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Nino Brown, un ambizioso gangster di colore, su consiglio dell'amico d'infanzia Gee Money trasforma un vecchio edificio abitato da neri in una centrale per la fabbricazione e lo spaccio del micidiale crack, l'allucinogeno dei poveri. Mentre gli affari di Nino prosperano, il tenente Stone incarica Scotty Appleton, poliziotto nero cui un tossicomane ha ucciso la madre a sangue freddo, e Nick Peretti, un ex tossicomane riabilitato, di ottenere le prove per incriminare Brown. Scotty contatta un crack-dipendente, Pookie, lo costringe ad una terapia disintossicante e lo usa come esca per filmare con una candid camera le attività di Brown e dei suoi soci. Purtroppo Pookie, che da sorvegliante è riuscito a passare al reparto dove si produce la droga, non resiste e la ingerisce, facendosi poi scoprire. Invano i poliziotti irrompono nell'edificio: Nino fa distruggere tutte le prove e uccide Pookie. Sollevati dall'incarico, i due agenti proseguono la loro lotta personale contro il boss, che intanto ha eliminato il rivale mafioso Don Armeteo, che intralcia i suoi progetti. Scotty riesce a entrare nelle grazie di Gee Mony come fornitore, e quindi si cattiva la fiducia di Nino impedendo ad un vecchio patriarca nero del quartiere di uccidere il gangster. Mentre sta per incastrarlo, Scotty viene riconosciuto e nel furioso conflitto che segue, con molti morti, i due poliziotti e Nino sopravvivono. Finalmente Scotty e Nick, che hanno superato le iniziali diffidenze, riescono a localizzare il rifugio del boss e a farlo arrestare. Nel processo Nino patteggia i nomi dei complici con una pena mite, e la corte gliela concede. Ma all'uscita del tribunale il vecchio patriarca nero, che ha visto tanti ragazzi rovinati dal gangster e lo odia mortalmente, lo uccide.

CRITICA:

Formalmente perfetto, il film fa suoi tutti i temi tipici del film di mafia. (Gabriella Giannice, Il Giornale) La regia di Van Peebles risulta meno discutibile perchè il senso del cinema non le manca, le immagini, anche, scenograficamente, riflettono una indubbia forza visiva. (Gian Luigi Rondi, Il Tempo) E' soprattutto lo stile, fiammeggiante, eccessivo, visionario, "divertente", tutto sommato (ivi compresa la componente spettacolare della musica "rap") a fare di New Yack City un film evasivo, eccitante (ed infatti in America ha innescato violenze) e compiaciuto. (Ermanno Comuzio, La rivista del cinematografo)

fonte "RdC - Cinematografo.it"

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