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Ogni mattina, in un rione popolare di Napoli, Antonio interpreta i sogni dei numerosi frequentatori della ricevitoria del lotto in cui lavora. Una notte, mentre si aggira mezzo ubriaco nei quartieri spagnoli, salva la vita ad un misterioso vecchio che sta per essere travolto da un furgone. In cambio il Vecchio gli consegna un foglietto con cinque numeri che la mattina escono facendo vincere cinque miliardi a Nicola un disoccupato amico di Antonio. Ma i numeri corrispondono ai particolari dell'omicidio di un giudice per cui i due amici si trovano a rischiare la vita se non intervenisse il misterioso Vecchi.

CRITICA:

"Si svolge a Napoli, fra camorra e ricevitorie del lotto, Mario Merola e Tarantino, 'L'uomo della fortuna' di Silvia Saraceno, che ironizza sulle disgrazie mafiose e gioca con gli stereotipi della sceneggiatura partenopea". (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 5 maggio 2000)"Un tentativo onesto di ridere delle disgrazie mafiose e non lavorative dando letteralmente i numeri, giocando con gli stereotipi della più tipica sceneggiata con simpatica follia, arrischiando molto e sbandando, quindi. Un esordio pieno di difetti che si lasciano scivolare via. E nutrito dell'efficace presenza di Burt Young e di un Enzo Cannavale che, dal cinema, avrebbe diritto di chiedere di più". (Aldo Fittante, Film Tv)"Dopo 'Svegliati Ned' e prima del 'Grande botto', ecco un altro film che prende spunto dalla febbre del Lotto per raccontare qualcos'altro: le giravolte del Caso, le ansie di fine Millennio, la metafora del Gioco. Si chiama 'L'uomo della fortuna' e lo firma la giovane torinese Silvia Saraceno: cineasta esordiente - con laurea in Scienze Sociali a Parigi - che s'è fatta le ossa lavorando alla Rai per Minoli e Dandini. Purtroppo la provenienza televisiva si avverte, nonostante la smaltata fotografia di Fabio Cianchetti e la presenza in veste di boss camorrista di quel Burt Young che abbiamo appena visto accanto a Hugh Grant, in un ruolo molto simile, nella commedia 'Mickey Occhi Blu' ". (Michele Anselmi, 'L'Unità', 19 marzo 2000)

NOTE:

- LA REGISTA E' AUTRICE DI DUE CORTI DI FICTION DI 10': "LIETO FINE" SELEZIONATO A VENEZIA , PREMIO MIGLIOR REGIA TELEVISIVA AL FESTIVAL DONNE IN CORTO TRANSEUROPE E "ANCHE I CANI AMANO IL BLUES"

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