Il peggior Natale della mia vita

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Il peggior Natale della mia vita

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A tre giorni dal Natale, Giorgio (Antonio Catania), sua moglie Clara (Anna Bonaiuto) e la loro figlia Margherita (Cristiana Capotondi) sono stati invitati a passare le vacanze nel castello di Alberto (Diego Abatantuono), mentre Paolo (Fabio De Luigi), il marito di Margherita li raggiungerà in un secondo momento. Il castello è un piccolo gioiello tra le pendici innevate del Monte Rosa che Alberto ha acquistato di recente, dopo essere scampato a una malattia per cui tutti lo davano per spacciato. La vita, per lui, è diventata ora una nuova, meravigliosa avventura; pensa di lasciare a Giorgio, già suo vice, il comando dell'azienda. Giorgio è molto teso, sia per la promozione "amicale", che per l'imminente arrivo di Paolo. Margherita è al nono mese di gravidanza e ha deciso di partorire in acqua: manca ancora qualche settimana alla data prevista, ma ha comunque obbligato Paolo a ritirare una piscina portatile da usare in caso di necessità. Al castello c'è anche la figlia di Alberto, Benedetta (Laura Chiatti), anche lei incinta e amica di vecchia data di Margherita, anche se tra le due, che hanno fatto scelte di vita radicalmente diverse, il rapporto non è molto disteso. Il povero Paolo, che nemmeno il Natale riesce a rendere meno inopportuno, combina un disastro dopo l'altro, accanendosi, suo malgrado, proprio su Alberto e il suo castello

CRITICA:

Quel che accade nelle famiglie di Alessandro Genovesi ha sempre un che di curioso, divertente e ben orchestrato, anche se prevedibile. Il suo Natale, come la sua “peggior settimana” lavora su un protagonista/volto/maschera (Fabio De Luigi) che produce gaffe, schianti e incidenti con dovizia, ma mai capitomboli narrativi. Il tratto di questo regista, privo di bassezze e trivialità, si fa amare per quella farsa corale sempre piuttosto elegante e buffa, per quel romanticismo impacciato che rende eroici i bersagli di De Luigi. Cedendo alla tentazione e alla favola del racconto natalizio, Genovesi non perde mai il controllo. I suoi attori sono efficaci e stravaganti il giusto, teneri e isterici, affiatati nel proporre un umorismo, tra funerali e nascituri, che potrebbe certamente accelerarne di più il passo e l’originalità. A questo piacevole palcoscenico, pieno di buone sfumature, gioverebbe essere meno frammentato e preoccupato della perfezione coreografica. Perché la famiglia, specialmente a Natale, non è precisa come un orologio, non dedica a tutti lo stesso tempo, ma si nutre ugualmente di quelle stonate consuetudini che aspirano a magia. (Giulia Pietrantoni)

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