IL RAGAZZO CHE SAPEVA VOLARE

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THE BOY WHO COULD FLY

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Milly, una adolescente orfana di padre, vive con la mamma ed un simpatico fratellino in una villetta di una cittadina della provincia americana. Suo vicino è Eric, un coetaneo, privo dei genitori deceduti in un incidente aereo, affetto da autismo e assolutamente convinto di poter volare come un uccello. Poco a poco, cominciando dalla scuola dove i due frequentano la medesima classe, Milly stabilisce un buon rapporto con Eric, chiuso in un penoso mutismo e spesso pericolosamente in bilico sul cornicione di casa: gioca con lui, legge e ne diventa l'idolo. Un giorno che per cogliere un fiore la ragazza cade dall'alto di una terrazza nel parco cittadino, al suo risveglio essa trova il silenzioso compagno nella camera della clinica, nè riesce a spiegarsi come egli abbia potuto penetrarvi (e in sogno le capita di vedersi mentre vola con lui tra le nuvole). Le autorità internano Eric in un manicomio, nell'intento di curarlo, ma là egli si sente prigioniero, scappa e si rifugia nella soffitta di casa sua (dove abitava con uno zio) e qui Milly lo raggiunge e lo calma, certa com'è fin dall'inizio che il ragazzo ha solo bisogno di pazienza e di affetto. Inseguiti dalla polizia dagli infermieri, i due si nascondono nella loro scuola, dove intanto si sta svolgendo una festa e salgono sul tetto dell'edificio. Eric tende la mano alla sua amica e con lei spicca il volo dal cornicione. A pochi metri dal suolo, l'uno accanto all'altra sorridono lietamente, Eric e Milly sorvolano i loro compagni, che corrono allegramente sulla loro scia nella stupefazione generale. Poi Eric volerà via davvero, dopo aver detto a Milly solo due o tre parole, le prime uscite dalle sue labbra. E lei riprenderà da sola la propria vita, persuasa che la tenerezza, l'amicizia e la volontà di tentare comunque ogni via - perfino il più rischioso e incredibile dei voli - servono sempre a conseguire il Bene ed uno sprazzo di felicità.

CRITICA:

Metafora della giovane società americana. Questa piacevole sorpresa di Castle, presentata al festival di Cannes del 1986, in bilico tra le realtà e la fantascienza, resta purtroppo in superficie. Volenterosi gli attori. (Laura e Morando Morandini, Telesette)Film di molti e positivi valori e di buo ni sentimenti: interpreti simpatici e di trasparente limpidezza. (Segnalazioni Cinematografiche)

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