Harry Potter e i doni della morte parte 2 - la nostra recensione

Harry Potter e i doni della morte parte 2 - la recensione
Si diventa grandi. Non è né bello né brutto, succede. E alla resa dei conti la magia è nel ritrovarsi in una terra nuova fatta di consapevolezze dove si è imparato ad addomesticare paure, incantare serpenti, ma anche a servirsi della lealtà, dell'amore, dell'amicizia per ingannare la morte. L'epico finale a colpi di bacchetta non è da tutti, ma in Harry Potter e i doni della morte parte 2, succede anche questo.
L'ultimo capitolo della saga di maggior successo di tutti i tempi - il primo in 3D - comincia esattamente dove la prima parte, il preludio allo scontro finale, ci aveva lasciati. Harry Potter, sguardo parallelo all'orizzonte, è più un uomo che un ragazzo ed è risoluto nel chiudere il cerchio della sua missione: sconfiggere definitivamente Lord Voldemort, il Signore Oscuro, il Nemico con nessun cuore e troppe anime. Per farlo dovrà scovare e distruggere i quattro Horcrux mancanti, le quattro parti di Morte sparse dappertutto: si tratta di un viaggio epico che lo porterà a ripartire dalle Origini - la scuola di Hogwarts e i luoghi della sua infanzia - ad aggrapparsi al filo stretto dei suoi legami primordiali - gli amici Ron e Hermione, il Maestro Silente, il padrino Sirius Black, i genitori mai conosciuti - per risolvere l’antichissima, eterna questione: diventare grande.
David Yates, già regista degli ultimi tre capitoli, ha il duro compito di dirigere l’epilogo della storia che dal 2001 ad oggi ha - è proprio il caso di dirlo - incantato milioni di fan, lettori o meno dell'Opera letteraria di J.K. Rowling. E lo fa con successo. In dieci anni, sette libri e otto film, il nostro Daniel Radcliffe-Harry Potter ha sfidato ogni incantesimo, cavalcato draghi e affrontato ogni sorta di creatura malvagia, ma qui si sente che c’è in gioco molto di più. La battaglia finale per Hogwarts, la battaglia finale per il mondo della magia, per il Bene, è sì emozionante, ma a coinvolgere adesso più che mai è il cerchio che si chiude intorno ad ognuno dei personaggi, alcuni dei quali si riveleranno molto più complessi di come ci sembravano all’inizio.
Il 3D si fa qui prezioso strumento di attraversamento dello spazio, mezzo per entrare nel ritmo efficace e serrato dell’azione, ma quello a cui Yates è in grado di incollarci veramente è il viaggio intimo, emotivo e profondissimo dentro ai personaggi. Qualcosa che ha a che vedere con l'Amore, di cui l'amicizia tra Harry, Ron e Hermione è espressione primaria.
L'inevitabile risoluzione finale sta nel duello tra Harry e noi-sappiamo-chi, quanto in ognuno dei singoli personaggi. La confessione di Severus Piton, l'angoscia di Draco Malfoy e la presa di coscienza di Harry ci raccontano tutte della stessa antichissima, eterna questione tra Bene e Male. Le storie, anche le più magiche, finiscono. E non si diventa né buoni, né cattivi. Si diventa grandi.

Harry Potter e i doni della morte - parte 2
GENERE: Azione, Fantasy, Avventura, MysteryANNO: 2011
REGIA: David Yates
CAST: Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint, Helena Bonham Carter, Gary Oldman
Stasera in TV: i film di venerdì 17 maggio

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