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Esposito e Amilcare imbrogliano un turista americano con la solita patacca e vengono inutilmente inseguiti dal gabbato. I due partecipano in seguito ad una distribuzione di pacchi-dono americani, accompagnati da ragazzi che spacciano per loro figli, e vengono riconosciuti dal presidente del comitato di beneficenza americano, che è appunto il turista gabbato. Esposito scappa, ma viene arrestato dopo un lungo inseguimento dal sergente Bottoni, al quale fugge poi di mano, con uno stratagemma. In seguito alle proteste ufficiali dell'autorevole americano, Bottoni è sospeso dal servizio e perderà il posto se entro tre mesi non rintraccerà il truffatore. Il povero Bottoni nasconde l'accaduto alla propria famiglia, si mette in borghese e comincia la caccia. Scopre la casa di Esposito, ne avvicina la famiglia, fa in modo che suo figlio faccia amicizia col figlio del ladro. Finalmente Bottoni ha l'occasione di arrestare Esposito ma entrambi sono d'accordo nel nascondere la cosa alle rispettive famiglie. Esposito finge di partire per un viaggio, il sergente è riammesso in servizio e si occuperà della famiglia di Esposito, fino al giorno in cui questo potrà tornare dal suo viaggio.


CRITICA:

"Un Totò di buona annata con numerosi risvolti satirici che trent'anni fa graffiavano. Il merito è anche di un ottimo Aldo Fabrizi e degli sceneggiatori Brancati, Flaiano e Maccari, autori di arguti dialoghi". (Laura e Morando Morandini, "Telesette") "Il film riesce interessante per l'interpretazione di Fabrizi e Toto'". (Segnalazioni cinematografiche)

NOTE:

- PREMIO PER MIGLIOR SCENEGGIATURA AL FESTIVAL DI CANNES (1952).- NASTRO D'ARGENTO A TOTO' (MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA).

fonte "RdC - Cinematografo.it"

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