Educazione siberiana

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6.4/10 - 697 voti

"L'educazione siberiana" è uno strano tipo di "educazione". E' un'educazione criminale, ma con precise e, a volte sorprendentemente condivisibili, regole d'onore. La storia si svolge in una regione del sud della Russia e abbraccia un arco di tempo che va dal 1985 al 1995. In quegli anni avviene uno dei più importanti cambiamenti della nostra storia contemporanea: la caduta del muro di Berlino e la conseguente sparizione dell'Unione Sovietica con tutto quello che questo evento ha poi comportato nei rapporti economici e sociali dell'intero pianeta. Ispirato all'omonimo romanzo di Nicolai Lilin (edito da Einaudi), in cui l' autore racconta la sua infanzia e la sua adolescenza all'interno di una comunità di "Criminali Onesti" siberiani, così come loro stessi amano definirsi, il film racconta la storia di ragazzi che passano dall'infanzia all'adolescenza, e della comunità in cui sono cresciuti, rappresentando, attraverso un microcosmo molto particolare, una storia universale che, al di là delle implicazioni sociali, acquista un significato metaforico che riguarda tutti noi.

  • FOTOGRAFIA: Italo Petriccione
  • MONTAGGIO: Massimo Fiocchi
  • PRODUZIONE: Cattleya e Rai Cinema, Riccardo Tozzi, Giovanni Stabilini e Marco Chimenz
  • DISTRIBUZIONE: 01 Distribution
  • PAESE: Italia
  • DURATA: 110 Min

CRITICA:

Gabriele Salvatores cambia nuovamente abito cinematografico, adatta l’omonimo romanzo di Nicolai Lilin e guarda a modelli dritto a modelli che ambiscono, legittimamente, alla formazione di un cinema di genere che abbia un respiro sovranazionale. Nel farlo, e con il supporto di specialisti come Rulli & Petraglia, sottrae alla storia originale ogni ruvidezza e conflittualità, ripiegando verso terreni intimi che suonano come un aggrapparsi a sé stesso. E manca così così l’occasione di perdersi, di sporcarsi, di contaminarsi. Di farsi trascinare via da una storia e da un’emozione. (federico gironi)

SOGGETTO:

Dal romanzo omonimo di Nicolai Lilin (Ed. Einaudi)

Il Cast