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Franco Danieli alunno della terza liceale, incontra in un negozio dove si è recato a comperare un regalo per la mamma, una soubrette, Nadia, che concepisce per lui una subitanea simpatia, e cedendo al passeggero capriccio lo invita a casa. Franco, che fino a quel momento è stato un bravo figliolo studioso affezionato ai suoi, s'innamora perdutamente di Nadia e trascura per lei lo studio e Marisa, una compagna di scuola che lo ama teneramente. Ma la felicità del giovinetto innamorato è di breve durata: per Nadia la relazione con Franco è soltanto un capriccio. Ella ha un ricco e maturo protettore, la cui generosità le consente di vivere nell'agiatezza: non intende affatto di rinunciare ad una relazione così proficua e lo dice chiaramente al giovane amante. Per Franco è un grave colpo: a qualunque costo vuole riconquistare l'amore di Nadia e per conseguire l'intento sottrae una grossa somma dalla cassaforte di suo padre, che dirige una piccola agenzia di pegni. Recatosi da Nadia col denaro rubato viene sorpreso dal maturo protettore, giunto improvvisamente, e messo alla porta dalla soubrette, la quale si preoccupa soltanto di non perdere il ricco amante. Avvilito, tormentato dal rimorso per il furto commesso Franco decide di uccidersi, scrive una lettera alla madre, in cui le spiega le ragioni della sua tragica decisione, e consegna la lettera a Marisa. Questa legge la lettera, interroga Franco, corre dalla madre di lui: mediante la vendita dei pochi gioielli di famiglia e di un anello di Marisa riescono a raggranellare la somma sottratta che Franco potrà rimettere, senza essere visto nella cassaforte. Così la crisi è superata, Franco torna ad essere un bravo ragazzo e ricambia l'amore di Marisa.

  • FOTOGRAFIA: Alvaro Mancori
  • PRODUZIONE: FLORA TAI VARIETY
  • DISTRIBUZIONE: VARIETY - AVO FILM
  • PAESE: Italia
  • DURATA: 94 Min
  • FORMATO: TOTALSCOPE

CRITICA:

"C'è tanto sciroppo da mandare in tilt qualsiasi fabbrica di amarene nella frivola e sciocca favola sentimentale diretta da Giorgio Simonelli, inframezzata dalle cantatine del centopolmoni Claudio Villa. Tra i tanti attori mandati allo sbaraglio senza un copione decente c'è perfino Titina De Filippo. Chissà se a prima vista riconoscerete il protagonista. Ma sì, è lui, Trinità quando non si faceva ancora chiamare Terence Hill". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 25 maggio 2001)

NOTE:

- TERENCE HILL E' ACCREDITATO CON IL SUO VERO NOME: MARIO GIROTTI.

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