Il mondo perduto: Jurassic Park

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The Lost World: Jurassic Park

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In seguito agli esperimenti di John Hammond il parco divertimenti a Isla Sorna, al largo del Costarica, è divenuto un ecosistema popolato da dinosauri. Lo scienziato Ian Malcolm e la sua ex fidanzata Sarah scoprono che uno dei nipoti di Hammond, succeduto allo zio nella gestione della InGen, la società che finanziò gli esperimenti, per risanare il bilancio vuole catturare un dinosauro ed esporlo nello zoo di San Diego.

  • FOTOGRAFIA: Janusz Kaminski
  • MONTAGGIO: Michael Kahn
  • MUSICHE: John Williams
  • PRODUZIONE: GERALD R. MOLEN E COLIN WILSON PER AMBLIN ENTERTAINMENT, UNIVERSAL PICTURES
  • DISTRIBUZIONE: UIP - CIC VIDEO - LASERDISC: PIONEER ELECTRONICS - UNIVERSAL PICTURES
  • PAESE: USA
  • DURATA: 134 Min
  • FORMATO: 35 MM, PANAVISION

CRITICA:

"Fuori dalla striscia fumettistica, vale la forza di alcune sequenze che giocano a citare l'universo cinematografico di Spielberg o i titoli celebri del genere: l'accampamento nella foresta con i preparativi ('Indiana Jones'), rincontro ravvicinato tra alieni della storia evolutiva del pianeta Terra, il dinosauro e la famiglia tra i vetri della roulotte ('E.T.'); il duello tra i giganti e i normali, Davide e Golia, nella baracca tra i 'velociferi' e la famigliola in fuga ('Duel' e 'Lo squalo'). Il finale a San Diego, con lo sbarco del dinosauro in città, forgia una singolare fusione tra 'King Kong' e 'Nosferatu il vampiro', con l'arrivo della nave fantasma in porto, un approdo moderno e devastante alla maniera di 'Speed 2'. Questo si è un film di Spielberg, con la farabutta combinazione di emozione, spettacolarità catastrofica e thrilling al decimo di secondo nelle proporzioni dello sguardo bambino di un adulto potente e immaginifico. Lo è nei tempi interni delle sequenze e nei 'colpi' di cinema. La perfezione degli effetti speciali di Stan Winston e la tecnologia idraulica dei pupazzi varrebbero da sole la visita al film". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 6 settembre 1997)"Jurassic Park, il ritorno. Più dinosauri, più effetti speciali, più sangue, più intrigo. Ma meno divertimento. 'E' come a Disneyland la seconda volta' ha scritto, perfido, 'Time magazine'. Ma è vero solo a metà. Diciamo che la storia e i trucchi funzionano, i personaggi, a due o a quattro zampe, un po' meno. Anche i dinosauri devono avere personalità? Certo che sì. Questi invece si muovono bene ma, fisico a parte, si somigliano troppo e sorprendono poco. Si sa che Spielberg e il suo sceneggiatore David Koepp hanno buttato a mare buona parte del seguito scritto da Michael Crichton. Lo stesso Koepp avverte che Spielberg pensa in termini di scene, non di storia, ed è chiaro che il film va visto senza farsi troppi problemi di logica. Fatto sta che un personaggio balordo può sabotare la scena più grandiosa, e questi scienziati in ricognizione sull'isola dei dinosauri sembrano tanti Bouvard e Pécuchet nella preistoria. Jeff Goldblum, unico reduce dal primo episodio, non riesce a evitare che la figlioletta si intrufoli nella spedizione. La paleozoologa Julianne Moore scatta primi piani ai bestioni con le macchine più rumorose che ci siano in commercio. Mentre l'ecologista d'assalto Vince Vaughn ha la geniale idea di riportare al campo un piccolo tirannosauro ferito per curarlo. Meno male che nel Giurassico non c'eravamo ancora, altrimenti ci saremmo estinti noi. Ma forse è proprio questa la tesi estrema che anima 'Il mondo perduto', tanto che nelle scene più riuscite sembra di sentir Spielberg dire 'io sto coi dinosauri'". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 6 settembre 1997)"Inutile dire che Il mondo perduto è una schifezza a prova di confidenza e di recensione. 3 miliardi e passa nel primo week-end italiano non sono un incasso, sono un'invasione. I dinosauri hanno vinto, imponendo al cinema mondiale una dolorosa riflessione sulla necessità di orpelli come attori, sceneggiatura, storia, trama. Il film è pieno di dinosauri magnifici e, qua e là, entusiasmanti (la sequenza dell'attacco dei velociraptor è stupefacente, anche se troppo breve). Ma, credeteci, non c'è altro. Non c'è nessun altro motivo per vederlo. E' anche scomparso lo scrupolo divulgativo che era presente almeno nel primo romanzo di Crichton. Ma è abbastanza sterile fare le pulci a Spielberg su questo terreno, come già si stanno allenando a fare scienziati di mezzo mondo. Disquisire sul fatto che nel Mondo perduto ci siano errori scientifici è uno sport lievemente idiota: come protestare, all'uscita di Disneyland, perché i pirati della nave di Capitan Uncino non sono veri filibustieri. Signori, di che stiamo parlando? Questa è Disneyland, appunto, non è mica la Nasa o il dipartimento di paleontologia di Harvard. Solo che è una Disneyland tenuta su con lo spago, e allora protestiamo per questo: per

NOTE:

- REVISIONE MINISTERO LUGLIO 1997.- PER COSTRUIRE I DINOSAURI CI SONO VOLUTI 18 MESI DI LAVORO. LE RIPRESE SONO STATE FATTE A KAUAI (HAWAII), FERN CANYON VICINO A EUREKA E IN CALIFORNIA.- CAMEO NON ACCREDITATO DI STEVEN SPIELBERG

SOGGETTO:

romanzo "Il mondo perduto" di Michael Crichton

Il Cast

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