Mamma, ho riperso l'aereo

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Home Alone 2: Lost in New York

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La numerosa famiglia McCallister, di cui Kevin è l'ultimo rampollo, lascia in aereo Chicago per Miami dove passerà le vacanze natalizie. Questa volta il ragazzetto non viene "dimenticato" a casa, ma nel bailamme generale sbarca a New York e vi rimane solo. Mentre i genitori allarmatissimi contattano la polizia per le ricerche, Kevin, tuttavia, non si sgomenta e dà inizio alle sue avventurose vacanze da "senza famiglia occasionale". Per cominciare prenota una lussuosa camera all'Hotel Plaza (di cui ha visto la réclame) al nome di suo padre, vi si installa, si concede succulente colazioni, entra in lotta con Hector, il portiere (che ha fiutato qualcosa di poco chiaro) e passeggia per le strade di New York, fra alberi di Natale giganteschi e vetrine illuminate. Tra le altre è affascinato da quelle dell'enorme emporio di giocattoli Duncan, dove lascia una offerta per l'ospedale dei bambini poveri. Il guaio è che sono in circolazione due ladri evasi, Harry Lyme e Marvin Murchins, proprio quelli che assediarono Kevin in casa quando il ragazzo tutto solo e grazie a non pochi marchingegni, riuscì ad avere la meglio su di loro. Dopo aver conosciuto la anziana "donna dei piccioni" del Central Park (una barbona che da due anni non parla con nessuno, ma che con Kevin si sblocca e stabilisce una immediata amicizia), l'intraprendente ragazzo decide di sconfiggere una buona volta i suoi persecutori - i quali lo hanno identificato - attirandoli nella casa disabitata di uno zio paterno.

CRITICA:

Non vi sono dubbi. Anche il secondo film del monello Macaulay Culkin, che, perdendo aerei, ma anche battendo ladri malvagi, ha guadagnato e fatto guadagnare ai produttori milioni di dollari, ne frutterà ancora. Forse il primo film "Mamma ho perso l'aereo), era più semplice e fresco. Qui il bambino è cresciuto, i suoi trucchi risultano più complessi e, a volte, più cattivelli. E' doveroso anche ammettere che l'assedio dei due evasi alla casa vuota e paura nella notte si rivela un pò lungo, oltre che eccessivo per il genere degli scherzi architettati. Poichè peraltro, tutta la vicenda è in stile farsesco e ricca di buffonesche trovate, l'indulgenza si impone. Il Natale è presente come occasione vacanziera, nel suo clima festoso e con le sue luci sfavillanti, ma non mancano le venature e i riflessi dei buoni sentimenti il rapporto affettuoso tra il monello e i suoi cari, quello con la strana "donna dei piccioni", l'offerta per l'ospedale infantile (con un pò dei dollari di papà), la letterina al re dei giocattoli. E qui, se mai, c'è un pò della melassa di molti film appunto "natalizi". Il ragazzo smarrito, ma impavido, si ritaglia la sua vacanza personale, dà prove concrete, a volte è un tantino sentenzioso si concede è vero la soddisfazione di mettere in ginocchio e fra le piume i suoi incalliti aggressori, ma alla fine è felice di rientrare alla base familiare. Qualche gag, molti sorrisi e considerato appunto il genere farsesco, ma senza la minima grossolanità verbale o negli eventi. Tutto sommato un film di divertente evasione. (Segnalazioni Cinematografiche)

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