Un anno fa ci lasciava Amy Winehouse
È già trascorso un anno dalla morte di Amy Winehouse: alle 15:53 del 23 luglio 2011, la famosa cantante veniva ritrovata senza vita nella sua casa, al numero 30 di Camden Square a Londra, all'età di appena 27 anni.
Quella giovane ragazza piena di aspirazioni che, seduta in un taxi inglese, rivelava tutte le sue speranze per il futuro, è cresciuta sia artisticamente che personalmente nel corso di suoi ultimi anni di vita.
Il successo arrivò nel 2003 con la pubblicazione del suo album di debutto, “Frank”, che raggiungerà gli apici delle classifiche inglesi nel 2004 grazie a due nomination ai BRIT Awards, nelle categorie British Female Solo Artist e British Urban Act. Qualche anno dopo, Amy dichiarerà di non poterlo neanche più ascoltare, il suo primo disco, a causa dell'inclusione da parte della casa discografica di alcune tracce che non aveva approvato fin dall'inizio. Dopo il successo di “Frank”, nel 2006 esce “Back To Black”, che in pochissime settimane raggiunge la vetta della UK Album Chart, e diventa un successo mondiale con il singolo “Rehab”.
Gli anni seguenti sono un susseguirsi di successi, grazie anche alla bellissima “Love Is A Losing Game” e alla struggente cover di “Will You Still Love Me Tomorrow”. Nel 2007, “Rehab” vince nella categoria Artist Choice degli MTV Europe Music Awards 2007, mentre “Love Is A Losing Game” viene premiata nel 2008 con un Ivor Novello: ma il riconoscimento più prestigioso arriva nel 2008, con la vittoria di cinque Grammy Awards, che la ha portata al fianco di Lauryn Hill, Alicia Keys, Norah Jones e Beyonce, per l'ottenimento di un numero così elevato di premi in un solo anno.
Sono, però, anche gli anni in cui gli effetti della droga e dell'alcol si fanno sempre più evidenti, soprattutto durante gli innumerevoli concerti, i cui video sono ormai diffusi anche su youtube, nella quale a volte neanche riusciva a cantare o a ricordarsi le parole delle sue canzoni, ma è il lato di Amy che preferiremmo non mostrarvi di nuovo.
Nel marzo del 2008 viene rilasciato “The Otherside Of Amy Winehouse”, assieme ai tre singoli “Just Friends”, “Valerie” e “Cupid”; il 27 giugno, due giorni dopo il suo ricovero in una clinica per un enfisema polmonare, si esibisce di fronte a 46 000 spettatori ad Hyde Park in occasione del 90esimo compleanno di Nelson Mandela.
Per ricordare al pubblico questa data importante, questo 23 Luglio che un anno fa lo ha separato per sempre da sua figlia, Mitch Winehouse ha pubblicato un libro dedicato a lei, “Mia Figlia Amy”, edito in Italia da Bompiani, nella quale racconta una Amy diversa da quella che noi tutti conosciamo e ne fa un ritratto intimo e privato da mostrare al mondo. “Sono io che le ho trasmesso la passione per la musica, da bambina cantava con me, adorava Sinatra, per poco non svenne quando Bennett la invitò a cantare”, scrive Mitch, che in un'intervista riportata da Repubblica.it ha rivelato i motivi che lo hanno portato a scrivere un libro di memorie su Amy:
“Credo sia stato catartico per me scrivere questo libro, inoltre volevo che si sapesse la verità sulla morte di Amy, sulla persona straordinaria che era. Volevo puntualizzare che quando è morta, mia figlia non usava droghe da tre anni; non è stata stroncata da un’overdose, come tutti hanno supposto. Inoltre, dopo la sua scomparsa, abbiamo creato la Amy Winehouse Foundation, un’associazione caritatevole a favore dei bambini disagiati che ha bisogno di denaro per crescere; i proventi della vendita del libro andranno alla fondazione.”
Mitch Winehouse continua ad impegnarsi perché sia ricordata sua figlia nel migliore dei modi, così noi lo aiutiamo a distanza mostrandovi un bellissimo live del 2004, in cui una giovanissima Amy Winehouse in salute mette in mostra tutto il suo talento ed ipnotizza tutti con la sua voce meravigliosa:



