Biografilm Festival. Un mondo di storie a Bologna per non pensare al terremoto
Protagoniste le vite. Celebri, comuni, ordinarie o eccezionali. È questo il punto di partenza del Biografilm Festival, manifestazione in corso di svolgimento a Bologna fino al 18 giugno e arrivata all’ottava edizione.
Una città un po’ fuori asse, stordita da un’ansia da terremoto in cui le continue scosse di assestamento hanno sostituito gli altri argomenti di conversazione di questa città paese che si aggrappa alla sua vitalità giovanile per continuare ad intendere anche la cultura come gaudente arricchimento. Suona quasi beffardo che il tema di questa edizione, in anno di profezie da fine del mondo maya, sia The daysafter, con una delle sezioni dedicata a “tutte le volte che il mondo è finito”.
Una manifestazione così radicata a Bologna come Biografilm non poteva non aprirsi ad aperitivi, incontri in strada e piazze fra autori e città, fra studenti e cittadini. La scommessa è riuscire a riempire le sale con i film, come quello d’apertura, il drammone di Mathieu Kassovitz L’ordre et la morale.
Strana carriera quella dell’ex ragazzo prodigio che con L’odio nel 1995 a soli 28 anni realizzò uno dei pochi film europei di culto per tutti i giovani del vecchio continente oltre a lanciare la carriera di Vincent Cassell. Alternando flop come Assassin(s) e Gothika a successi come I fiumi di porpora non è mai decollato veramente. Superati i 40 anni ha deciso di portare al cinema una storia a cui teneva molto, quella di un gruppo di indipendentisti della Nuova Caledonia (territorio francese d’Oltremare) che uccisero nel 1988 dei gendarmi in una remota isola e ne presero in ostaggio altri. Il tutto inserendosi nei giochi di potere politici di una Francia segnata dalla coabitazione fra Presidente socialista e governo di destra e durante gli ultimi giorni della campagna elettorale per le presidenziali con Mitterand che si giocava la rielezione contro Chirac. Pieno di buone intenzioni, polpettone classico, ma anche retorico e imperfetto, è stato un insuccesso bruciante in Francia per Kassovitz che sarà protagonista in autunno del film francese di Michele Placido Le Guetteur.
Una delle mode degli ultimi anni nella cucina di tutto il mondo è il sushi, col sashimi compagno di tanti pranzi leggeri e un vero fenomeno di costume non solo culinario. Un documentario, Sushi the global catch di Mark Hall dimostra come ci sia anche un lato oscuro in questo boom: il rischio di estinzione del pregiato tonno a pinna blu. Fra la fascinazione dei maestri di questa arte giapponese vecchia 200 anni e rigorosamente maschile, le immagini dello straordinario mercato del pesce di Tsukijia Tokyo, il più grande del mondo, il film è anche un grido d’allarme per lo stato delle cose nei mari di tutto il mondo. Se vi interessa saperne di più e come avvicinarsi al sushi sostenibile: http://www.sushitheglobalcatch.com
Il produttore difficilmente è un nome noto, che rimanga nella memoria degli appassionati di cinema, per cui probabilmente se vi diciamo Paul (e Saul) Zaentz non vi si accendono lampadine. Ma basta citare alcuni titoli del vincitore del premio Lancia Celebration of lives Award 2012 per capire il ruolo avuto nel cinema americano degli ultimi decenni con i suoi tre Oscar per il miglior film con Qualcuno volò sul nido del cuculo, Il paziente inglese ed Amadeus (quest’ultimo proiettato a Biografilm per omaggiare il produttore). Emozionato e circodato dalla famiglia Paul Zaentz ha ringraziato tutti anche a nome dello zio Saul e ha ricordato il forte legame che lo lega all’Italia dove ha girato ben cinque film, tra cui Il talento di Mr. Ripley diretto da quell’Anthony Minghella che Zaentz ha ricordato con affetto e rimpianto.
In un sabato in cui le strade del centro di Bologna erano affollate da migliaia di partecipanti al Bologna Pride un focus è stato dedicato da Biografilm alla figura di Mario Mieli, una delle personalità decisive del movimento gay italiano del ‘900. Nel fine settimana la manifestazione si è aperta anche ad alcuni centri della provincia, come Pieve di Cento, piccolo gioiello di palazzi antichi fra Bologna e Ferrara in cui il terremoto ha colpito duro, il centro è chiuso perché inagibile,ma in cui un proiettore e uno schermo hanno dato un piccolo, ma importante segno di vitalità alle tante persone che hanno affollato un parco all’aperto con la voglia di ritrovarsi insieme.
