Gli sfiorati

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5,8/10 - 76 voti

Gli sfiorati racconta i giovanissimi eroi di una generazione che cerca di vivere ogni cosa, di afferrare tutto quello che scorre intorno: lo sperpero, il caos allo stato fluido, le rincorse metropolitane, il televisore perennemente acceso che lancia i suoi riflessi azzurri in stanze piene di fumo. La storia mette in campo gli sbandati fratelli minori degli anni duemila, fissandone il carattere liquido e accelerandone il destino. Sono loro gli "Sfiorati". Un padre in comune: è questa l'unica cosa che unisce Méte e Belinda. Lui giovane ed esperto grafologo, innamorato del carattere di ogni essere umano nascosto dietro la scrittura. Lei adolescente inafferrabile, in bilico tra consapevolezza e scoperta di sé. Non si sono praticamente mai visti, ma se adesso sono costretti a passare sotto lo stesso tetto la settimana che precede il matrimonio dei propri genitori, allora è forse arrivato il tempo di incontrarsi, o di perdersi definitivamente. Sullo sfondo c'è una Roma caotica e inattesa, carica di sensazioni e sorprese, e intorno a loro amici in movimento continuo, e adulti sempre alla ricerca dei propri sogni. È l'energia che gli Sfiorati spargono per la città, eroi di una generazione che ha avuto tutto, senza mai afferrare niente davvero: per sorridere, ridere e riflettere, su una certa confusione dell'oggi.

  • FOTOGRAFIA: Vladan Radovic
  • DISTRIBUZIONE: Fandango
  • PAESE: Italia
  • DURATA: 111 Min

CRITICA:

Non tutti gli interpreti e i personaggi sono convincenti, la storia In bilico fra toni da commedia e tormenti interiori da romanzo ottocentesco soffre di una sceneggiatura qua e là balbuziente, ma visivamente Rovere ha uno sguardo affascinante, non banale, sinuoso e ipnotico, che però sembra sempre incompiuto, quasi come gli stessi giovani che racconta nei suoi film. Che sia anche per un materiale di partenza un po’ datato? Con esiti più convincenti che nell’irrisolto Un gioco da ragazze, però, qui riesce a coniugare meglio lo stile visivo con lo spessore dei personaggi. (Mauro Donzelli)

NOTE:

Tratto dall'omonimo romanzo di Sandro Veronesi

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