HIGH SPIRITS - FANTASMI DA LEGARE

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HIGH SPIRITS

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Carico di un grosso debito verso un americano, Peter Plunkett, ultimo rampollo di nobile schiatta irlandese, trasforma il suo castello tra paludi e brughiere in un hotel per turisti agiati e in cerca di emozioni, in ciò aiutato da camerieri ed uomini di fatica, che provvederanno a far da fantasmi. Un gruppo di turisti d'oltre Oceano arriva sul posto e si installa tra i vecchiumi dello scomodo maniero, dove i finti fantasmi si producono fin dalla prima sera in apparizioni tra il patetico ed il macchinoso. Riprendono però vigore i fantasmi veri, soprattutto la coppia Martin Mary, condannati da due secoli a ripetere la scena di lui che, nel dì delle nozze, pugnala la sposina ritenuta a torto fedifraga e di questa in lacrime, con replica la notte successiva. Finchè i ruoli si intrecciano e scambiano, poichè la bionda Sharon (figlia del creditore americano, deciso da parte sua a venire in possesso del castello irlandese) è circuita dal bramoso Martin, mentre Mary si innamora di Jack (il marito di quella) il quale, stanti i non pochi problemi con Sharon, la ricambia con trasporto. Fra tutti si aggira Plunkett, che beve whisky, organizza spaventose cene a base di merluzzo e pensa al suo incerto avvenire. Poi i turisti, presto seccati e delusi, partono; i fantasmi finti tornano a far da servi e giardinieri e il castello molto probabilmente non passerà in mani americane: vi resteranno le ombre innocue di tutti gli antenati Plunkett insieme al loro inguaiato discendente.

  • FOTOGRAFIA: Alex Thomson
  • MONTAGGIO: Michael Bradsell
  • MUSICHE: George Fenton
  • PRODUZIONE: STEPHEN WOOLLEY, DAVID SAUNDERS
  • DISTRIBUZIONE: MEDUSA DISTRIBUZIONE (1989) - RICORDI VIDEO
  • PAESE: Gran Bretagna
  • DURATA: 95 Min
  • FORMATO: PANORAMICA 35 MM

CRITICA:

La storia appare abbastanza briosa e amena. La colonna sonora è curata da George Fenton ed è un ben dosato collage di motivi irlandesi, gradevoli per spunti melodici e trascinanti nei ritmi scatenati. (Segnalazioni Cinematografiche) Da una storia vagamente ispirata a "Il fantasma galante" di René Clair, Jordan realizza un film moderatamente divertente e sicuramente diretto al grande pubblico. Clair era un'altra cosa: nonostante qualche trovata fantasiosa, il film di Jordan è l'ennesima riprova che i tempi cambiano. (Francesco Mininni, Magazine italiano tv) Neil Jordan riprende un vecchio canovaccio di René Clair. Ma non è all'altezza di Clair e nemmeno a quella dei suoi film precedenti. (Teletutto) Farsa fantastica, eccentrica, abbastanza insopportabile per il disperdersi dell'intreccio in lunguaggini melense e inutili. Gli effetti speciali e il folto cast funzionano. Le musiche orecchiano motivi irlandesi. (Laura e Morando Morandini, Telesette)

SOGGETTO:

BASATO SUL TESTO DI MICHAEL M. MOONEY

fonte "RdC - Cinematografo.it"

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