman, e avuto il consenso dell'anziana madre di Leonard, che lo assiste amorosamente, Sayer ottiene l'autorizzazione a provare l'"L-dopa" su Leonard, e, dopo aver tentato vari dosaggi, ottiene un risultato che appare prodigioso. Infatti il paziente torna improvvisamente alla normalità: parla, cammina, scrive, e, con profondo disagio, guarda nello specchio il suo attuale volto di uomo maturo. Entusiasta del risultato ottenuto, Sayer vuole trattare ugualmente anche gli altri post-encefalici, e trova il molto denaro necessario per pagare la costosa cura con una spontanea elargizione degli infermieri del reparto e con una consistente donazione di ricchi benefattori. Il progetto può essere perciò attuato, e nell'estate del 1969 anche sugli altri ammalati i risultati sono eccezionali. Alcuni dei pazienti "risvegliati", però, soffrono di solitudine, avendo trovato la propria famiglia distrutta e il mondo tanto cambiato. Poiché tutti si annoiano, un giorno i "redivivi" vengono condotti in una sala da ballo, dove si divertono. Nel frattempo Leonard ha conosciuto una ragazza, Paula, che assiste in ospedale suo padre, e fra i due nasce un tenero sentimento, che desta la gelosia della madre di lui. Adesso egli diventa irrequieto, vorrebbe uscire solo e andare dove vuole, insomma essere libero, ma ottiene un rifiuto sia da un'apposita commissione sanitaria, che da Sayer, e s'innervosisce sempre più. Proprio allora si mostrano in lui i terribili effetti collaterali dell'L-dopa: Leonard è tormentato da continui tic e da violenti tremiti, che lo scuotono penosamente, e non può neppure leggere. Egli incita gli altri pazienti alla ribellione, ma regredisce rapidamente e presto gli altri fanno altrettanto. Ora Leonard si blocca improvvisamente, e quando Paula viene a trovarlo, le dice coraggiosamente di non tornare più. Dopo quel 1969 i pazienti del gruppo, sempre amorosamente curati dal dottor Sayer, che soffre per l'insuccesso, avranno altri provvisori miglioramenti, ma nessuno paragonabile a quello dell'estate. Intanto il medico ha iniziato un legame sentimentale con Eleanor, la sua valida collaboratrice.

  • FOTOGRAFIA: Miroslav Ondrícek
  • MONTAGGIO: Gerald B. Greenberg, Battle Davis
  • MUSICHE: Randy Newman
  • PRODUZIONE: WALTER F. PARKES, LAWRENCE LASKER PER COLUMBIA PICTURES CORPORATION
  • DISTRIBUZIONE: COLUMBIA TRISTAR FILMS ITALIA (1991) - VIDEO E LASERDISC: COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO (WINNERS, SPEAK UP).
  • PAESE: USA
  • DURATA: 121 Min
  • FORMATO: 35 MM, TECHNICOLOR

CRITICA:

"Questo film straordinariamente ricco sul piano dei valori umani, presenta, senza scadere nel patetico, la storia vera di un eccezionale esperimento, effettuato in America nel 1969, su di un gruppo di malati cronici affetti da encefalite letargica, che vivevano come in letargo da moltissimi anni. Leonard rinasce alla vita e alla speranza per un meraviglioso (e purtoppo breve) ritorno alla normalità, poi, svanite tante illusioni, regredisce, e, dopo aver subito i devastanti effetti collaterali del farmaco, col quale è stato curato, ricade nel suo letargo e così accadrà pure ai suoi compagni. E' un finale amaro, che lascia nell'animo un'impressione dolorosa. Ma il film dice cose molto importanti: oltre a ricordare il grande valore che hanno, anche per i malati apparentemente 'assenti', l'amore dei congiunti e il calore umano dei medici e degli infermieri, invita gli studiosi a non arrendersi mai, a non smettere di curare anche i casi più disperati con costanza e dedizione, perché si può sempre trovare il medicamento giusto. Eccezionali sono gli interpreti: Robert De Niro, un Leonard studiato con meticolosa cura, sia nella malattia, che nel nascere dei dolci sentimenti e della speranza, e infine nella dolorosa ricaduta e, Robin Williams, il dottor Sayer ricco di calore umano." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 111, 1991)"Che peccato: uno dei libri più affascinanti di questi anni diventa un film stupido e convenzionale. L'adattamento cinematografico è infelicissimo. Il copione di Steven Zaillian mira ad addomesticare, banalizzare, schematizzare, edulcorare una vicenda tragica e misteriosa." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa')"La regista Penny Marshall, con l'aiuto di una sceneggiatura molto salda di Steven Zaillian, è riuscita a ricavarne un film carico di umanità e di tensioni che, anche quando per la materia così ingrata, sembra respingere, in realtà coinvolge e quasi emoziona: con accenti nitidi." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo')"La regista Penny Marshall è rimasta in discreto equilibrio sul crinale del sentimentalismo, della divulgazione scientifica, dell'elogio dei valori spirituali cari al cinema umanistico." (Giovanni Grazzini, 'il Messaggero')"'Risvegli' funziona nella prima parte, quando descrive il personaggio imbranato e simpatico del medico protagonista. Ma se il risveglio del malato numero 1 è descritto con delicatezza, in maniera ellittica, quello collettivo degli altri sembra ritagliato da uno dei peggiori film di Frank Capra." (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera')"Il film non ha impennate e gusto di racconto, è piatto, illustrativo e 'didattico'." (Fiorello Zangrando, 'La Rivista del Cinematografo')

SOGGETTO:

tratto dal lilbro omonimo di Oliver Sacks

Il Cast

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