La recensione di Last Night

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La recensione di Last Night


Quattro personaggi per una storia che tratta dei difficili equilibri tra amore e desiderio, fiducia e inganno. Worthington e la Knightley sono una giovane coppia sposata: durante una notte passata lontani per gli impegni di lavoro di lui, i due si dovranno confrontare con il fantasma del tradimento, l'una con la vecchia fiamma mai dimenticata sbucata all’improvviso (Canet), l'altro con l’avvenente e sessualmente aggressiva nuova collega (Mendes).

Che Last Night non avesse molto di nuovo e particolarmente pregnante da aggiungere a temi e questioni più e più volte affrontate da cinema e letteratura, era in qualche modo messo in preventivo fin dall'inizio. E passino le pedanterie di una sceneggiatura prolissa e bignamesca, dove l'esplicitazione verbale di ogni singolo pensiero e ogni piccola sfumatura è regola inderogabile. Sorprende però, e di certo non in positivo, come quella che dichiaratamente voleva essere "l'evocazione di tutte le zone grigie della fedeltà" sia invece una vicenda dove, con la facile scusa della scivolosità del terreno, manchino posizioni ideali, morali ed ideologiche di qualsivoglia segno.

Il film della Tadjedin è infatti al tempo stesso pruriginoso e fintamente libertario da un lato e chiaramente moralista dall'altro, attitudine che viene persino rispecchiata nella rappresentazione dei corpi, dei sentimenti e dei gesti dei protagonisti, mostrati quel tanto che basta per titillare per poi spostare la macchina da presa con falso pudore: che si tratti di semplici dialoghi (nella maggior parte dei casi) o di contatti fisici (presenti in ridottissima misura).
La neoregista parte da una scenata di gelosia, come a suggerire che questa da sola sia una spinta al tradimento o una pulsione ipocrita, procede gettando alla rinfusa in un calderone unico pulsioni e comportamenti difficilmente assimilabili, chiudendo la sua storia con un finale aperto che suona chiaramente come una lavata di mani ammiccante e ipocrita.

Un non-messaggio che peraltro stride invece con la nota decisamente manichea dell’assegnazione della tentazione sentimental-romantica al personaggio femminile e a quella beceramente erotica a quello maschile: ma in un caso come nell'altro, come nel peggior cinema italiano, la saldezza della coppia borghese è salvaguardata dal silenzio e dalle menzogne, la fedeltà preservata solo dal senso di colpa.
Comunque, dall'assenza di quella sincerità che pare affliggere anche l'intero Last Night come film.


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