
Patti Smith Live@Roma 20/07/2012
Sold out? Non sold out? Non lo so, ma entrando nella cavea dell’Auditorium è quasi impossibile non rimanere a bocca aperta davanti alla folla di persone che riempie gli spalti. Una folla che entra come un’onda e invade i posti senza lasciarne nessuno libero.
Calano le luci e un boato di voci si alza dagli spalti: uno per uno i membri della band salgono sul palco e per ultima arriva lei, Patti Smith, con quel suo passo tranquillo da passeggiata pomeridiana, con indosso la sua mise classica: jeans a sigaretta, t shirt e giacca nera. Saluta il pubblico con un sorriso smagliante che le riempie il viso, gira per il palco e una volta vicina al microfono saluta Roma e ringrazia il pubblico lasciando spazio alle prime note di “Redondo Beach”. La serata è ormai ufficialmente iniziata e l’Auditorium inizia a scaldarsi, ma non è ancora tempo di scatenarsi perché, dopo “Dancing Barefoot”, la cavea viene totalmente invasa dalla melodia di “This Is The Girl”, prima canzone della serata estratta dal nuovo album “Banga”, una ballad degna di questo nome scritta in memoria di Amy Winehouse. L’atmosfera si fa intensa e le note contribuiscono, una dopo l’altra, ad aumentare la commozione generale.
“April Fool”, “Fuji-san”, “Free Money”, “Distant Fingers” le canzoni si susseguono e il pubblico inizia a star stretto sulle sedie. Lentamente gruppi di persone si spostano per mettersi da una parte, in piedi, a ballare. Ogni nota fuoriesce dalle casse come una freccia pronta a colpire i cuori dei i presenti. Dopo alcune canzoni, quasi come una bambina piena di voglia di divertirsi, la Smith scende dal palco stupendo tutti. E’ inutile dire bastanopochi secondi perchè tutti si alzino e la raggiungano e, sulle note di un medley suonato egregiamente dalla band, Patti Smith balla e canta sotto il palco insieme ai suoi fan regalando abbracci, strette di mano e anche qualche foto. Risalita sul palco e ripreso in mano il microfono presenta “Maria”, un’altra canzone estratta dal nuovo album dedicata alla sua amica attrice Maria Schneider scomparsa lo scorso anno e ,dopo quest’ennesimo momento di commozione, arriva il momento di farsi sentire. Dopo le note di “Pissing in a River” la cavea esplode entusiasta alle prime note di “Because the Night”: il coro del pubblico riesce quasi a sovrastare la potente voce della Smith. Ormai nessuno riesce più a rimanere seduto e l’Auditorium, nel giro di qualche secondo, perde completamente la sua aria calma e controllata per lasciare spazio alla carica dirompente della musica. Se ci si guarda intorno si legge l’emozione negli occhi di tutti. I più “maturi” sono invasi dalla nostalgia e i più giovani restano senza parole davanti a tanta forza sprigionata da una sola persona. Le tracce si susseguono e, dopo una classica pausa di qualche minuto, la band torna sul palco per regalare ai fan le ultime canzoni.
“Wave” e “Banga” fanno salire l’emozione che raggiunge il picco più alto della serata con le note di “People Have The Power” che ha l’arduo compito di chiudere il concerto. Un inno, una canzone, una poesia: in qualsiasi modo la si definisca, questo brano ha fatto emozionare anche i più restii. Braccia alzate al cielo quasi a volerlo toccare e voci piene di forza e di emozione che si sovrappongono nel ripetere insieme: “People Have The Power”. Queste sono le ultime immagini che incorniciano la fine del concerto e la discesa dal palco di Patti Smith e della sua band.
Ieri sera un filo sottile ha unito i cuori di tutti i presenti e quel filo era il filo dell’emozione.
Le persone hanno il potere di scrivere la storia, alcune storie delle volte diventano leggenda e le leggende, che lo si voglia o no, fanno emozionare.


