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I lavoratori di Cinecittà in agitazione




Sono giorni faticosi e tesi, a Cinecittà. Nel luogo simbolo della storia del cinema italiano, oramai in buona parte colonizzato da trasmissioni e fiction televisive, eppure tutt’ora ricco di un fascino straordinario (come il successo dell’iniziativa Cinecittà in mostra ha confermato), i lavoratori hanno deciso di proclamare l’occupazione degli Studios.

Sopra il cancello principale è stato srotolato uno striscione che recita “Cinecittà occupata” e sui prati all’interno sono state montate delle tende per il presidio permanente dei lavoratori che durerà cinque giorni.

Gli occupanti, spalleggiati dai sindacati, protestano contro il nuovo piano aziendale di Cinecittà Studios, che di fatto prevede lo spacchettamento e la dismissione degli studi. I contrasti con l’attuale gestione di Cinecittà Studios, quella di Abete, hanno preso il via già con la privatizzazione del 1997, e si sono acuiti di fronte alle recenti decisioni.

Esternalizzazioni di numerosi servizi, rischi di speculazione edilizia su edifici e terreni e, ovviamente, salvaguardia dei posti di lavoro sono tra le principali preoccupazioni dei lavoratori in sciopero, che hanno formalmente chiesto al Ministero dei Beni Culturali e a quello dell’Economia d’intervenire per evitare lo smembramento e la fine di Cinecittà.




Pubblicato il 05/07/2012

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