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Ormai in pensione, il ragioniere Ugo Fantozzi viene additato ai giovani funzionari dal presidente della Ditta, che per tutta la vita lo ha vessato e sbeffeggiato, come il modello di chi non riuscirà mai a far carriera. Fantozzi ha sempre il conforto della tenera e paziente moglie Pina, ma ora vuol dare prova di sé. Comincia con la sua scimmiesca nipotina Ughina facendole il manager nella dura via dei provini cinematografici e gli va male. Continua approfittando della nomina a giudice popolare, ma in un processo contro mafiosi il suo atteggiamento coerente e intrepido non gli procura che guai e rischi (perfino una piovra nel letto). Condannato, viene spedito in carcere, ne esce ed uno psicanalista, che gli fa confessare angosce e umiliazioni, lo scoraggia dichiarandolo inguaribile. Fantozzi prende quindi lezioni da un giovane teppista e con sconosciuta sfrontatezza riesce a farsi riassumere in Ditta, finendo però in carcere per un diluvio di sue firme - apposte ciecamente - su documenti e mandati. Mentre lui è in prigione, Pina scrive sul marito un libro di successo ma, sentendosi ora annegato nel ridicolo, Fantozzi chiede e ottiene il divorzio. Vorrebbe a questo punto sposare la sempre sospirata signorina Silvani, ma la villetta che ha fatto cercare dal geometra Filini (una ex Chiesa sconsacrata, un prefabbricato tirato su in una quasi marrana alla periferia di Roma), crolla addosso a tutti e tre. Non gli resta che cercare la moglie ideale tramite agenzia e computer. E il computer gliela trova nella ex moglie Pina, che arriva al discreto appuntamento sull'Aventino con un garofano rosso in mano giusto nel bel mezzo di una manifestazione di donne socialiste.

  • FOTOGRAFIA: Sandro D'Eva
  • MONTAGGIO: Sergio Montanari
  • MUSICHE: Bruno Zambrini
  • PRODUZIONE: MARIO E VITTORIO CECCHI GORI PER CECCHI GORI GROUP TIGER CINEMATOGRAFICA, PENTA FILM, BRUNO ALTISSIMI E CLAUDIO SARACENTI PER MAURA INTERNATIONAL FILM
  • DISTRIBUZIONE: PENTA DISTRIBUZIONE - PENTAVIDEO, CECCHI GORI HOME VIDEO (PEPITE)
  • PAESE: Italia
  • DURATA: 94 Min

CRITICA:

"Milena Vukotic brilla come una perla in un film fatto di alcune poche 'gag' riuscite e di altre (molte) già viste. (Alessandra Levantesi, 'La Stampa')"Una rimasticatura di vecchi temi unicamente affidata alle inimitabili e sempre salde doti di interprete di Villaggio, eterno 'umiliato e offeso'." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo')"Settimo della serie cominciata nel '75, mostra qualche segno di cedimento nella struttura narrativa e di stanchezza nella recitazione." (Giovanni Grazzini, 'Il Messaggero')"Gli autori, ancorché sperimentati, non hanno avuto la mano felice e il tocco crepuscolare s'è trasformato in bagliori di tetraggine." (Valerio Caprara, 'Il Mattino')"La maschera di Villaggio si impone ancora una volta. Non è esagerato porla accanto a quella di Totò." (Francesco Bolzoni, 'L'Avvenire')"Hanno messo mano in sei al copione ma, ad essere indulgenti, soltanto un'invenzione su tre arriva a segno." (Morando Morandini, 'Il Giorno')

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