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TRAMA BREVEPauline è una donna semplice di 66 anni che non sa leggere, né scrivere né parlare correntemente, che vive in un villaggio fiammingo nei pressi di Bruxelles. Sua sorella maggiore Martha si è occupata di lei sin da dopo la morte dei genitori. Quando Martha, improvvisamente, muore, il suo testamento stabilisce che tutti i suoi averi andranno a quella delle due sorelle, Paulette o Cécile, che si prenderà cura di Pauline. Entrambe le sorelle, infatti, sono interessate all'eredità, ma nessuna vuole occuparsi di Pauline. TRAMA LUNGAPauline è una donnetta di 66 anni che. nonostante l'età, ha conservato il cervello e gli atteggiamenti di una bambina. Incapace di leggere, scrivere e parlare correttamente, Pauline vive con la sorella maggiore Martha che, dalla scomparsa dei genitori, si è sempre occupata di lei. Quando Martha muore improvvisamente, il testamento stabilisce che tutti suoi averi e i proventi della vendita della sua casa andranno a quella delle altre due sorelle (Paulette e Cécile) che si prenderà cura di Pauline. Nel villaggio Paulette manda avanti un negozio di stoffe, ed è appassionata di operetta, di cui cura allestimenti. Pauline va a vivere da lei, ma la donna, pur gentile, cerca di tenerla il più possibile in disparte. Quando Pauline una sera entra in palcoscenico e rovina una rappresentazione, Paulette ritiene che il suo periodo sia finito, e torna a coinvolgere l'altra sorella. Cécile vive a Bruxelles con Albert e non ha un posto libero per la sorella. Pauline deve dormire in salotto, rompendo i ritmi di vita della coppia. Dopo un po', Albert non riesce a trattenersi e ne reclama l'allontanamento. Un giorno in piazza a Bruxelles, Pauline, che a sua volta non si trova bene in città, sale su un taxi e si fa accompagnare in paese nel negozio della sorella. Paulette nel frattempo ha deciso di vendere tutto e di trasferirsi in una casa al mare. Vorrebbe stare sola, ma poi la frivola compagnia di alcune amiche la induce a rivedere i propri piani. Ormai ha capito che Pauline è felice solo con lei, e anche lei trova equilibrio in quella presenza dolce e infantile. Eccole entrambe a respirare l'aria del lungomare.

CRITICA:

"Curioso mélo familiare belga, 'Pauline & Paulette' di Lieven Devrauwer, 31 anni, parte da tre temi poco frequentati: la vecchiaia, la provincia, la fuga in mondi irreali. Come film resta medio, pietistico, un po' facile. Ma sono molto brave le tre attrici". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 11 gennaio 2002)"Come dovrebbe essere, ma come invece più spesso non è, il finale sottolinea la malinconica scelta di Paulette e la nostalgia della sorella, che non è poi così lontana... Non morde, ma prende. Non fa lacrimare, ma commuove. E poi è la prova che gli attori hanno lunga, lunghissima vita, se il cinema trova l'occasione giusta". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 11 gennaio 2002) "Il film scritto e diretto da Lieven Debrauwen è grazioso, gentile, a tratti poetico; è interpretato da un gruppo di bravissime attrici; senza contare l'effetto, raro nel cinema di questi tempi, di farti sentire più buono per un'ottantina di minuti. Peccato che a tante buone intenzioni non corrisponda un adeguato impegno nella realizzazione. Se si esclude la scelta di una tavolozza di colori molto saturi, il film manca quasi totalmente di uno stile di regia, ma si limita ad allineare le inquadrature secondo le piatte convenzioni di uno sceneggiato per la televisione. Non molto ispirata neppure la colonna musicale, che ripete pompieristicamente dall'inizio alla fine il 'Valzer dei fiori' di Ciaikovskij". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 13 gennaio 2002)

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